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VinoNews24 – Argea, un viaggio alla scoperta di vini e territori d’Italia

Articolo pubblicato ad ottobre 2024 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/huh4nmp9)

Dagli spumanti dell’Alta Langa ai rossi del Nizza, Argea racconta la varietà enologica italiana con una selezione di etichette che ne valorizzano i territori di provenienza, accompagnando il tutto con un impegno concreto verso la sostenibilità economica e ambientale.

Argea è un progetto nato con l’idea di creare un gruppo vinicolo che rappresentasse al meglio la ricchezza e la varietà del vino italiano. Fondato ufficialmente nel 2022, raccoglie sotto il suo ombrello alcune storiche e radicate cantine del panorama italiano, come Cuvage, Zaccagnini, Poderi Dal Nespoli e Ricossa. Nonostante la recente costituzione, Il gruppo si è rapidamente affermato tra i più grandi poli privati del settore vinicolo italiano.

Con numeri molto significativi, se si considerano gli oltre 2.500 ettari vitati, le 170mila bottiglie prodotte annualmente, i 450 milioni di euro di fatturato (di cui oltre il 90% grazie all’export, soprattutto Nord America) Argea si distingue per la sua capacità di coniugare dimensioni industriali con la cura artigianale per ogni vino prodotto. Ogni cantina del gruppo continua a lavorare in autonomia, mantenendo viva la propria identità territoriale e i propri metodi produttivi tradizionali, pur beneficiando della forza collettiva e delle sinergie interne al gruppo.

LA VISIONE SOSTENIBILE DI ARGEA

Argea non si limita a produrre vino, ma si pone l’obiettivo di diventare un modello di sostenibilità nel settore vinicolo. Il gruppo ha intrapreso un percorso ambizioso in ottica ESG (Environmental, Social, and Governance) per ridurre l’impatto ambientale delle sue attività, promuovere il benessere dei lavoratori e garantire una governance etica e trasparente. Tra le tante iniziative ha adottato pratiche di agricoltura biologica e biodinamica in molte delle sue tenute, riducendo drasticamente l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici e implementando pratiche di viticoltura sostenibile, come l’utilizzo di energia rinnovabile, installazione di sistemi di efficienza energetica per raggiungere l’autosufficienza energetica aziendale e il riciclo dell’acqua.

vigneti collinari delle cantine Argea

La cantina Poderi dal Nespoli, ad esempio, è una delle realtà biosimbiotiche del gruppo, con un approccio che mira a rafforzare la simbiosi tra agricoltura e biodiversità, mentre la cantina Zaccagnini ha introdotto sistemi di irrigazione a basso impatto idrico e progetti di riforestazione nelle aree limitrofe ai vigneti. Inoltre, il gruppo sta lavorando per ridurre l’impatto ambientale anche dal punto di vista del packaging, introducendo bottiglie più leggere e utilizzando materiali riciclati per le etichette e le confezioni.

UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE ETICHETTE DI ARGEA

L’offerta di Argea rappresenta un vero e proprio viaggio lungo l’Italia del vino. Ogni etichetta racconta la storia del proprio territorio, delle sue peculiarità climatiche e culturali. Qui di seguito, una selezione delle otto etichette che meglio esprimono la filosofia del gruppo, e la sua varietà enologica e geografica.

Argea presenta un mosaico di terroir italiani

Cuvage – Alta Langa Docg Brut Millesimato Metodo Classico 2020

Cuvage, fondata nel 2011 ad Acqui Terme, è specializzata nella produzione di spumanti metodo classico e charmat. L’azienda è stata pioniera nella promozione delle bollicine dell’Alta Langa, territorio collinare piemontese che negli ultimi anni ha ottenuto sempre più riconoscimenti per la qualità dei suoi spumanti. Degli 86 ettari vitati, dal Monferrato alle Langhe, ben 20 sono dedicati alla produzione di metodo classico di cui 6 a denominazione Alta Langa Docg.

L’Alta Langa Docg Brut Millesimato 2020 è un metodo classico che nasce in due parcelle, a Strevi (AL) e Castino (CN), rispettivamente a 380 e 500 metri d’altitudine su una marna argillosa-calcarea. 70% pinot nero e 30% chardonnay che fermentano e affinano in acciaio per sette mesi sulle proprie fecce fini. Seguono almeno 30 mesi sui lievi e un riposo di tre mesi post sboccatura. Brut dosato con soli 6 grammi per litro. Color giallo paglierino con riflessi dorati, offre un perlage fine e persistente con note di crosta di pane, agrumi, mandorle tostate ed una mineralità che ricorda la pietra focaia. Il sorso conquista per finezza, buon nerbo, una bella sapidità, persistenza e giusta vivacità. La parziale malolattica delle basi dona una certa cremosità che lo rende molto equilibrato.

