VinoNews24 – Morellino di Scansano si stabilizza nel 2025. Durazzi: “fascette a +3/4%”
Articolo pubblicato a novembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mufekttf)
Dopo un 2025 in crescita e una denominazione sempre più riconosciuta, il direttore Alessio Durazzi racconta l’identità del sangiovese della costa toscana, il ruolo dell’enoturismo, la promozione congiunta in Maremma e l’imminente arrivo del Morellino Superiore.
Il Morellino di Scansano vede un orizzonte di stabilità a fine 2025. Secondo quando anticipato a Vinonews24 dal direttore del Consorzio Tutela Morellino di Scansano Alessio Durazzi, infatti, la storica denominazione di Maremma vede un incremento del 3/4% nell’emissione di fascette, confidando dunque nella stabilizzazione dopo le perdite registrate nel 2024.
Direttore Durazzi, tra pochi giorni saranno nove anni esatti che è alla guida tecnica del Consorzio Tutela Morellino di Scansano. Che cos’è oggi per lei il Morellino?
“Pensi che, se mi avesse posto questa domanda nel 2016, non avrei saputo come rispondere: c’erano troppe differenze tra le varie espressioni di Morellino, e non mi riferisco solo all’aspetto qualitativo. Oggi invece questo vino esprime il suo territorio d’origine, l’identità della Maremma. C’è freschezza, piacevolezza, sapidità, bevibilità, immediatezza: essenze di un sangiovese autentico che nasce a pochi chilometri dal mare, un aspetto unico che gli altri sangiovesi toscani non possono vantare”.

IL MORELLINO RIMANE SOPRA LE 9 MILIONI DI BOTTIGLIE
Siamo quasi a fine anno ed è tempo di bilanci. Quali sono i numeri chiave della denominazione nel 2025 e come si collocano rispetto al 2024?
“Ovviamente i numeri di un Consorzio sono legati a doppio filo con le produzioni. Guardando l’evoluzione vegetativa fino ad agosto, avremmo scommesso su una vendemmia molto importante dal punto di vista quantitativo; invece, in fase di raccolta, la resa è risultata un po’ inferiore alle attese. Come Consorzio non abbiamo i dati commerciali delle aziende, ma analizzando un indicatore (non del tutto affidabile) come la consegna delle fascette ministeriali, possiamo affermare che quest’anno chiudiamo con un +3/4% di bottiglie prodotte rispetto al 2024, anno in cui avevamo registrato un calo. Parliamo quindi di una produzione superiore ai 9 milioni di bottiglie, che in valore supera i 50 milioni di euro. In definitiva, possiamo dire che la denominazione Morellino è piuttosto stabile”.
Quali mercati, soprattutto all’estero, hanno tenuto di più e quali hanno invece sofferto?
“Storicamente il Morellino è una denominazione toscana abbastanza anomala, nel senso che è poco sbilanciata sull’estero. L’export diventa quindi un obiettivo importante, perché è lì che abbiamo maggiori margini di crescita. In Italia siamo molto presenti: è un vino che si trova facilmente. Forse non tutti sanno che è sangiovese, ma sanno cos’è il Morellino, e su questo stiamo lavorando molto. In Italia risentiamo del trend generale del vino, soprattutto dei rossi: qualche calo c’è, indubbiamente. Ma non è un problema del Morellino: se lo fosse, potremmo analizzare gli errori e intervenire. Qui è il mercato globale del vino che attraversa un momento di difficoltà. Con il presidente Bernardo Guicciardini Calamai osservavamo come il Morellino, negli ultimi anni, abbia raggiunto un livello molto elevatoin termini di immagine, percezione e posizionamento. È riconosciuto e non c’è più bisogno che io lo spieghi, questo non era così scontato dieci anni fa. Tutti abbiamo la sensazione che la denominazione sia cresciuta e sia molto ben giudicata, ma poi ci scontriamo con i dati di mercato, dove le vendite sono rallentate”.
Quindi il bailamme sui dazi imposti da Trump non vi riguarda più di tanto?
“Gli Stati Uniti e i relativi dazi incidono poco sui nostri numeri. È più il sistema mondiale che ci tocca, perché porta squilibri. Sul mercato statunitense ci siamo mossi finora senza particolare incisività. Abbiamo fatto qualche campagna per promuovere il Morellino con un claim che ci identifica. Ci chiedemmo: come ci distinguiamo essendo una denominazione rossista, toscana e a base sangiovese? Cosa abbiamo che gli altri non hanno? Il mare. E fortunatamente il mare si ritrova nel calice. Per questo diciamo che il Morellino è l’espressione del sangiovese della costa toscana. Per due anni abbiamo fatto una campagna su Wine Spectator con il claim ‘Morellino di Scansano, sangiovese by the sea’: crea subito un’immagine forte, che corrisponde al territorio che vogliamo raccontare. E, ripeto, non è solo un claim pubblicitario: è reale”.
