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VinoNews24 – Argea cresce tra investimenti, territori e identità

Articolo pubblicato a ottobre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/c4rsc92d)

Sessantadue milioni di euro investiti per consolidare la presenza nei distretti del vino italiano e accelerare il percorso di internazionalizzazione del gruppo.

Sessantadue milioni di euro investiti negli ultimi anni nei territori del vino, là dove Argea era già presente o ha scelto di diventarlo, ridisegnando la sua presenza nei territori chiave del vino italiano. È questo il segno concreto della strategia del primo gruppo vitivinicolo privato del Paese: una crescita fondata su efficienza industriale, valorizzazione delle denominazioni, innovazione tecnologica e una struttura capace di presidiare direttamente i mercati esteri.

Nato nel 2022 dall’unione di realtà come Mondodelvino e Botter, Argea oggi conta un perimetro di circa 500 milioni di euro di fatturato annuo (inclusa l’ultima acquisizione) e una presenza in oltre 85 nazioni, che in valore rappresentano più del 90% dei ricavi complessivi. Un gruppo costruito con una logica industriale ma radicato in una visione precisa di territorialità: ogni polo produttivo mantiene la propria identità, mentre la struttura centrale coordina investimenti, logistica e strategie commerciali.

L’ACQUISIZIONE DI WINESU E IL RAFFORZAMENTO NEGLI STATI UNITI

Tra le operazioni più significative spicca l’acquisizione della statunitense WinesU, storico importatore di vini italiani e francesi. Fondata oltre quarantacinque anni fa da Gino Razzi e con sede in Pennsylvania, WinesU rappresenta oggi una realtà consolidata, con un portafoglio di sette cantine e undici etichette. L’operazione consente ad Argea di consolidare la propria presenza nel principale mercato estero, che vale oltre il 30% dell’export del gruppo. L’ingresso diretto nella rete distributiva di WinesU permette inoltre una gestione più fluida della filiera e una lettura ravvicinata dei mutamenti nei gusti dei consumatori americani.

“Una tappa fondamentale del nostro percorso di crescita internazionale”, ha dichiarato l’amministratore delegato Massimo Romani, sottolineando la volontà di garantire continuità operativa: il team di WinesU resta attivo, mentre Argea ne coordina le sinergie commerciali. Con un fatturato di circa 35 milioni di euro nel 2024, WinesU diventa una piattaforma strategica per la valorizzazione delle etichette premium italiane negli Stati Uniti.

Massimo Romani, amministratore delegato di Argea
PRIOCCA, IL POLO DEL METODO MARTINOTTI

Sul fronte industriale, Argea ha completato a Priocca (CN) una nuova linea produttiva interamente dedicata al metodo Martinotti, con un investimento superiore ai 3,5 milioni di euro. Un impianto moderno, pensato per ottimizzare i flussi produttivi e rispondere alla crescente domanda internazionale di spumanti aromatici.

La nuova linea porta la capacità complessiva del sito a oltre 40 milioni di litri stimati per il 2025. Ma il dato più significativo è la flessibilità: i cicli produttivi sono concepiti per gestire diverse tipologie di prodotto, garantendo una personalizzazione più spinta dei lotti. Una scelta che riflette la filosofia del gruppo: adattarsi con rapidità alle variazioni del mercato, in particolare nei segmenti più giovani e “ready to drink”, dove i marchi Acquesi e Mosketto stanno rafforzando le proprie posizioni all’estero.

lo stabilimento di Priocca (CN), uno degli otto siti produttivi di Argea
CUVAGE, IL METODO CLASSICO SECONDO ARGEA

Se Priocca rappresenta il cuore tecnologico, Cuvage, con sede ad Acqui Terme, è oggi il centro di eccellenza per il metodo classico del gruppo. Tra le colline di marne calcaree, questa cantina – una delle quattro “Artists” di Argea – è interamente dedicata alla spumantizzazione tradizionale. Qui ogni cuvée nasce con tempi lenti, affinamenti lunghi e un’attenzione quasi sartoriale ai dettagli.