Zaccagnini – San Clemente Trebbiano d’Abruzzo Doc 2023

Fondata nel 1976 sulle colline di Bolognano, Zaccagnini, una delle cantine più apprezzate d’Abruzzo, gestisce 300 ettari di vigneti, tra proprietà e conferitori, in una zona montuosa con clima continentale e forti escursioni termiche, dai quali produce circa sei milioni di bottiglie l’anno. Marcello Zaccagnini oltre che con il suo vino ha contaminato Argea con la sua grande passione per l’arte, portando il valore del bello all’interno del gruppo, creando un connubio tra estetica e produzione, dove il vino diventa espressione non solo del territorio, ma anche della creatività e della cultura. Una nota di costume, probabilmente Marcello è il più grande collezionista al mondo di materiale riguardante Joseph Beuys, oltre a tante opere sempre di artisti contemporanei del calibro di Mimmo Paladino e Pietro Cascella, solo per citarne alcuni.

Un trebbiano d’Abruzzo che restituisce l’icona della viticultura che si incunea nella montagna, tra la Maiella e il Gran Sasso risalendo le gole di Popoli per arrivare fino in Valle Casauria, appunto nel vigneto San Clemente, un solo ettaro a 280 metri di altitudine che insiste su una vena bianca e tanto calcare. Leggera macerazione e passaggio in barrique non tostate di secondo passaggio per tre mesi. Il profumo del trebbiano non silenzioso, fiori di acacia, mela golden, toni di anice stellato e spezie fredde che richiamano le bacche di ginepro. La parte agrumata sul finale dell’olfazione. Al palato non così ampio aromaticamente, ma più snello, agile, un vino che vive il cambiamento dei tempi risultando molto più dritto e verticale. Finale dalla buona persistenza e piacevolmente sapido.

Zaccagnini – Chronicon Cerasuolo d’Abruzzo Doc 2023

Grazie, anche e soprattutto, alle interpretazioni di Zaccagnini forse sta cambiando il paradigma per cui il cerasuolo è un montepulciano che non ce l’ha fatta. Inoltre, il ritorno modaiolo dei rosati scarichi di colore sta ridando centralità al cerasuolo d’Abruzzo, che con la sua forte identità ha le potenzialità per staccarsi dal resto degli altri “vini rosa”.

Il montepulciano in purezza utilizzato per questo cerasuolo nasce sempre in Valle Casura, appunto nel vigneto Chronicon, tre ettari selezionati appositamente per produrre questo vino, essendo più in ombra rispetto alle altre parcelle della zona. Subisce una classica macerazione a freddo sulle bucce, per poi essere vinificato in bianco e trascorrere qualche mese in affinamento sulle fecce fini. Profumi che richiamano quasi un distillato di amarene ed un infuso alla scorza di agrumi. L’acidità e la sapidità da bianco a trainare una succosità verso un finale molto lungo.

Poderi dal Nespoli – Orange Wine Rubicone Bianco Igt 2023

Fondata nel 1929 dalla famiglia Ravaioli, Poderi dal Nespoli è un’azienda vitivinicola di 65 ettari vitati di proprietà e 100 in gestione in Romagna, a Cusercoli nella Valle del Bidente, primo distretto biosimbiotico in Italia, sulle colline a circa 180 metri di quota, in una zona che collega gli Appennini al confine con la Toscana alla riviera romagnola A conduzione familiare per quasi 80 anni, nel 2009 è entrata a far parte di quel gruppo Mondodelvino che 2022 insieme al fondo di private equity Clessidra e a Botter si è trasformato in Argea.

