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VinoNews24 – Cepparello di Isole e Olena, sangiovese senza compromessi in verticale

Articolo pubblicato ad aprile 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/42fsu58r)

Dalle sfide degli anni ’80 alla riconoscenza della nuova proprietà, il Cepparello è più che un vino: un’eredità. La storia di un sangiovese che ha scritto pagine importanti dell’enologia italiana, manifesto di un’azienda che ha sempre preferito la qualità al conformismo.

Quando Paolo De Marchi vinificò per la prima volta il Cepparello nel 1980, pochi avrebbero scommesso che quel “vino da tavola” – cui una verticale attribuisce i giusti meriti – prodotto utilizzando solo sangiovese sarebbe diventato un’icona. Il vino simbolo di Isole e Olena non è solo uno dei primi Supertuscan da sangiovese in purezza, ma un manifesto: quello di un’azienda che ha sempre anteposto la qualità al conformismo, ed oggi, a oltre quarant’anni di distanza, Cepparello è ancora lì, a dimostrare che la grandezza non ha bisogno di compromessi.

Nato come sfida alle regole del Chianti Classico – che all’epoca imponeva l’aggiunta di altri vitigni autoctoni, inclusi quelli a bacca bianca – il Cepparello è oggi un IGT Toscana che incarna l’essenza di un territorio e di una filosofia: selezione meticolosa, rispetto per il vigneto, costante evoluzione.

LA RICONOSCENZA DELLA NUOVA PROPRIETÀ PER PAOLO DE MARCHI

La storia di Isole e Olena è legata indissolubilmente a quella della famiglia De Marchi, che nel 1956 acquistò la tenuta. Paolo De Marchi, figlio del fondatore Francesco, all’epoca venticinquenne ne prese le redini nel 1976 e, quattro anni dopo, creò per l’appunto il Cepparello, nome che omaggia il torrente che attraversa la proprietà.

Dal 2022, la cantina è sotto il controllo di EPI, gruppo francese guidato da Christopher Descours, già proprietario di Biondi-Santi. Ma il passaggio è avvenuto nel segno della continuità e gestito con tanto rispetto. Emanuele Reolon, nuovo estate director, ha trascorso un anno fianco a fianco con Paolo De Marchi per assimilarne visione e filosofia. La sua è una riconoscenza vera e sentita nei confronti.

“Per un anno ho avuto la fortuna di stare giornalmente con Paolo, persona stupenda che aveva il forte desiderio di condividere tutta la sua passione, le sue conoscenze, ma soprattutto la storia di Isole e Olena, non solo quella enologica ma anche quella umana – racconta Reolon – Paolo è il più grande vigneron d’Italia, ha una sensibilità e connessione unica con le vigne. Uomo attento e riflessivo, ogni decisione non era dettata dalla fretta, ma non era da considerarsi nemmeno lentezza, bensì un profondo rispetto di quel che c’era. Tutto qui è stato fatto da lui, e mi ha trasmesso questa eredità. La vendemmia 2023 l’abbiamo fatta insieme”.

Con EPI e Reolon, Isole e Olena guarda avanti senza strappi col passato e con la storia. La missione resta la stessa: vini unici – continua Reolon – Paolo ha costruito qualcosa di speciale. Il nostro compito è preservarlo, migliorandolo dove possibile”.

Emanuele Reolon, estate director Isole e Olena
NON UN SINGLE VINEYARD: LA SELEZIONE COME ARTE

Il Cepparello non nasce da un singolo vigneto, ma da una selezione maniacale delle migliori uve di sangiovese della tenuta, che coinvolge decine di parcelle ogni anno. I 56 ettari di vigneti – di cui 41 dedicati al sangiovese – sono distribuiti tra i due borghi da cui l’azienda prende il nome: Isole, con suoli ricchi di argilla e alberese, e Olena, dominata da galestro e calcare.

“La variabilità dei nostri terreni è la nostra ricchezza – spiega Emanuele Reolon – Ogni annata ci regala uve diverse, e il nostro compito è scegliere quelle che, in quel preciso momento, hanno espresso al meglio il potenziale del sangiovese. Per questo il Cepparello non sarà mai un ‘single vineyard’, ma una sinfonia di parcelle che cambia ogni anno”.

