VinoNews24 – Il tempo di NAMA: l’evoluzione dello chardonnay secondo Nals Margreid
Articolo pubblicato a dicembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mv57wd9t)
Dal debutto come cuvée alla svolta in purezza: annata dopo annata Nals Margreid ha lasciato che fosse il vigneto a guidare le scelte, realizzando con NAMA uno chardonnay capace di coniugare tensione, eleganza e profondità.
L’ultima release del supersüdtiroler NAMA, l’annata 2022, è stata presentata in occasione del Merano WineFestival, contesto scelto da Nals Margreid per raccontare l’evoluzione del proprio chardonnay di riferimento. Un vino che, più di altri, sintetizza il percorso della cantina altoatesina: un progetto nato con cautela, cresciuto attraverso l’esperienza e arrivato oggi a una piena consapevolezza espressiva.
UNA CANTINA, UNA STORIA DI CONTINUITÀ
Per comprendere NAMA è utile partire, anche solo brevemente, da Nals Margreid. La cantina si trova lungo la strada che da Nalles conduce alla frazione di Sirmian, inserita con naturalezza nel tessuto abitato e nel paesaggio circostante. L’edificio, rinnovato nel 2011 su progetto dell’architetto Markus Scherer, alterna materiali contemporanei come vetro, acciaio e cemento a elementi storici risalenti al Settecento, tra cui i profili in ciottolato datati 1764 ancora visibili. Non si tratta di un dettaglio ornamentale, ma del segno tangibile di una continuità produttiva che attraversa i secoli.
La storia moderna della cantina inizia nel 1932, quando trentadue famiglie decisero di rilevarla e di proseguire insieme un’attività vitivinicola già radicata nel territorio. Oggi i soci sono 138 e coltivano complessivamente 160 ettari di vigneti lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige, tra i 200 e i 900 metri di altitudine. Un patrimonio frammentato per posizione, suoli ed esposizioni, che in cantina viene ricomposto attraverso un lavoro di precisione. Pinot bianco a Sirmian, sauvignon a Mantele, chardonnay a Magré, pinot grigio sul Punggl, pinot nero in Oltradige, vernatsch a Santa Maddalena, lagrein a Gries: ogni varietà trova il proprio luogo di elezione.

NAMA, UN’ISOLA DI CHARDONNAY A MAGRÉ
All’interno di questo mosaico, lo chardonnay utilizzato per il NAMA è allevato in una posizione particolare: in un single vineyard di circa un ettaro e mezzo situato a Magré, in Bassa Atesina, con esposizione sud-est e un’altitudine compresa tra i 290 e i 360 metri. Il suolo è costituito da ghiaia calcarea bianca, povera di azoto, capace di preservare freschezza anche nelle annate più calde. Il vigneto è in parte isolato, circondato da bosco e macchia, una condizione che contribuisce a creare un microclima più moderato.
Oggi le viti superano i trent’anni di età; nel 2016, anno della prima vendemmia ufficiale di NAMA, ne avevano poco più di venti. Harald Schraffl, kellermeister di Nals Margreid dal 2005, racconta che il progetto nasce in realtà molto prima: “Abbiamo iniziato a osservare questo vigneto già intorno al 2010. Le prime annate sono servite per capire come lo chardonnay si esprimesse in questo luogo. Quando fai un vino nuovo vai completamente alla cieca, non sai come evolverà nel tempo”. Da qui la scelta iniziale di presentare NAMA come cuvée bianca, prevalentemente di chardonnay, completata da piccole percentuali di pinot bianco e sauvignon.

