VinoNews24 – Les Bulles, la nuova via italiana alla Champagne
Articolo pubblicato a novembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/y45vktpb)
L’azienda di importazione e distribuzione di Luca Baccarelli propone una prospettiva inedita e consapevole sulle bollicine francesi, tracciando una nuova rotta italiana nello scenario complesso e in evoluzione dello champagne.
Il mercato dello champagne sta attraversando una fase di assestamento. Dopo anni di crescita costante, il 2024 ha segnato un rallentamento delle spedizioni dalla regione, un calo della domanda interna e un’ulteriore contrazione prevista per il 2025. Gli stessi segnali si avvertono anche in Italia, pur in assenza di dati specifici sullo champagne, soprattutto nel canale horeca, dove molte aziende di importazione e distribuzione temono una riduzione fino al –15% del business. Un numero indicativo che riflette un clima di maggiore prudenza e una spesa più contenuta per le occasioni di consumo “premium”.
In questo contesto, dove i grandi marchi internazionali possono trovarsi in affanno, emergono opportunità per realtà più agili, orientate alla ricerca, alla qualità percepita e alla differenziazione. Aziende capaci di proporre cataloghi non convenzionali, coerenti con i nuovi gusti del mercato. Il consumatore italiano – sempre più informato – mostra oggi una crescente predilezione per champagne di vigneron, provenienti da maison meno mainstream, contraddistinte da identità forte, dosaggi contenuti e un approccio territoriale autentico. Le tendenze attuali puntano su bollicine con maggiore acidità, mineralità e freschezza; cresce l’interesse per cuvée parcellari, millesimati e produzioni artigianali, così come la richiesta di vini dal prezzo accessibile ma dal forte valore qualitativo. Si riduce invece l’enfasi esclusiva sulle grandi “Cuvée de Prestige”, a favore di etichette base che esprimono meglio il terroir e la mano del produttore.

LES BULLES E LA CHAMPAGNE DEI VIGNERON
È in questo scenario che nasce e trova terreno fertile Les Bulles, azienda di importazione e distribuzione di bollicine francesi in Italia, fondata nel 2021 da Luca Baccarelli, già titolare della cantina umbra Roccafiore a Todi, nota per il suo lavoro sul grechetto. Baccarelli ha costruito il progetto a partire da un’idea semplice: selezionare champagne e bollicine francesi di piccoli vigneron che esprimano identità e autenticità. Dopo anni dedicati ai vini fermi in Umbria, il suo primo viaggio-studio in Champagne ha acceso la curiosità per un mondo in piena trasformazione. I récoltant-manipulant, vignaioli che coltivano e vinificano in proprio, hanno infatti ridisegnato il panorama della regione, sostituendo l’omologazione delle grandi maison con una moltitudine di stili, sensibilità e visioni, spesso frutto di giovani generazioni o di transizioni familiari.

La filosofia di Les Bulles si riassume in tre parole: identità, ricerca, unicità. Ogni produttore selezionato risponde a un identikit preciso: forte senso di appartenenza al terroir, rispetto dell’ambiente, volontà di esaltare varietà, annata e parcella, minimo intervento in vigna e in cantina. Il progetto privilegia aziende che lavorano con dosaggi bassi, fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, affinamenti sui lieviti e uso calibrato dei vini di riserva. Oggi Les Bulles distribuisce oltre ottanta etichette di ventidue produttori, proponendo un catalogo costruito per un pubblico consapevole e per la ristorazione che cerca storie da raccontare. Un modo di reagire alla contrazione del mercato con una proposta mirata, dove il valore non è la quantità ma la coerenza. Raccontare la Champagne senza mitizzarla, riportandola alla sua dimensione più autentica: quella della vigna.
LA VALLÉE DE LA MARNE VISTA DA LES BULLES
La Vallée de la Marne, cuore pulsante del meunier, incarna perfettamente questa visione. È qui che nascono alcuni dei produttori più rappresentativi del catalogo Les Bulles: Éric Taillet, Gamet e Laurent Bénard. Tre storie diverse, tre interpretazioni del meunier e di una regione in piena rinascita.