La selezione inizia già a fine luglio, con un primo screening delle parcelle candidate. Poi, durante la vendemmia, si opera un’ulteriore scrematura, seguita da una terza selezione dopo la fermentazione e una quarta, definitiva, dopo un anno di legno. Alla fine, solo una trentina di parcelle entrano nel blend finale, che continua a maturare ulteriori sei mesi in legno per poi riposare un anno intero in bottiglia.

MICROVINIFICAZIONI E CLONI, IL SEGRETO DELLA COMPLESSITÀ

Ogni parcella selezionata segue un percorso individuale: raccolta manuale, fermentazione in tini troncoconici di rovere francese e affinamento separato. Recentemente, l’arrivo del pedologo Pedro Parra ha portato ad un’analisi ancora più approfondita dei suoli, volta ad identificare delle ulteriori microparticelle in modo da aumentare la base da cui scegliere il miglior sangiovese che entrerà nel Cepparello. “Abbiamo fatto un investimento importante anche in cantina – racconta Reolon – con l’acquisto di serbatoi più piccoli per aumentare le microvinificazioni. Più dettaglio abbiamo, più il Cepparello sarà preciso”.

Un altro elemento chiave sono i 12 cloni di sangiovese registrati da Isole e Olena, derivati da campi madre storici. “Sono cloni a maturazione tardiva, con acidità naturale elevata” – rimarca Reolon – “Con i cambiamenti climatici, questa caratteristica è diventata cruciale: ci permette di mantenere freschezza ed eleganza, anche nelle annate più calde.”

L’EVOLUZIONE DEL LEGNO: DALLE BARRIQUE ALLE BOTTI GRANDI

Se nei primi anni il Cepparello maturava esclusivamente in barrique, oggi l’approccio è più articolato. Dal 2020, sono stati introdotti i tonneau, mentre con l’annata 2022 è arrivata la vera novità: l’uso di botti grandi (25% della massa), affiancate a barrique e tonneau. “Vogliamo un legno che rispetti il frutto” – sottolinea Reolon – “Le botti grandi ci permettono di preservare la freschezza e la bevibilità, senza appiattire le sfumature del sangiovese.” Con la vendemmia 2024 solo il 50% del vino maturerà in barrique, mentre il resto sarà diviso tra tonneaux e botti di grandi dimensioni, con la percentuale di legno piccolo destinata a scendere nei prossimi anni.

CEPPARELLO IN VERTICALE

Una verticale di nove annate, tutte appartenenti agli anni Duemila: una selezione che, secondo Isole e Olena, rappresenta al meglio l’evoluzione – anche climatica – del Cepparello. Si parte dalla 2005, fino ad arrivare alla 2022, annata in anteprima che debutterà sul mercato nell’estate inoltrata. “Un Supertuscan pionieristico, un sangiovese autentico”, da sempre prodotto in sole 50mila bottiglie l’anno – pari a circa il 25% del sangiovese dell’intera tenuta.

Nove vini, un’unica anima: un fruttato rosso sempre presente, che varia dalle sfumature più acide a quelle leggermente più mature; una firma balsamica che spazia dalla menta all’eucalipto, fino a suggestioni di china; un’eleganza costante e una trama tannica fitta, raffinata, sempre fresca, a volte con maggiore grip, altre più avvolgente. Non manca il tocco minerale, che si esprime con sensazioni di gesso e leggere sfumature di pietra focaia. Il tutto accompagnato da una sapidità di fondo che, a seconda dell’annata, richiama note iodate, salmastre, oppure ricorda un fiocco di sale che scrocchia in bocca o il sentore delle ostriche.

Cepparello 2005
Clima: estate altalenante, con piogge tardive che ritardarono la vendemmia.

Si presenta con un granato luminoso, ancora in ottima forma. Al naso, è un susseguirsi di liquirizia, tabacco e piccoli frutti rossi leggermente surmaturi; un accenno di pepe nero che emerge con l’ossigenazione, ed una scia balsamica che richiama la china. In bocca, il tannino è setoso, levigato dal tempo, ma conserva una freschezza sorprendente. Il finale, lungo e pulito, lascia tracce di cacao e arancia amara. Un vino che dimostra come le annate difficili possano regalare sorprese.

Cepparello 2010
Clima: vendemmia tardiva, con un autunno ideale per una maturazione perfetta.

