VinoNews24 – Le tre facce di Montalcino secondo Val di Suga
Articolo pubblicato a aprile 2026 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/3xa6dztj)
Tre versanti, tre cru e un’identità coerente: come una delle realtà storiche di Montalcino ha scelto di non semplificare il territorio, ma di raccontarlo attraverso interpretazioni autonome e fedeli ai singoli luoghi.
C’è un elemento che più di ogni altro distingue Val di Suga nel panorama del Brunello di Montalcino, ed è anche la sua forza: essere presente, in modo pieno e coerente, in tre aree profondamente diverse della denominazione e riuscire a interpretarle come fossero tre aziende autonome, senza mai perdere un’identità comune. Vigna del Lago, Poggio al Granchio e Vigna Spuntali non sono semplicemente tre etichette, ma espressioni compiute di tre terroir distinti: tre ambienti pedoclimatici, tre geologie, tre modi di costruire equilibrio, maturazione e struttura. Un approccio che la cantina ilcinese ha scelto da tempo di non appiattire in uno stile riconoscibile a ogni costo. Al contrario, Val di Suga ha costruito il proprio profilo accettando la complessità e trasformandola in valore.
“Non si tratta solo di dire che abbiamo tre aziende in una –sottolinea il direttore tecnico Pietro Riccobono – ma di avere la consapevolezza di produrre tre vini caratterialmente diversi perché nascono in contesti completamente differenti.” Un’impostazione che oggi emerge con chiarezza coll’uscita delle nuove annate dei tre cru di Brunello di Montalcino – Vigna del Lago 2021, Poggio al Granchio 2021 e Vigna Spuntali Riserva 2020 – un trittico che racconta non soltanto tre vini diversi, ma tre interpretazioni autonome del sangiovese a Montalcino.

RADICI PROFONDE E VISIONI LUNGIMIRANTI
La storia di Val di Suga inizia nel 1969, in una fase in cui il Brunello non era ancora il mito consolidato che conosciamo oggi. Già negli anni Ottanta emerge una visione precisa: produrre brunello da singoli vigneti, superando l’approccio più diffuso dell’assemblaggio. Nascono così i cru: Vigna del Lago nel 1983, Vigna Spuntali nel 1988, fino a Poggio al Granchio nel 2009, completando la presenza nei tre versanti della denominazione.
Il percorso di Val di Suga prende avvio nel 1969, in una fase in cui il Brunello non era ancora il mito consolidato che conosciamo oggi. Già negli anni Ottanta si afferma una visione allora pionieristica: produrre brunello da singoli vigneti, superando l’approccio più diffuso dell’assemblaggio. Nascono così i cru: Vigna del Lago nel 1983, Vigna Spuntali nel 1988 e, più tardi, Poggio al Granchio nel 2009, a completare la presenza sui tre versanti della denominazione.
Lo sviluppo della cantina è il risultato di scelte lungimiranti e dell’impegno di figure che hanno inciso, spesso in silenzio, sul destino del territorio. Tra queste, Lionello Marchesi occupa un ruolo centrale: uomo colto e curioso, capace di guardare oltre l’orizzonte locale, al punto da chiamare a Montalcino Rainer Zierock come consulente, in anni in cui simili aperture erano tutt’altro che scontate. Zierock ha lasciato un’impronta profonda, soprattutto sul concetto di densità d’impianto e sulla lettura delle vigne come organismi complessi. Molte delle sue intuizioni sono ancora oggi parte integrante dell’ossatura viticola della tenuta. È una memoria che nel tempo non sempre è stata valorizzata a dovere, ma che rappresenta una delle fondamenta più solide della Val di Suga contemporanea. In seguito, anche il confronto con Denis Dubourdieu ha influenzato alcune scelte, in particolare nella gestione del tannino e nella ricerca di succosità. Dal 1994 la proprietà è della famiglia Angelini, attraverso Angelini Wines & Estates: un passaggio che ha garantito continuità, risorse e una visione di lungo periodo, senza snaturare il patrimonio viticolo e territoriale costruito nei decenni precedenti.
Sono passaggi che raccontano un’evoluzione meno lineare di quanto si possa pensare, segnata da cambiamenti di proprietà e di approccio, ma capace di sedimentarsi nel tempo. Una traiettoria che oggi si confronta anche con un pregiudizio diffuso verso i grandi gruppi, spesso percepiti come distanti dalla dimensione territoriale, e che Val di Suga affronta rivendicando la coerenza del proprio percorso.

