VinoNews24 – Due nuove voci per l’Umbria e l’entroterra toscano: il nuovo corso di Pucciarella e Trequanda
Articolo pubblicato a novembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mvw7ssr5)
Sotto la guida del Fondo Pensioni Cariplo, le due storiche tenute si presentano con una nuova identità produttiva e visiva: vini eleganti, contemporanei e radicati nei territori del Trasimeno e della Val d’Orcia-Valdichiana. Dalla solidità delle origini agricole a una visione che restituisce valore e autenticità al vino e ai suoi luoghi.
Pucciarella e Trequanda, storiche aziende agricole rispettivamente del Trasimeno e della Val d’Orcia-Valdichiana, sotto l’egida del Fondo Pensioni per il Personale Cariplo, consolidano la loro presenza nel panorama vitivinicolo italiano attraverso un progetto enologico che coniuga radici ben salde con il proprio territorio d’appartenenza e una rinnovata identità produttiva.
DALLE RADICI AGRICOLE AL PRESENTE
La storia del legame tra queste aziende e la banca più antica della regione più fiorente di quel che fu l’Impero austro-ungarico risale agli anni Venti del secolo scorso, quando, grazie a un regio decreto, la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde estese i finanziamenti agricoli al di fuori della Lombardia e delle attuali province di Alessandria e Novara.
La crisi economica degli anni Trenta portò la Cariplo a diventare proprietaria di una trentina di aziende agricole, fino a quando, nel 1942, nove di esse passarono al Fondo Pensioni. Oggi ne restano soltanto due: le tenute Pucciarella e Trequanda, che negli anni hanno rappresentato, non a caso, “il giardino di casa Cariplo”, sia per la qualità dei terreni sia per la loro storia produttiva, non solo enologica. Nel tempo, entrambe sono state oggetto di interventi di recupero e valorizzazione, culminati nel recente rilancio enologico che ne ha ridefinito l’identità e la presenza sul mercato. Un percorso che riflette una visione capace di investire sul valore dei territori interni, sulle persone che li abitano e sulla forza di vini autentici, più votati alla sostanza che all’apparenza.
Mauro Selva, direttore generale del Fondo Pensioni Personale Cariplo, sottolinea come il progetto “consolidi l’investimento fondiario in due territori dall’elevata potenzialità agricola e ricettiva, che chiedono e meritano di essere esplorati e valorizzati”. Il patrimonio delle aziende si attesta su circa 12 milioni di euro per Pucciarella e 18 milioni per Trequanda.

DUE TERRITORI, UN PROGETTO COMUNE
Pucciarella e Trequanda condividono una filosofia produttiva, pur custodendo due anime differenti. La tenuta di Pucciarella, con i suoi 85 ettari vitati tra le colline che circondano Magione, si affaccia sul Trasimeno e dialoga con la tradizione umbra più autentica. I suoli argilloso-calcarei, l’altitudine moderata e le escursioni termiche favoriscono vini equilibrati e profondi, pensati per un consumo consapevole e non ostentato. La produzione annua si attesta attorno alle 120mila bottiglie, frutto di una viticoltura attenta all’ambiente e alla sostenibilità

Da un punto di vista viticolo, la tenuta di Trequanda è più raccolta e intima: conta 60 ettari di vigneto inseriti in una proprietà di quasi 1.300 ettari, tra uliveti, seminativi, pascoli dedicati all’allevamento di circa 290 bovini di razza chianina, boschi e foreste che circondano l’omonimo borgo medievale senese. Qui i suoli, prevalentemente limosi e arenacei, ricchi di sali minerali, trasmettono ai vini mineralità e sapidità. La produzione, di circa 100mila bottiglie, privilegia vini freschi e dinamici, capaci di interpretare un territorio finora rimasto ai margini dei circuiti più noti ma oggi al centro di una rinnovata curiosità.