Un Cepparello potente ma mai pesante. Le screziature granata anticipano il grande equilibrio raggiunto da questo vino Il naso è un vortice di mirtilli selvatici, prugna secca e grafite, con sfumature di rosmarino e cioccolato fondente e menta. In bocca, la struttura è imponente, con tannini ancora giovanili ma di una grana superlativa. L’acidità ancora percettibile bilancia la densità del frutto, regalando un finale interminabile, dove si alternano spezie dolci e un tocco iodato. Un vino che ha ancora tempo davanti a sé.

Cepparello 2014
Clima: primavera piovosa, e annata salvata da un settembre soleggiato.

È un vino elegante, quasi introverso. Il profilo olfattivo ricorda violetta, canfora e una punta ematica, con una balsamicità che rimanda all’eucalipto. In bocca, la freschezza è tagliente, quasi nervosa, con tannini che appaiono ancora un po’acerbi. Non è il Cepparello più armonico, ma ha una bevibilità irresistibile, con un finale dominato da agrumi canditi e pepe bianco.

Cepparello 2015
Clima: estate fresca, con un caldo improvviso a settembre.

Un sangiovese muscoloso, dal carattere deciso. Il naso esplode con note di ciliegia sotto spirito, liquirizia e cuoio, al palato il frutto rosso è ancora succoso, si impone un tannino potente, quasi ruvido, che chiede ancora tempo. La struttura è verticale, con una freschezza che riemerge nel finale, insieme a ricordi di nocciola tostata e tabacco. Un Cepparello per chi ama vini un po’ più rustici e intensi.

Cepparello 2016
Clima: annata equilibrata, con piogge ben distribuite.

Il 2016 è un vino di straordinaria purezza. Il frutto rosso (visciole, lamponi e fragoline di bosco) è avvolto da delicate note floreali e da una mineralità quasi salina. La freschezza della macchia mediterranea al palato si fa balsamica e speziata, la trama è setosa, perfettamente bilanciata, con tannini che si sciolgono in un finale lunghissimo, dove spiccano marcate sensazioni sapide, accompagnate da un tocco leggermente evoluto che in ogni caso lo nobilita. Un Cepparello che già oggi stupisce, ma che avrà un’evoluzione magnifica.

Cepparello 2019
Clima: annata regolare dal buon effetto sulla resa, generosa sia in termini di qualità che di quantità

È un vino opulento, dal frutto generoso. Il naso è dominato da more, ciliegia matura e spezie dolci (cannella, vaniglia), mentre al palato la struttura è avvolgente, quasi carnosa. I tannini, pur presenti, sono morbidi e ben integrati, e il finale è una sinfonia di cioccolato fondente e liquirizia. Un Cepparello immediato, ma non banale.

Cepparello 2020
Clima: estate secca, con un agosto piovoso che ha salvato la maturazione dell’uva grazie anche all’arrivo del bel tempo a settembre.

Luminoso, dall’eleganza cristallina. Al naso, ribes, lampone e una punta di mentolo, con un’impalpabile mineralità ferrosa. In bocca, la freschezza è vivace, il tannino setoso ma presente, e il finale è una danza di agrumi e pepe nero. Un Cepparello che già oggi si fa amare, ma che avrà un’evoluzione affascinante.

Cepparello 2021
Clima: primavera difficile, con una produzione ridotta ma di altissima qualità.

Il 2021 è un vino di rara profondità. Il naso è un caleidoscopio di piccoli frutti rossi, ribes e lamponi, frutti scuri di more e amarene, petali di rosa e spezie dolci, con un’inaspettata balsamicità che ricorda il pino mugo. In bocca, la struttura è filigranata, con tannini fitti ma levigati, e un finale che sembra non finire mai, tra sapori iodati e un tocco di caffè. Un Cepparello già magnifico, ma destinato a grandi cose.

Cepparello 2022
Clima: estate torrida, con piogge salvifiche ad agosto, che hanno permesso di arrivare a una vendemmia (anticipata) con grappoli sani e maturi.

Un vino in anteprima, giovane ma già promettentissimo. Il naso è dominato da un frutto rosso brillante (ciliegia, melagrana) e spezie fresche. In bocca, il tannino è croccante, quasi salino, con una freschezza che riecheggia il mirtillo selvatico. Il finale, lungo e vibrante, lascia intuire un potenziale straordinario.

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