VinoNews24 – Tenuta di Castellaro, l’anima vulcanica del vino a Lipari
Articolo pubblicato a febbraio 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/474ddva8)
In un angolo selvaggio dell’isola eoliana, dove la viticoltura sfida la natura, la visione di Massimo Lentsch ha trasformato un paesaggio dimenticato in un’eccellenza enologica.
Lipari, la più grande delle isole Eolie, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Qui sorge Tenuta di Castellaro, tra terrazzamenti a picco sul mare e vigneti arroccati su suoli vulcanici, una cantina che incarna l’essenza di un territorio unico al mondo. Fondata nel 2005 dalla famiglia Lentsch, originaria di Bergamo, l’azienda è diventata un punto di riferimento per la viticoltura eroica e la produzione di vini che raccontano la storia geologica e umana di queste isole.

La storia di Tenuta di Castellaro inizia con una suggestione. Massimo Lentsch, velista appassionato, approda a Lipari nel 2000 e, incantato dai paesaggi, decide di esplorare l’entroterra. Arrivato a Quattropani, un altopiano che domina il mare con vista su Salina, Filicudi e Alicudi, scorge dei vigneti abbandonati vicino alle Cave di Caolino e sente nascere l’idea di un progetto ambizioso: ridare vita a quei terreni e produrre vini che fossero l’espressione autentica di Lipari. L’incontro con l’enologo Salvo Foti, esperto di suoli vulcanici, segna l’inizio di un’avventura che sfida la natura ostile dell’isola. Tra difficoltà logistiche e risorse limitate, la determinazione di Lentsch trasforma un’idea in una realtà consolidata.
Oggi, quei terreni abbandonati si sono trasformati in un’azienda all’avanguardia, che conta 24 ettari, di cui 22 vitati, e produce, sotto la supervisione dell’enologo Emiliano Falsini subentrato a Foti nel 2016, poco più di 80mila bottiglie l’anno, gestisce una cantina bioenergetica, un wine resort e il parco geominerario delle Cave di Caolino, un’area ripulita e resa fruibile per la collettività.

TENUTA DI CASTELLARO, TERROIR VULCANICO E VARIETÀ RARE A LIPARI
Tenuta di Castellaro custodisce e valorizza un terroir unico. I suoli di Lipari sono il risultato di millenni di attività vulcanica, pomici, ossidiane e ceneri vulcaniche creano un substrato ricco di minerali e con un’ottima capacità drenante, ideale per la coltivazione della vite e che conferisce ai vini una marcata impronta territoriale. I vigneti sono disposti su terrazzamenti scavati nella roccia e sostenuti da muretti a secco, con viti allevate ad alberello, un sistema tradizionale che garantisce resistenza ai venti, salmastri, e un equilibrio vegetativo ottimale, e che aiuta a proteggere i grappoli dal sole cocente. Il lavoro in vigna è interamente manuale, con una gestione differenziata pianta per pianta.
La tenuta coltiva principalmente due vitigni autoctoni: la malvasia delle Lipari e il corinto nero. La malvasia è un’uva bianca che da secoli contraddistingue la produzione vinicola dell’arcipelago. La sua storia affonda le radici nell’antichità, quando i Greci introdussero la viticoltura nelle isole. Caratterizzata da grappoli spargoli e acini piccoli, sviluppa un elevato contenuto zuccherino, conferendo ai vini una straordinaria aromaticità, con sentori di fiori bianchi, agrumi e note marine, che riflettono il terroir vulcanico e il clima mediterraneo. La Tenuta di Castellaro ha scelto di valorizzare questo vitigno attraverso diverse interpretazioni, dal secco al passito. Mentre il corinto, un vitigno a bacca nera, sempre di origine greca, è una rarità enologica, di difficile gestione agronomica, capace di donare ai vini profondità e struttura.
UNA CANTINA A IMPATTO ZERO
La cantina, che si ispira alle abitazioni ipogee delle Eolie, è un esempio virtuoso di architettura bioenergetica. Interrata e sviluppata su tre livelli, utilizza la gravità per i travasi, camini solari e una torre del vento per il controllo naturale della temperatura e dell’umidità, evitando così sprechi energetici. Le colonne della barricaia, ispirate al Chiostro Normanno di Lipari, raccontano la storia geologica dell’isola attraverso le stratificazioni rocciose.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
I vini di Tenuta di Castellaro sono il frutto di un lavoro meticoloso in vigna e in cantina. “Sono Freschi, eleganti, minerali – sottolinea Emiliano Falsini, consulente enologo della tenuta –, hanno una gradazione alcolica non eccessiva, e buona acidità e sapidità. In cantina scegliamo di essere poco interventisti nei vari passaggi produttivi ed i vini raccontano la storia di Lipari attraverso caratteristiche organolettiche ben definite”
Bianco Pomice Terre Siciliane IGT Bianco 2023
Blend di malvasia delle Lipari e carricante, fermentato in acciaio (malvasia) e barrique di terzo/quarto passaggio (carricante), affinato sulle fecce fini per circa sei mesi. Si presenta di un giallo paglierino luminoso con un bouquet raffinato di fiori gialli, sentori di macchia mediterranea, agrumi e una delicata nota salmastra. Al palato offre freschezza e mineralità, con una sapidità che richiama la roccia vulcanica. Il finale è lungo e armonioso, con una piacevole persistenza che ne esalta l’eleganza.