LE PRIME ANNATE: LA FASE ESPLORATIVA
La prima annata riflette questa impostazione. Il vino nasce in un’annata luminosa più che calda, con un settembre asciutto e regolare. La vinificazione prevede raccolta manuale selettiva, fermentazione e affinamento per 18 mesi in piccole botti di rovere, seguiti da nove mesi in acciaio e da un ulteriore affinamento in bottiglia. Nel calice il NAMA Südtirol – Alto Adige DOC 2016 (85% chardonnay, 9% pinot bianco, 6% sauvignon) mostra un giallo dorato intenso. Al naso sorprende per giovinezza: albicocca, fiori bianchi, una tostatura sottile ormai perfettamente integrata. Emergono leggere note di frutta secca e accenni evolutivi, accompagnati da un sottofondo speziato che aggiunge complessità. In bocca è slanciato, lineare, sostenuto da una freschezza viva e balsamica. Il sauvignon, pur presente in minima parte, contribuisce a una vibrazione aromatica che rende il sorso dinamico. Il finale è asciutto, sapido, decisamente gastronomico.
Con il NAMA 2018 la cuvée resta invariata nella struttura – 90% chardonnay, 7% pinot bianco, 3% sauvignon – ma cambia il contesto climatico. L’annata è stata calda, generosa e piuttosto asciutta, e il vino lo riflette con un profilo più ampio. La frutta vira verso toni maturi di pesca gialla e albicocca, accompagnati da richiami di macchia mediterranea. Il legno è più percepibile al naso, ma già ben integrato. Al palato la texture è più cremosa rispetto alla 2016, l’acidità resta rinfrescante e ben calibrata, il sorso si allarga senza perdere definizione, con un finale che richiama erbe aromatiche di garriga. È un NAMA che parla di calore senza mai scivolare nell’opulenza.
LA SVOLTA: LO CHARDONNAY IN PUREZZA
Il 2019 segna il punto di svolta. NAMA diventa chardonnay in purezza e lo fa in un’annata considerata eccellente in Alto Adige, caratterizzata da grande luminosità e maturazioni regolari. Il vigneto, molto ripido, viene interpretato nella sua complessità: la parte alta, più magra e calcarea, apporta mineralità e allungo; quella più bassa, vendemmiata qualche giorno dopo, contribuisce a struttura e volume. La vinificazione avviene interamente in legno nuovo, con barrique francesi da 225 litri e botti a sigaro da 300 litri, scelte per favorire il contatto con le fecce fini e una fermentazione lenta e naturale. Nel calice il NAMA 2019 è luminoso, con profumi di agrumi, fiori di campo, erbe aromatiche e una netta impronta salina. Il sorso è energico, vibrante, sostenuto da un’acidità quasi elettrica che rende il vino nitido e profondo, con un equilibrio tale da rendere impercettibili i 14 gradi alcolici.
Il NAMA 2020 conferma la scelta dello chardonnay in purezza in un’annata più calda e arida. Il profilo è più frontale, con note di pesca, susina e agrumi maturi. In bocca il vino mostra maggiore impeto iniziale, poi si distende su una struttura piena ma ben governata. L’acidità resta centrale e sostiene un finale ammandorlato, mai amaricante, che richiama il fiore di mandorlo e definisce un carattere asciutto e gastronomico.
Il 2021 nasce da un’annata fresca e luminosa, segnata da scarse precipitazioni. Il vino si esprime con grande linearità. Al naso dominano agrumi, mandarino, note saline e un accenno di grafite. Il sorso attraversa il palato con una tensione continua, guidata da un’acidità più assertiva che dona slancio e precisione. È un NAMA 2021 compatto, che si allunga senza perdere coesione, restituendo con chiarezza il carattere dell’annata.
NAMA 2022, LA SINTESI
Con il NAMA 2022, ultima release, il progetto raggiunge una sintesi particolarmente riuscita. L’annata, siccitosa ma equilibrata, ha permesso una maturazione fenolica precisa. Il vino, ancora giovane, colpisce per la definizione del frutto, principalmente esotico a polpa gialla, accompagnato dall’albedo di un cedro e da note gessose molto nette.
Al palato l’acidità è vibrante, quasi limonosa; il centro bocca è compatto, granitico, mentre il finale si apre su una salivazione succosa che completa il sorso. È un vino già accessibile, ma chiaramente costruito per durare, capace di coniugare tensione, eleganza e profondità senza ricorrere a forzature.

COERENZA OLTRE LE ANNATE
Nel susseguirsi delle annate, NAMA mostra una coerenza che prescinde dal cambio di uvaggio. Mutano le condizioni climatiche e le sfumature espressive, ma l’idea di fondo, l’impronta, resta riconoscibile. “Con l’esperienza di oggi so che questo vino ha una sua identità e non va forzata – osserva Schraffl – Il grande vino non si fa cambiare, va sempre per la sua strada”. Una strada che, per NAMA, nasce da un singolo vigneto di Magré e si traduce in uno chardonnay di montagna capace di attraversare il tempo con misura e precisione.
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