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VinoNews24 – Girlan in verticale, dal pinot nero alla vernatsch

Articolo pubblicato a gennaio 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mry3edfk)

Annate che raccontano il territorio, i vini della cantina sociale di Cornaiano riflettono microclimi e suoli unici, tra le Alpi e il Mediterraneo

Cornaiano, frazione di Appiano sulla Strada del Vino, probabilmente il più importante comune vitivinicolo altoatesino, sorge Cantina Girlan. E assaggiando in verticale i vini storici della Kellereigenossenschaften si scopre la profondità nel lavoro del tempo su pinot nero e schiava.

101 ANNI DI STORIA, DALLE ORIGINI A OGGI

Cantina Girlan nasce nel 1923, quando 24 viticoltori decisero di unire le forze in un maso storico del XVI secolo per dare vita a un progetto cooperativo basato sulla qualità e sul rispetto per il territorio. Quella visione pionieristica si è trasformata, oggi, in una realtà che conta circa 200 soci conferitori, con 230 ettari di vigneti. Distribuiti tra l’Oltradige e la Bassa Atesina, le aree più vocate dell’Alto Adige vitivinicolo, tra questi spiccano ben 46 ettari dedicati al pinot nero. La cantina produce circa un milione e 800mila bottiglie l’anno per un fatturato di oltre 14 milioni di euro.

Questo sistema di cantine sociali rappresenta il 70% della produzione vinicola della regione, rendendo il territorio un punto di riferimento del panorama enologico italiano

Il percorso della cantina si intreccia con la storia enologica della regione, un tempo dominata dai vini rossi per ragioni culturali e storiche. Ancora oggi, Girlan mantiene un equilibrio unico tra vini bianchi e rossi, in contrasto con la tendenza regionale che vede una netta predominanza dei bianchi (65% vs 35%).

veduta dei vigneti a Cornaiano
GIRLAN, LEGAME PROFONDO CON IL TERRITORIO

I vigneti di Cantina Girlan si estendono tra i 250 e i 550 metri di altitudine, attraversando un mosaico di microclimi e suoli. Da Cornaiano a Mazzon, da Gschleier ad Appiano, ogni parcella contribuisce alla creazione di vini che raccontano il territorio con autenticità e precisione. Suoli argillosi, calcarei, sabbiosi e porfirici si combinano con l’influenza alpina e mediterranea, dando vita a condizioni ideali per la viticoltura.

Tra i vitigni coltivati, i bianchi come pinot bianco, sauvignon e chardonnay, offrono vini di straordinaria freschezza ed eleganza. Tuttavia, sono i rossi, a partire dal pinot nero e dalla vernatsch (nota anche come schiava), a rappresentare le espressioni più iconiche della cantina. La vernatsch, varietà autoctona, è stata valorizzata da Girlan attraverso un lavoro meticoloso che ne ha permesso una rinascita, conferendole nuova rilevanza.

IL FUTURO IN DUE VINI SIMBOLO

Girlan, soprattutto nell’ultimo decennio, si è distinta soprattutto per due etichette simbolo: il Pinot Noir Riserva Vigna Ganger e la Vernatsch Gschleier Alte Reben. Questi vini incarnano eleganza, identità territoriale e e un notevole potenziale evolutivo – confermato dall’assaggio in verticale. Non è un caso, quindi, se nel futuro di Girlan il focus continuerà ad essere valorizzare il pinot nero con la sua capacità di confrontarsi con i grandi cru internazionali, e la vernatsch, esaltazione di quella tradizione locale e simbolo di resilienza della varietà autoctona che un tempo rappresentava ben oltre il 70% del vigneto Alto Adige.

la vigna Ganger a Mazzon
VIGNA GANGER PINOT NOIR RISERVA ALTO ADIGE DOC MAZON: VERTICALE DI TUTTE LE ANNATE

Il Vigna Ganger Pinot Noir Riserva di Cantina Girlan incarna al meglio la filosofia della cantina: raffinatezza, precisione e legame con il territorio. Prodotto da un vigneto monopole situato a Mazzon (360-380 metri di altitudine), è frutto di una lunga ricerca per identificare il terroir ideale. “Questa parcella, inizialmente destinata alla cuvée del pinot nero riserva Trattmann, si è rivelata unica grazie al progetto di zonazione avviato nel 2008 – spiega Gerhard Kofler, enologo di Girlan. – Il suolo, ricco di argilla superficiale e calcare, insieme alle escursioni termiche accentuate dai venti di caduta che scendono dalla vicina parete rocciosa al tramonto, crea condizioni perfette per un pinot nero elegante e longevo”.

L’intuizione è stata confermata quando, racconta Oscar Lorandi, presidente di Cantina Girlan “Nel 2012 abbiamo deciso di imbottigliarlo a parte e lanciarlo sul mercato. Già dalla prima annata, Vigna Ganger ha mostrato un carattere distintivo che lo ha reso uno dei pinot nero di riferimento dell’Alto Adige.”

Oscar Lorandi e Gerhard Kofler, presidente e enologo di Girlan (PH. AlexFilz)

La vinificazione avviene in acciaio, con una percentuale variabile di uve a grappolo intero. Segue, al termine della fermentazione malolattica, una maturazione di 20 mesi in barrique e un affinamento di 18 mesi in bottiglia. Ogni annata narra una storia unica legata alle condizioni climatiche, ma sempre caratterizzata da finezza, complessità e capacità di evoluzione nel tempo. All’appello manca solo la 2013 che a causa di una violenta grandinata non è stata prodotta.