Sul piano estetico e comunicativo, Pucciarella si caratterizza per le “pucciarelle”, figure femminili della mitologia locale, e per il simbolismo del lago nel Gamay Plèstina Trasimeno, mentre Trequanda valorizza il legame con il borgo medievale omonimo.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
La produzione vitivinicola di Pucciarella ha segnato tappe importanti, come l’introduzione, negli anni ’90, del metodo classico in Umbria, con chardonnay e pinot nero impiegati rispettivamente nei bianchi e nei rosé. Trequanda, invece, ha storicamente orientato la propria produzione al mercato interno, ma oggi propone una selezione che coniuga varietà internazionali e autoctone, interpretando il territorio con rinnovata espressività e attenzione all’eleganza.
Pucciarella Ca’ de Sass Metodo Classico Brut Trasimeno DOC 2022
Ottenuto da uve di chardonnay in purezza, questo metodo classico recentemente degorgiato, si distingue per una freschezza vitale e una fragranza immediata, senza ricorrere a un’acidità estrema. Il colore giallo paglierino chiaro e luminoso anticipa un perlage fine e persistente. Al naso emergono note eleganti di frutta gialla matura, accompagnate da un profilo floreale delicato e raffinato, frutto di 24 mesi di affinamento sui lieviti. In bocca sorprende per l’equilibrio tra pienezza e leggerezza. La sapidità è ben presente, mentre il residuo zuccherino di 5 g/l, armonizzato con la maturità del frutto, conferisce sensazioni di dolcezza naturale, mai stucchevole. Il sorso è armonico, elegante e avvolgente, con un corpo che evoca suggestioni mediterranee e una bollicina sottile e cremosa che esalta la struttura senza invadere. Uno spumante di grande personalità e finezza, capace di coniugare freschezza, sapidità e pienezza in un metodo classico di carattere e bevibilità superiore.

Pucciarella Ca’ degli Angeli Metodo Classico Rosé Brut Trasimeno DOC 2022
100% pinot nero, si presenta con un rosa tenue luminoso e un perlage fine e persistente che trasmette immediata eleganza. Dopo soli 18 mesi di affinamento sui lieviti, il vino conserva una fragranza viva e delicata, con sentori di rosa canina, fragoline di bosco, ribes nero e uva spina, richiamati anche in retrolfazione e al gusto. Questa scelta di un affinamento relativamente breve permette di preservare la freschezza varietale, evitando che lunghe permanenze sui lieviti possano appesantire o smorzare la vitalità della bacca rossa, come può accadere in alcuni spumanti più complessi e longevi. Al palato, il sorso è armonico, equilibrato, con frutto ben percepibile, sostenuto da freschezza e sapidità che ne rendono la bevuta elegante e scorrevole; la bollicina è perfettamente integrata, conferendo leggerezza e ritmo. Una dimostrazione di come la brevità dell’affinamento possa essere una scelta virtuosa per valorizzare fragranza, finezza e bevibilità, senza rinunciare a eleganza e precisione aromatica.

Trequanda Sauvignon Toscana IGT 2024
Si presenta con un luminoso giallo paglierino dai riflessi verdolini e una brillantezza che ne rivela la giovinezza e la cura tecnica. Al naso è un’esplosione di eleganza e complessità: frutta esotica matura, pompelmo e lime si intrecciano a delicate sfumature floreali di sambuco e ginestra, mentre emergono sensazioni di erbe aromatiche, lemongrass, foglia di limone e un accenno vegetale fine e mai invadente. Sullo sfondo un respiro minerale e una sottile nota di pietra focaia, chiaro riflesso dei terreni di origine marina da cui proviene. In bocca è dinamico, fresco e sapido, con un perfetto equilibrio tra volume, acidità e alcolicità; la struttura è armoniosa e la beva estremamente piacevole, grazie a una finezza che invoglia al sorso. L’affinamento sulle fecce fini dona profondità e una sensazione tattile vellutata. Un sauvignon blanc “in sottrazione”, essenziale e moderno, che unisce la tipicità varietale alla personalità toscana, dimostrando come anche le varietà internazionali possano farsi voce di un territorio quando interpretate con rispetto e misura.