PROGETTI CONDIVISI IN MAREMMA
Restando sul territorio: da qualche anno organizzate eventi congiunti con i consorzi vitivinicoli della Maremma Toscana e del Montecucco…
“Esatto. A Firenze ha debuttato MareMMMa, la Natura del Vino, con quasi 100 produttori e oltre 400 etichette in degustazione, con più di 500 operatori tra buyer, enotecari, ristoratori, distributori e giornalisti. L’appuntamento principale resta quello di Alberese a marzo, dove ormai abbiamo oltre 120 aziende presenti”.
Maremma, Montecucco e Morellino: una promozione sempre più integrata che sta dando i suoi frutti?
“Ci sta dando grandi soddisfazioni: sta promuovendo molto bene il territorio. Ad esempio, non dividiamo le aziende per denominazione, ma per comune di appartenenza. Così il visitatore, con una semplice cartina, ha subito un’immagine chiara della posizione dell’azienda e del territorio. È una collaborazione importante: dà forza a tutti e crea una vera sinergia territoriale”.
In questa promozione del territorio, che ruolo ricopre l’enoturismo? Quali sono i vostri progetti?
“Sull’enoturismo ci muoviamo da anni, partendo dalla consapevolezza che nell’area mancava un attore in grado di coordinare l’offerta turistica. Così nel 2022 abbiamo lanciato il portale visitmorellino.com, che offre una panoramica dell’area: non solo vino. Ci sono le esperienze in cantina, acquistabili direttamente, e una selezione di etichette. Poi c’è tutto l’ecosistema dell’area di Scansano: il turismo termale con Terme di Saturnia, il Parco della Maremma con trekking e passeggiate. Puntiamo molto sul turismo attivo e sportivo: da tre anni organizziamo, con Saturnia Bike e BMC Switzerland, InGravel Morellino, un evento gravel a metà settembre che si consolida ogni anno di più. InGravel non punta ai grandi numeri ma a un servizio molto tailormade, che mostra la Maremma da un punto di vista unico, unendo anche la parte più viveur: bere bene, mangiare bene, vivere il territorio”.

A che punto è l’iter del Morellino Superiore e cosa cambierà concretamente per consumatori e produttori?
“Il progetto è ormai in dirittura d’arrivo: è al Comitato Vini e attendiamo il decreto di attuazione. È stato un progetto condiviso prima di tutto dalla base sociale, poi con Regione Toscana e con il Ministero. Abbiamo chiesto che, una volta approvato il decreto, chi già si è mosso seguendo i dettami del futuro disciplinare possa rivendicare la tipologia Superiore, che prevede un periodo di affinamento più lungo rispetto al Morellino Annata. Il Superiore potrà uscire sul mercato dal primo gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. Non sarà obbligatorio l’affinamento in legno: abbiamo voluto fotografare una realtà già esistente ma priva di una denominazione univoca. La resa sarà più bassa: 90 quintali/ettaro per l’Annata, 80 per il Superiore (valore che useremo anche per la Riserva). Già che intervenivamo sul disciplinare, abbiamo aumentato di 5 punti percentuali il sangiovese nella Riserva, dall’85% al 90%. Superiore e Annata rimangono all’85%”.
Concludendo, quali sono i progetti in programma per il prossimo anno?
“Nel 2026 proseguirà il lavoro con Maremma e Montecucco: ripeteremo l’evento MareMMMa ad Alberese e, in autunno, sbarcheremo probabilmente a Roma; nel 2027 l’obiettivo è portarlo anche a Milano. Come fiere rimaniamo su Vinitaly e Wine Paris, mentre da un paio d’anni abbiamo abbandonato ProWein, rivelatasi meno efficace per le aziende consorziate, che non mostravano più interesse. Organizzeremo come sempre Rosso Morellino, indicativamente nella prima metà di giugno. Proseguirà il progetto Morellino del Cuore, che non individua “il migliore”, ma i vini che meglio rappresentano l’identità del Morellino secondo una giuria variabile. A settembre si terrà la quarta edizione di InGravel Morellino e, sempre nel connubio con il mondo bike, a inizio settembre saremo ospiti di BMC all’Italian Bike Festival di Misano, con un corner dedicato: una bella commistione di mondi”.
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