ÉRIC TAILLET
A Baslieux-sous-Châtillon, Éric Taillet coltiva sei ettari di vigne, di cui oltre tre quarti a meunier, su suoli di argilla e silex. È tra i protagonisti della rivalutazione di questo vitigno a lungo considerato “minore”. I suoi champagne esprimono energia, freschezza e una mineralità riconoscibile. Oggi è affiancato dai figli Léna e Dylan, che condividono la stessa visione. “Il meunier è la nostra sfida e il nostro orgoglio più grande – racconta Léna Taillet – Un tempo nessuno osava nominarlo, ma fortunatamente oggi la percezione è cambiata.”
Des Grillons aux Clos Extra Brut è un blanc de meunier vinificato in acciaio, con vini di riserva da solera avviata nel 2011, dai profumi di frutta gialla e agrumi, bocca vibrante e finale salino. Il Bansionensi Millésimé 2019 Extra Brut mostra una maggiore profondità; fermentato in legno e affinato quattro anni sui lieviti, ha profilo minerale e tensione elegante, dove freschezza e roccia si incontrano. Renaissance Extra Brut, vero simbolo della rinascita del meunier, è un omaggio alla sua longevità, con base 2014 e circa 30% di vini di riserva, nove anni di affinamento per una produzione limitata. Maturità aromatica, consistenza vellutata e freschezza viva. Sur le Grand Marais Brut Nature, tributo alla vigna della nonna, 90% meunier e 10% chardonnay allevati in filari confinanti fra loro in un’antica palude bonificata (“Grand Marais”). Il vino base è interamente composto dalla réserve perpétuelle 2013-2018; la vinificazione avviene in rovere, con maturazione di nove mesi seguita da un affinamento sui lieviti per oltre 48 mesi. Unisce energia e precisione in un sorso salino e asciutto, teso e dal carattere autentico.

GAMET
Più a ovest, tra Mardeuil e Fleury-la-Rivière, la famiglia Gamet rappresenta la nuova generazione della Marne. Fondata quasi un secolo fa, oggi è guidata dai fratelli Jean-François e Marianne, che hanno scelto di valorizzare le differenze tra le due rive del fiume: la sinistra, su suoli argillo-calcarei, e la destra, più sabbiosa e marina.
Rive Gauche Extra Brut (55% meunier, 30% pinot noir, 15% chardonnay) per l’85 % proviene dalla vendemmia 2022, il restante 15% da vini di riserva dell’anno precedente. La vinificazione prevede un pied de cuve di lieviti indigeni, il 10 % della massa fermenta in tonneau. L’affinamento sui lieviti dura poco meno di due anni con dégorgement a gennaio 2025. Esprime tensione e freschezza, con agrumi, profumi floreali e note tostate, ed un finale lungo e minerale. Rive Droite Extra Brut è un blanc de noirs (85 % meunier, 15 % pinot noir), base vendemmiale 2022 che fermenta solo in acciaio ed un uso maggiore di vini di riserva (30 % annata 2021). È più ampio e rotondo, con frutta bianca e spezie, dal finale cremoso e salino che invita alla beva. Al vertice, La Vallée Suspendue (80% meunier, 15% pinot noir, 5% chardonnay) proveniente da parcelle di entrambe le rive, base vendemmiale 2017 integrata da oltre 50 % di réserve perpétuelle avviata nel 1999 (18 annate fino alla 2016). Vinificato in botte grande, affina sei anni sui lieviti con dégorgement a giugno 2024. È la cuvée più complessa: dorata, profonda, perfetto equilibrio tra maturità e verticalità.

LAURENT BÉNARD
A Mareuil-sur-Aÿ, Laurent Bénard incarna la Champagne più consapevole. Nel 2009, accanto alla maison di famiglia del 1878, fonda la propria cantina per dare forma alla sua filosofia di “durabilità”, basata su agricoltura biologica e principi biodinamici. Nel 2020, il figlio Charles decide di affiancarlo dopo aver visto con i propri occhi rinascere le vigne di famiglia. Tre ettari di vigne confinanti con i leggendari filari di Aÿ, e una produzione che unisce precisione, energia e sensibilità contemporanea. In pochi anni, Charles si è già guadagnato la fama di uno dei talenti emergenti più puri della Champagne, grazie a vini che uniscono precisione, energia e sensibilità contemporanea. In questo villaggio l’orgoglio locale è proverbiale, si rivendica la stessa qualità – se non superiore – rispetto al celebre Grand Cru di Aÿ. “Le nostre vigne sono più in alto, guardiamo Aÿ dall’alto in basso”, ama dire con ironia Charles.
La Clé Des Sept Arpents Extra Brut 1er Cru, assemblaggio di pinot noir, chardonnay e meunier (70% / 15% / 5%), provenienti da diverse parcelle premier cru. Composta per il 45 % dalla vendemmia 2021 e per il 55 % da réserve perpétuelle, avviata nel 2012, custodita in botti grandi di rovere. Degorgiato a novembre dello scorso anno, riposa 29 mesi sui lieviti. Dal profilo fresco e vibrante, con note di frutti rossi croccanti, agrumi maturi, fiori bianchi, arricchite da sfumature iodiate e speziate; bocca viva e allungata, finale sapido. Vendange Millésimé 2019 Extra Brut 1er Cru un blanc de noirs (85 % pinot noir / 15 % meunier) provenienti esclusivamente dal villaggio premier cru di Mareuil-sur-Aÿ. Qui l’eleganza del savoir-faire di Charles Bénard è assai evidente: intensità e ricchezza al servizio della bevibilità, finezza combinata a dinamica. Accenni di frutta rossa, erbe, spezie fini e note di pasticceria. Il finale persistente, teso e balsamico, quasi mentolato, ne firma la precisione.

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