Eúxenos Terre Siciliane IGT Bianco 2022
Una malvasia in purezza che fermenta e macera sulle proprie bucce per trenta giorni in un’anfora di cocciopesto da 16 ettolitri, ed ivi vi affina per 10 mesi. Di colore dorato brillante, sprigiona aromi intensi di albicocca, erbe aromatiche e spezie dolci. Il sorso è avvolgente ed equilibrato tra freschezza e morbidezza, con un finale lungo in cui emergono sottili sfumature iodate. Solo 2.100 bottiglie prodotte.

Nero Ossidiana Terre Siciliane IGT Rosso 2021
Unione di corinto nero (90%) e nero d’Avola (10%). Parte della fermentazione, che avviene in acciaio, è a grappolo intero. Dopo la lunga macerazione, volta ad estrarre più tannino possibile visto che solo due acini per pianta hanno il vinacciolo, il vino è travasato in vecchie botti di rovere per svolgere la fermentazione malolattica. Dopo otto mesi in legno affina un ulteriore anno in bottiglia. Presenta un colore rubino profondo dalle screziature violacee e un profilo aromatico ricco di frutti rossi maturi, spezie e una leggera nota fumé. In bocca è complesso e vibrante, con una struttura solida e tannini ben integrati. La chiusura è lunga e sapida, con un’elegante persistenza che evidenzia il carattere vulcanico del terroir.

Corinto Terre Siciliane Rosso IGT 2021
Prodotto da corinto nero in purezza, vinifica in un tank di rovere francese, per poi maturare in tonneau (dove svolge anche la malolattica) per 12 mesi. Alla vista si distingue per un rubino intenso con riflessi granati, mentre al naso offre note di mora, pepe nero, liquirizia e grafite. Al palato è potente e raffinato, con una trama tannica decisa ma ben equilibrata e vellutata. Il finale è lungo e profondo, con richiami minerali e balsamici che conferiscono grande complessità e finezza.

Passito Malvasia delle Lipari DOC 2019
Ottenuto da uve malvasia delle Lipari con un piccolo saldo del 5% di corinto, appassite naturalmente al sole per 15 giorni. Fermenta lentamente, anche per mesi, e affina in piccoli botti di rovere francese. Il colore è ambrato luminoso, mentre il bouquet esprime profumi intensi di fichi secchi, albicocche mature, miele e agrumi canditi. In bocca è opulento e vellutato, con una dolcezza avvolgente ben bilanciata da una vibrante acidità. Il finale è lungo e armonioso, con una persistenza che ne amplifica la complessità e la bevibilità, seppur gli zuccheri residui toccano i 140 grammi per litro.

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