TRE TERROIR, TRE GEOGRAFIE DEL SANGIOVESE
Il progetto di Val di Suga è oggi unico per ampiezza e precisione: 51 ettari complessivi, di cui 41 destinati al Brunello, distribuiti su tre versanti della denominazione.
A nord-est, tra Buonconvento e Montalcino, Vigna del Lago guarda verso le Crete Senesi. I suoli argillosi, il clima più continentale e le esposizioni fresche restituiscono vini di tensione, definizione e verticalità. A sud-est, Poggio al Granchio si affaccia sul Monte Amiata, in un contesto caratterizzato da forti escursioni termiche e da una ventilazione costante che accompagna una maturazione più lenta e completa. Qui dominano gli scisti galestrosi, capaci di scolpire tannini energici, non sempre facili da gestire, e di conferire una profondità ferrosa distintiva. A sud-ovest si trova infine Vigna Spuntali, area storicamente centrale nella diffusione internazionale del Brunello. Il clima è più mediterraneo, i suoli più sabbiosi e arenacei da degradazione di pietraforte, le vigne mediamente più mature.
Questa multidimensionalità non è solo teorica. “Il lavoro quotidiano si basa su una gestione estremamente parcellizzata – spiega Riccobono – microzone, vendemmie differenziate, vinificazioni separate hanno l’obiettivo di rispettare le specificità climatiche e pedologiche di ciascun blocco. In questo senso la cantina diventa uno strumento di lettura della singola area e non di omologazione stilistica.”

UNA CANTINA CHE ACCOMPAGNA, SENZA SOVRASTARE
Dal punto di vista enologico, Val di Suga segue una linea chiara e riconoscibile: macerazioni mai spinte, estrazioni misurate, uso mirato del legno grande e del cemento, con tempi lunghi che consentono ai vini di sedimentare senza forzature. Le scelte variano da cru a cru – rovere di Slavonia per Vigna del Lago, rovere francese più permissivo per Poggio al Granchio, un passaggio iniziale in barrique per Vigna Spuntali – ma l’obiettivo resta invariato: preservare la leggibilità del sangiovese, evitando effetti immediati o sovrastrutture.
In questo senso, l’ingresso di Riccobono nel progetto Val di Suga alla fine del 2021, dopo esperienze significative maturate sia all’interno del gruppo Angelini sia in altre denominazioni, ha contribuito a rendere ancora più nitida l’identità dei singoli vini, rafforzando un percorso impostato da tempo.
LE NUOVE ANNATE: TRE CARATTERI, UNA COERENZA PROFONDA
Il Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2021 è forse l’esempio più evidente di come il nord-est di Montalcino stia trovando una sua piena legittimazione stilistica. Il colore luminoso anticipa un sorso giocato sulla freschezza, sulla croccantezza del frutto e su una trama tannica piuttosto angolare, con una profondità che si sviluppa in verticale più che in ampiezza. È un vino che non rinuncia alla struttura, ma la distribuisce secondo una geometria diversa, lontana dagli stereotipi più muscolari.
Poggio al Granchio 2021 rappresenta l’anima più classica e riconoscibile del brunello ilcinese. Qui il sangiovese si esprime in una versione più ferrosa e iodata, con accenti di grafite e una materia più densa, sorretta però da una bevibilità sorprendente. Il tannino, fitto e deciso, è già leggibile e restituisce un vino che non chiede giustificazioni né attese obbligate per essere compreso.
Con il Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2020, Val di Suga firma una prima assoluta. La scelta di debuttare con questo cru come Riserva nasce dalla consapevolezza di un vigneto che ha bisogno di tempo e di un racconto adeguato per esprimere la propria complessità e che in passato rischiava di essere sottovalutato. Il profilo è più solare e mediterraneo, avvolgente, con una tessitura vellutata e una profondità che si muove in orizzontale, senza perdere freschezza, arricchita da una componente iodata che richiama l’influenza marina. Un Brunello che interpreta in modo maturo e consapevole una delle zone storicamente più celebrate della denominazione.