Cuvage Nebbiolo d’Alba DOC Brut Rosé 2020

Questo vino racconta il volto inedito del nebbiolo, vitigno simbolo delle Langhe, vinificato in rosa e spumantizzato. Le uve provengono da La Morra e dal Roero, un incontro tra la potenza delle marne e la finezza delle sabbie antiche. Dopo una pressatura soffice e una breve macerazione pellicolare, la fermentazione avviene in acciaio a bassa temperatura; la rifermentazione in bottiglia e l’affinamento sui lieviti durano almeno 24 mesi, prolungati a quattro anni per questo millesimo.

Il colore, rosa cipria tenue, anticipa la delicatezza del profilo aromatico: fragoline di bosco, petali di rosa, arancia e una lieve nota di pan brioche. Il sorso è teso, minerale, equilibrato tra freschezza e volume, con una chiusura lunga, scandita da sfumature di agrumi e violetta. Un vino che conferma come il nebbiolo possa esprimersi anche in versione spumante senza perdere identità.

Cuvage Alta Langa DOCG Riserva Pas Dosé 2020

La nuova frontiera firmata Cuvage. Prima cuvée riserva e prima senza dosaggio, composta da 70% pinot nero e 30% chardonnay, provenienti dai vigneti di Strevi e Castino, tra Langhe e Monferrato, su terreni calcarei a circa 500 metri d’altitudine. Vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, fermentazione in acciaio senza malolattica e un affinamento sui lieviti di oltre 48 mesi. Il risultato è un pas dosé teso, raffinato, di grande sapidità. Al naso emergono nitide e nette note di agrumi, biscotto chiaro e fiori bianchi; al palato, una tensione gustativa che richiama l’acqua di mare e un finale lungo incisivo. Solo 5mila bottiglie per un metodo classico che convince per precisione aromatica, profondità ed eleganza.

Cuvage Asti DOCG Dolce Millesimato Metodo Classico 2019

Non è una novità assoluta in casa Cuvage, ma è una delle reinterpretazioni più interessanti del moscato in chiave metodo classico. Nasce sui versanti collinari tra Alice Bel Colle e Santo Stefano Belbo, ad altitudini tra i 250 e i 400 metri. Dopo la pressatura e una fermentazione controllata fino a 5,5 gradi alcolici, il vino base affina sette mesi in acciaio, almeno diciotto mesi sui lieviti dopo la presa di spuma, ed ulteriori sei mesi in bottiglia post-sboccatura. Il dosaggio, 100 grammi di zuccheri per litro, deriva esclusivamente dai mosti.

Colore giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e continuo. Il bouquet unisce brioche, fiori di acacia, vaniglia e una nota speziata di pepe bianco. Al palato, dolcezza naturale e fresca, bilanciata da una vena sapida. Una spumantizzazione tradizionale che che restituisce al moscato la sua antica nobiltà, complessità e profondità, senza togliere spontaneità, al di fuori di qualsiasi scorciatoia aromatica.

PODERI DAL NESPOLI E L’ALBANA CHE GUARDA AL FUTURO

Dal Piemonte alla Romagna, il viaggio di Argea prosegue con Poderi dal Nespoli, che amplia la propria gamma premium con Scanadè Romagna DOCG Albana Secco 2023, un’interpretazione contemporanea del primo bianco italiano a ottenere la DOCG. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’enologo residente Alessandro Scipioni e Riccardo Cotarella, con l’obiettivo di alleggerire lo stile senza snaturare il carattere varietale. Un’albana che si distacca dagli stili più estrattivi e macerati, che punta su finezza, profondità aromatica più che sulla potenza. Le uve provengono dai vigneti di Cusercoli, su terreni di argille e antiche arenarie ricche di minerali. Raccolta leggermente anticipata, pressatura soffice, resa bassa: il 30% del mosto fermenta in barrique (solo il 10% nuove), dove resta per due mesi con bâtonnage regolari, il restoin acciaio. Dopo l’assemblaggio e tre mesi in vasca, il vino riposa un anno in bottiglia prima della messa in commercio.

Nel calice, un giallo dorato luminoso; al naso, note di acacia, pesca gialla e agrumi; al palato, equilibrio tra corpo e freschezza, una vena sapida allunga il sorso e un accenno di salvia a dare vivacità al sorso. Un vino che suggerisce un potenziale evolutivo importante e restituisce al vitigno un profilo attuale e territoriale.

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