Pucciarella Plèstina Trasimeno Gamay DOC 2024
Del “gamay” ha solo il nome! Nasce in realtà da uve grenache, antica varietà giunta in Umbria grazie ai pastori sardi durante le transumanze. Nel calice si mostra con un rosso rubino brillante dai riflessi porpora, luminoso e vitale. Al naso esprime un bouquet fragrante e delicato, dominato da fragola, lampone e ciliegia croccante, cui si intrecciano cenni di rosa selvatica, garofano e un leggero soffio di macchia mediterranea. Il sorso è leggero e scorrevole, ma sorprendentemente ampio e ritmico, sostenuto da un tannino sottile e ben integrato che ne definisce la struttura senza mai irrigidirla. La vinificazione in acciaio e i délestage mirati ne esaltano la purezza aromatica e la finezza del frutto. Un rosso che privilegia la bevibilità e la spontaneità alla potenza, offrendo una versione elegante, moderna e territoriale della grenache italiana: essenziale ma mai semplice, capace di coniugare tradizione, storia e piacevolezza in un sorso di grande armonia.

Trequanda Orcia Sangiovese Riserva DOC 2021
Nasce dal miglior vigneto della varietà, coltivato a 450 metri di quota su terreni di origine sedimentaria e alluvionale. Un sangiovese fedele alla filosofia della cantina, che privilegia autenticità e misura rispetto all’eccesso. Si presenta con un colore rubino profondo attraversato da lievi riflessi granati, preludio di una maturità in evoluzione. Al naso si apre lentamente, svelando un bouquet sobrio ma complesso di frutti rossi maturi, ciliegia e prugna, seguiti da eleganti sfumature di viola appassita, note balsamiche, grafite e un accenno speziato di pepe e liquirizia. Il sorso, ancora leggermente contratto, mostra un profilo tannico deciso, probabilmente frutto di un’estrazione generosa che ne esalta il carattere ma ne frena momentaneamente la piena distensione. Tuttavia, la buona freschezza e la solida vena sapida contribuiscono a bilanciare il corpo snello e a garantire una beva scorrevole e lineare. L’affinamento di oltre due anni in legno grande ha donato complessità aromatica e profondità gustativa. Un vino che racconta con sincerità la Val d’Orcia, dove eleganza e rusticità si fondono, dando vita a un rosso austero, dal carattere vibrante e capace di evolvere con i suoi tempi.

Pucciarella Egille Trasimeno Rosso Riserva DOC 2022
Un’impostazione completamente diversa dagli altri rossi delle due cantine. Rubino intenso dai riflessi porpora, vivo e compatto, che anticipa la struttura decisa e materica del vino. L’assemblaggio di sangiovese, cabernet sauvignon e merlot dà vita a un bouquet complesso e avvolgente, in cui si alternano ciliegia sotto spirito, prugna e frutti di bosco maturi, arricchiti da eleganti sfumature speziate di vaniglia e cannella, senza alcuna sensazione di surmaturazione o stanchezza. Al palato emerge una notevole corrispondenza tra tannicità e sapidità, sostenuta da un pizzico di freschezza acida che conferisce ritmo, mentre la struttura piena e compatta restituisce un sorso molto e persistente. L’affinamento in barrique e botti per oltre diciotto mesi, seguito da un ulteriore riposo in cemento e in bottiglia, dona profondità e armonia, esaltando la materia e la precisione aromatica senza mai appesantire il vino. Un rosso di grande carattere e personalità, elegante nella sua densità, capace di raccontare il territorio del Trasimeno con vigore e autenticità proprio come Egille, l’altro nome di Agilla, ninfa che, insieme all’amato Trasimeno, è protagonista della più nota leggenda legata al lago e alla sua origine.

© Riproduzione Riservata