In quest’annata un orange wine solo nel nome, un blend di trebbiano e pinot bianco (85%/15%) che si è alleggerito, non solo nel colore, che ora vira più sul dorato che sull’aranciato. Un vino che forse ricorda di più la tradizione dei macerati emiliani che gli orange della terra di mezzo italo-slovena di colliana memoria. Una macerazione di quasi un mese che vuole esaltare i caratteri varietali del trebbiano raccolto a maturazione naturale, con il pinot bianco un po’ surmaturo a donare maggiore concentrazione di frutto. Un vino che conserva la ricchezza aromatica di un bianco macerato, ma preservando l’eleganza e la pulizia gusto-olfattiva. Apre con note erbacee che introducono a sentori di fiori bianchi, bergamotto candito e zafferano, per arrivare a ricordi di finocchietto e anice. Al palato ritorna l’opulenza aromatica esaltata da un piccolo residuo zuccherino (3,8 grammi per litro) e accompagnata da una buona struttura che vive in equilibrio con l’acidità e le note sapide che caratterizzano e completano l’esperienza gustativa del vino.

Poderi dal Nespoli – Gualdo Romagna Doc Sangiovese Predappio Biosimbiotico 2021

L’anno in più in bottiglia sicuramente ha giovato a questo single vineyard wine proveniente dall’omonimo vigneto Gualdo di tre ettari a Predappio, selezionato apposta per la conduzione in regime biologico con la tecnica dell’agricoltura simbiotica. Una parcella vitata per l’85% a sangiovese piccolo, ideale per la produzione di vini con un buon potenziale evolutivo e per il restante 15% a merlot e cabernet sauvignon. La rusticità del tannino si è ammorbidita, ed anche l’acidità a tratti scomposta ha smussato i suoi angoli, come il suo fruttato rosso che ricorda più i lamponi che una frutta leggermente spiritosa.

Poderi dal Nespoli – Il Nespoli Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva 2020

Poderi dal Nespoli ha sempre messo al centro della propria produzione il sangiovese, vitigno simbolo della Romagna. Con il passare degli anni, la cantina ha perfezionato l’accurato uso del legno in affinamento (un anno di barrique di rovere francese di primo, secondo e terzo passaggio, proprio come 40 anni fa quando è nato) che gli permette di produrre questa riserva di sangiovese di grande complessità, senza perdere l’eleganza che ne caratterizza i suoi vini. Il Nespoli Riserva si distingue per le sue note intense, spezie e vaniglia, che non coprono affatto il fruttato rosso che rimanda alle more di gelso, accompagnate da una trama tannica morbida e persistente. Il finale avvolgente rivela eleganti sfumature di cacao.

Zaccagnini – Tralcetto Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva 2020

Tra le etichette più iconiche di Zaccagnini c’è sicuramente il Tralcetto, un Montepulciano d’Abruzzo con il caratteristico piccolo ramo di vite legato alla bottiglia. Questa nuova etichetta è l’evoluzione del vino più venduto al mondo, quel welcome wine da tre milioni e mezzo di bottiglie, che diventano solo 15mila in questa versione di montepulciano d’Abruzzo moderno, che affina 18 mesi in botte grande prima di riposare in bottiglia per almeno un anno. Le sue note ricordano la rosa, i frutti rossi e sfumature speziate di pepe bianco e grafite. Il corpo è vibrante, la succosità a reggere i tannini maturi, fini e per nulla sgomitanti. Equilibrio e beva che sorprendono, insieme al suo prezzo.

Ricossa – Noceto Nizza Docg 2019

La storia moderna di Ricossa di Castel Boglione nel Monferrato parte solo nel 2004, ma le sue origini traggono il nome da una piccola distilleria fondata dalla famiglia Ricossa alla periferia di Asti, alla fine del 1800. Oggi si gestiscono oltre 120 ettari di filiera tra Monferrato, Langhe e Roero e che coinvolge viticoltori locali con cui Ricossa ha instaurato una stretta collaborazione da oltre 20 anni. È conosciuta soprattutto per una produzione pionieristica della barbera da appassimento e negli ultimi anni per la valorizzazione della neo denominazione Nizza Docg, riconosciuta nel 2014.

Noceto (sopra il Monte) è uno dei gran cru più importanti della denominazione, una sorta di monopole di ben 18 ettari in un corpo unico di proprietà di Ricossa, dove la barbera è allevata a giropoggio, con 6mila piante per ettaro ed una relativa resa di soli 60 quintali. Barbera che affina 18 mesi, di cui sei, in barrique usate, dal profilo aromatico intenso, con sentori di frutti di bosco e spezie. Seppur l’ingresso è deciso, dall’ottimo sprint acido, al palato è ben equilibrata e la struttura è solida. Finale molto piacevole.

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