I nostri assaggi
Val di Suga Vigna del Lago Brunello di Montalcino Docg 2021
Grado Alcolico:14% vol.
Uvaggio: SANGIOVESE 100%
Bottiglie Prodotte: 13.000
Composizione suolo: Parcella di circa 5 ettari ad un’altitudine di 280 metri esposta a nord, prevalentemente su un suolo di argilla calcarea, con qualche striscia di terreno dove i sassi la fanno da padrone.
Vinificazione: Vendemmia manuale con selezione ottica delle uve. fermentazione a temperatura controllata (8/12 giorni) con estrazioni soffici e macerazione post-fermentativa prolungata, circa 15-20 giorni.
Affinamento: 24 mesi in botti ovali di rovere di Slavonia da 30 ettolitri, di cui i primi 7/8 mesi sulle proprie fecce nobili. Seguono 24 mesi in vasche di cemento da 80 ettolitri e sei mesi in bottiglia.
Data Degustazione: 24/03/2026
Degustazione: Il profilo è immediatamente luminoso e definito. Colore rubino brillante e trasparente. Subito emerge una croccantezza nitida, con richiami di ciliegia fresca, agrumi (chinotto, arancia), leggere note speziate e un sottofondo floreale che conferiscono slancio e dinamica. Al palato la materia è distribuita con grazia, sostenuta da una tessitura fine e un tannino cesellato, mai invasivo, che allunga il sorso e ne rafforza la freschezza. La chiusura è sapida, asciutta, con un ritorno agrumato che allunga una persistenza, misurata ma incisiva, che restituisce fedelmente il carattere del versante nord-est di Montalcino. Un sangiovese “leggiadro ma profondo”, capace di coniugare immediatezza e articolazione senza ricorrere a concentrazioni eccessive.

Val di Suga Poggio al Granchio Brunello di Montalcino Docg 2021
Grado Alcolico:14,5% vol.
Uvaggio: SANGIOVESE 100%
Bottiglie Prodotte: 13.000
Composizione suolo: Poggio al Granchio sono 18,5 ettari vitati ad un’altitudine che oscilla tra i 380 e i 450 metri, ma solo una particolare vigna di circa 3 ettari è dedicata a questo brunello. Versante sud-est di Montalcino su scisti galestrosi che sembrano piastrelle, nelle annate calde limitano le traspirazioni e in quelle piovose consentono di non far permeare troppa acqua.
Vinificazione: Vendemmia manuale con selezione ottica delle uve. Tre vinificazioni separate per ogni singola partita, tra i 60 e i 70 quintali di uva ciascuna, fermentazione per 10/14 giorni con délestage e macerazione post-fermentativa prolungata, circa 20-25 giorni.
Affinamento: 24 mesi in grandi botti rovere francese da 60 ettolitri. Seguono 24 mesi in vasche di cemento da 80 ettolitri e sei mesi in bottiglia.
Data Degustazione: 24/03/2026
Degustazione: Rubino intenso con riflessi vivaci. Il profilo olfattivo è più profondo e stratificato: frutta rossa e nera, mora, ribes, con accenti balsamici, grafite e una traccia ferrosa distintiva. In bocca il sorso è energico, scolpito, con una struttura evidente ma sempre controllata. Il tannino, fitto e deciso, accompagna una progressione gustativa tesa e verticale, sostenuta da una spalla sapida che ne amplifica la persistenza. Un sangiovese che coniuga forza e meditazione e fin dalla giovinezza possiede la saggezza dei grandi vini.

Val di Suga Vigna Spuntali Brunello di Montalcino Docg Riserva 2020
Grado Alcolico:14,5% vol.
Uvaggio: SANGIOVESE 100%
Bottiglie Prodotte: 13.000
Composizione suolo: 15 ettari di vigneto sul versante sud-ovest, di cui quelli che sono dedicati al Brunello Vigna Spuntali in realtà sono solo tre ettari. È la parte più in equilibrio della vigna, con viti di circa 40 anni di età allevate ad un’altitudine di 300 metri su un suolo formato da galestro e sabbie da degradazione di pietraforte.
Vinificazione: Vendemmia manuale in tre passaggi e selezione ottica delle uve. Fermentazione ad acino intero.
Affinamento: Sei mesi in barrique di rovere francese da 300 litri e 18 mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri. Seguono 24 mesi in vasche di cemento da 80 ettolitri e 18 mesi in bottiglia.
Data Degustazione: 24/03/2026
Degustazione: Un rubino dalle screziature calde e aranciate. Il profilo è ampio, solare, stratificato. Il fruttato si fa maturo, le note di macchia mediterranea, agrumi canditi e spezie si fondono con una materia avvolgente e profonda che richiama tabacco e cacao. In bocca è pieno e vellutato, con una trama tannica morbida e ben integrata. La freschezza, sorprendente per il contesto climatico, sostiene un sorso ampio e persistente, che chiude su richiami speziati e salini. Un brunello he restituisce tutta la complessità del versante sud-occidentale di Montalcino.

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