2021: caratterizzata da una primavera fresca e una maturazione lenta, questa annata si distingue per la vivace acidità, la struttura fine e un frutto rosso molto pronunciato, bilanciato dal floreale delicato e da un dolce tocco boisé. Tannino ancora graffiante, l’agrumato di un’arancia sanguinella a chiudere un sorso molto fresco e persistente. Da pochi giorni in commercio.

2020: clima caldo e basse rese. Al naso, frutti rossi sotto spirito e una decisa alcolicità. Il sorso è pieno, sapido e scalpitante, con tannini in via di armonizzazione. Ottima persistenza, chiusa da eleganti toni speziati.

2019: maturazione lenta e notti fresche regalano un vino intenso, con tannini eleganti e dal grande potenziale evolutivo. Un accenno di pietra focaia lo nobilita, l’equilibrio tra acidità e morbidezza ne esprime la grande finezza.

2018: estate calda e settembre soleggiato. Vino più voluminoso, succoso e maturo, con tannini dolci e morbidi ed una notevole complessità.

2017: un clima secco e caldo ha prodotto grappoli piccoli e concentrati, una sorta di selezione naturale in vigna a causa di una grandinata agostana. Il risultato è un pinot nero dall’eccellente finezza gustativa, dal corpo più sottile, dalla vivida freschezza acida e persistenza balsamica.

2016: vendemmia tardiva e clima instabile. L’impiego del 30% di grappolo intero e una leggera nota volatile, che dà sostegno ad un sorso importante, ricordano la Borgogna. Il fruttato è intenso, nella trama tannica la giusta freschezza.

2015: estate calda bilanciata da notti fresche a settembre. Vino elegante ma non molto longevo, con una lunga persistenza e un finale morbido, leggermente amaricante. Ha raggiunto il suo apice evolutivo.

2014: annata difficilissima per le piogge fitti e insistenti, bassissima resa. La selezione accurata delle uve ha permesso di ottenere un pinot nero fine, fresco e bilanciato. Al naso, fiori appassiti su un frutto rosso disidratato ed una sensazione di china. La freschezza ha mantenuti vivo il vino.

2012: annata tardiva ma di grande qualità. Le forti escursioni termiche autunnali hanno donato eleganza, sapidità e profondità. Frutto evoluto, il rimando alle spezie ed una struttura impeccabile non intaccata dal tempo del scorre. Tannini dolci e un finale armonico celebra l’esordio di questo grande vino.

GSCHLEIER ALTE REBEN VERNATSCH ALTO ADIGE DOC: UN’ANNATA PER DECENNIO

La Gschleier Alte Reben (“Vecchie Viti”) è l’altro capolavoro della cantina, prodotto con vernatsch da antiche piante allevate a pergola con un’età tra gli 80 e i 110 anni. Questa varietà autoctona ha trovato la sua massima espressione sul suolo calcareo, ghiaioso e argilloso del vigneto Gschleier, su una collina esposta a sud a 450 metri di altitudine, proprio nella frazione di Cornaiano, vicinissimo alla cantina di vinificazione. Le annate in degustazione, rappresentative di ben sei decenni, hanno evidenziato la sorprendente capacità di questo vino di evolvere con grazia anche dopo quasi mezzo secolo di vita, confermando il potenziale di invecchiamento della vernatsch, spesso sottovalutata, e il talento di Cantina Girlan nel valorizzare un vitigno così strettamente legato alla tradizione altoatesina.

Vendemmia manuale in tre passaggi e vinificazione in acciaio che si protrae tra i 15 e i 20 giorni. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura per un anno in grandi botti di rovere e affina per altri sei mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

2022: primavera calda ed estate secca per un vino vibrante, dai piccoli frutti rossi croccanti e toni floreali. Freschezza promettente e finale di grande bevibilità.

2016: clima instabile e maturazione lenta. Vino verticale e raffinato, con frutto integro, note speziate e sfumature di grafite. Freschezza e tensione gustativa accompagnano il finale elegante.

2010: le notti fresche e il clima asciutto hanno favorito una vendemmia ottimale. Vernatsch strutturata, dalla complessità aromatica unica, che inizia a virare su note di fieno, macchia mediterranea ed erbe aromatiche. Il piccolo frutto rosso croccante si trasforma in una giuggiola sotto spirito. Sorso elegante, bilanciato, accompagnato da tannini dolci e sapidi perfettamente integrati.

1995: annata fresca per un vino fine, con acidità vivace e accenni ossidativi che lo nobilitano, quasi un vino da meditazione. Sorso sorprendente dopo 30 anni, fresco e alpino, con richiami alla menta piperita.

1983: annata calda che timbra decisamente questo vino opulento, che prende possesso del palato con sensazioni di frutta matura e tannino terroso che chiude leggermente amaricante. Statico ma deciso.

1976: annata estremamente precoce per un vino ancora ricco, con struttura molto ben definita, che stupisce per integrità di frutto e freschezza nonostante il mezzo secolo trascorso. Bouquet evoluto ma vivido, tra frutti, fiori e sottobosco. Equilibrio perfetto, nessuno eccesso. Un abbraccio armonioso a tener compatto il vino, in un viaggio nel tempo che dimostra la sorprendente longevità della vernatsch.

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