VinoNews24 – Irripetibile! American: la rivoluzione liquida del “qui e ora”
Articolo pubblicato a ottobre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mr3u7and)
La startup Hungrycircle trasforma un gesto quotidiano come bere un aperitivo in un atto poetico e consapevole: accettare l’imprevedibilità come valore e lasciarsi sorprendere da una bottiglia che non potrà mai esistere uguale.
Al bancone, scegliere il solito drink è un gesto familiare che rassicura. Ma la routine, alla lunga, rischia di stancare. Irripetibile! American nasce proprio per rompere questa abitudine, offrendo un aperitivo che non si ripete mai. Prodotto da Hungrycircle, startup veneta di Breganze fondata da Gianni Tagliapietra e Alessia Zanin, ogni bottiglia è unica: nel contenuto e nel design.

IL PRIMO APERITIVO “UNICO” PER DEFINIZIONE
Non si tratta di una trovata di marketing. Irripetibile! American si basa su un brevetto che mescola tre basi – bitter, spicy e sweet – in proporzioni ogni volta differenti, indicate sull’etichetta da tre numeri a tre cifre. Questi rappresentano i millilitri di ciascuna base, calcolati da un algoritmo proprietario. Le pompe di riempimento, le stesse usate nell’industria farmaceutica, generano oltre 250.000 combinazioni possibili. Anche se si trovasse la bottiglia “perfetta”, non sarebbe mai possibile riassaggiarla.
In questo paradosso risiede il fascino del progetto: un aperitivo che diventa esperienza filosofica. Bere Irripetibile! significa accettare il principio dell’istante, il “qui e ora” in versione liquida. Come dichiara lo chef Lorenzo Cogo, ambassador del brand: “Irripetibile richiama ciò che, forse più di ogni altra cosa, potrà definire il futuro della gastronomia italiana: l’unicità del gesto del cuoco. Non più la ricerca della perfezione nel piatto, ma la bellezza del momento condiviso.”
LA FILOSOFIA DEL NON-RIPETERE: TRE ANIME, INFINITE SFUMATURE
C’è qualcosa di profondamente umano nell’idea di un drink che non si ripete mai. In un’epoca dominata da algoritmi che promettono precisione, Hungrycircle ne utilizza uno per generare differenza. Un gesto quasi poetico: una macchina che “sbaglia” di proposito, che gioca con la variabilità. “Tre numeri che comunicano un concetto e non un prodotto, e noi dobbiamo capirne il meccanismo, poiché dalle cose buone non può che uscire qualcosa di buono, anche se ogni volta diversa” – sintetizza lo chef Paolo Parisi, anche lui ambassador del progetto – “È un piccolo esercizio di fiducia: ti affidi alla materia prima e lasci che faccia la sua magia.”
E quella magia ha un gusto preciso. La base bitter richiama l’arancia amara, la china, l’assenzio marittimo, la genziana e il santonico. Equilibrata e rotonda, perfetta per un Highball o un consumo on the rocks. La base spicy è la più vibrante e dinamica con note di zenzero, pepe di Timut e Sichuan, pimento giamaicano, salvia e timo. Dona carattere, personalità e freschezza a qualsiasi drink. Infine, la base sweet, agrumata e floreale, unisce lime, sambuco, gelsomino, pesca e vaniglia. Morbida e aromatica, ideale per un Collins o per dare eleganza a miscelazioni più complesse.

TRE COCKTAIL CHE RACCONTANO L’UNICA CERTEZZA: ESSERE SEMPRE DIVERSI
Le tre anime di Irripetibile! permettono di creare cocktail distintivi, nel pieno rispetto della promessa del brand: mai lo stesso sorso due volte. Ecco tre proposte rappresentative, facilmente riproducibili anche da chi non è un professionista della mixology:
Highball Irripetibile! – versione bitter
Due parti di aperitivo, una di soda, ghiaccio grande e scorzetta di limone. Secco, equilibrato e delicato, è perfetto sia come aperitivo che come drink leggero di fine serata, con i suoi 17 gradi alcolici di partenza. Un highball che ricorda l’Americano, che non a caso fa parte del naming di IRRIPETIBILE!, visto che questa versione omaggia proprio sia quel mondo di bitter che di vermouth “alpini”. E nel fine pasto la sua versione pura on the rocks, quando non si vuole appesantire palato e tasso alcolemico con un superalcolico, ha più che qualcosa da raccontare.
Spritz Irripetibile! – versione spicy
Classico nella regola aulica 3:2:1, ma dal carattere sorprendente. La parte frizzante amplifica la speziatura rendendolo funny, originale e vivace. La spinta dello zenzero si fa sentire, ma resta in equilibrio grazie alle note agrumate. È il drink che più riassume la filosofia del brand e che porta il classico aperitivo italiano su un terreno inaspettato ricco di contrasti che funzionano. Uno Spritz che con la giusta ricetta reinventa sé stesso, più vicino a un Negroni sbagliato che a un Aperol Spritz.
Collins Irripetibile! – versione sweet
Una ricetta semplice, come da manuale I.B.A: 45 ml di aperitivo sweet, 30 ml di succo di limone, 15 ml di sciroppo di zucchero, 60 ml di soda, ghiaccio. Per completare, zest di lime o un fiore edibile ed una ciliegina al maraschino. Un drink elegante, fresco e floreale, perfetto per conversazioni leggere e serate estive.

VISIONE E DESIGN: L’ESTETICA DEL MOVIMENTO
Gianni Tagliapietra, forte della sua esperienza nel luxury packaging e di diversi brevetti, ha concepito un prodotto seriale impossibile da replicare, giocando con il concetto stesso di unicità. Alessia Zanin ha invece curato un’identità visiva ispirata al Futurismo italiano degli anni Venti, periodo in cui l’aperitivo nasceva come rito sociale e le “polibibite” esploravano tutti i sensi.
Le etichette, sempre diverse, alternano forme geometriche, scritte in libertà ed elementi stilizzati come stecchini e jigger. Traduzione visiva perfetta del dinamismo e del movimento del brand, diventano piccoli pezzi d’arte da collezione. Il tappo in Sughera® Mixcycling, realizzato da scarti di sughero, sottolinea inoltre l’attenzione alla sostenibilità.
UN NUOVO TERRITORIO PER IL BARTENDER
Se lo Spritz ha insegnato all’Italia che l’aperitivo può essere pop, Irripetibile! mostra che può anche essere intellettuale. Stimola la curiosità del cliente – che diventa parte della storia di ogni bottiglia – e libera la creatività del bartender. Ogni bottiglia, con le sue proporzioni diverse, richiede un approccio su misura.
Il bartender può esaltare la parte amara con la soda, la speziata con una bollicina secca o la dolce con un Collins leggero. Non ci sono regole fisse, ma un terreno da esplorare. E in questo dialogo tra chi serve e chi assaggia, il mestiere del bartender torna alle origini: interpretare, intrattenere, creare connessioni e non solo eseguire una ricetta.

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