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VinoNews24 – Case Vecie, il cru d’altura che guida lo stile Brigaldara

Articolo pubblicato a ottobre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/254rsjx6)

Brigaldara, con Case Vecie, supera letture anacronistiche e svela una Valpolicella più fresca, complessa e tesa, capace di dialogare con il presente e di aprirsi a un bere quotidiano senza rinunciare alla profondità e all’eleganza, frutto di una meticolosa conduzione agronomica e del rispetto profondo per il vigneto e la sua biodiversità.

Brigaldara nasce come piccola proprietà agricola nel cuore della Valpolicella, ai piedi delle colline veronesi. È qui che la famiglia Cesari, originaria della Toscana, approda agli inizi del Novecento, La famiglia Cesari, intrecciando le proprie radici con l’anima vitivinicola del territorio.

DALLE ORIGINI FAMILIARI AI GIORNI D’OGGI

La storia enoica di Brigaldara prende forma nel 1928, quando Renzo Cesari – bisnonno di Antonio e Lamberto, oggi alla guida della quarta generazione – sposa una veronese che porta in dote una piccola proprietà agricola con quattro ettari di vigneti.

All’epoca, i vigneti erano destinati quasi esclusivamente all’autoconsumo e alle vendite locali: poche parcelle, rese contenute e una gestione ancora tradizionale, quasi domestica. Ma la passione per la terra e per la vite comincia presto a diventare una vocazione. Il vero punto di svolta arriva negli anni Ottanta, quando Stefano Cesari, con il supporto dell’enologo Roberto Ferrarini – figura di riferimento per la Valpolicella – decide di ampliare la visione familiare. Nuovi vigneti in affitto, tecniche più moderne e un’attenzione maniacale alla qualità portano Brigaldara a farsi notare fin da subito per l’eleganza e la precisione dei suoi vini.

Oggi la filosofia produttiva della cantina si fonda sulla valorizzazione dei singoli cru, con una selezione accurata delle uve e un affinamento calibrato, mirato a ottenere vini eleganti e coerenti con il territorio. Con circa 120 ettari di terreno, di cui 47 vitati, Brigaldara è considerata una delle realtà storiche della Valpolicella che continua a interpretare la tradizione con spirito contemporaneo, mantenendo vivo quel legame tra famiglia, terra e vino che da quasi un secolo ne definisce l’identità.

Lamberto, Stefano e Antonio Cesari
IL TERRITORIO TRA VALPOLICELLA CLASSICA, ORIENTALE E VALPANTENA

I vigneti Brigaldara si estendono tra la Valpolicella Classica, la Valpolicella Orientale e la Valpantena, tre aree diverse per suoli, esposizioni e microclimi, che contribuiscono a definire la complessità e l’identità dei vini della cantina. Nella Valpolicella Classica, i terreni argillo-calcarei, arricchiti da tufo e materiale minerale, donano ai vini struttura, eleganza e una spiccata freschezza. In Valpantena, più esposta a nord-est, i suoli limoso-argillosi e il clima più fresco favoriscono profumi di frutta rossa e delicate note speziate. Nella Valpolicella Orientale, invece, i terreni poveri e sassosi, uniti alle forti escursioni termiche tra giorno e notte, permettono una maturazione fenolica ottimale e concentrata.

L’altitudine varia dai 200 ai 500 metri. Le esposizioni, prevalentemente a sud e sud-ovest, con alcune dorsali rivolte a sud-est, garantiscono un’irradiazione solare ideale per ottenere uve mature e aromatiche. Il microclima ventilato riduce naturalmente l’incidenza delle malattie e favorisce una maturazione lenta e regolare dei grappoli. A completare il quadro, la gestione attenta del suolo, con copertura erbosa controllata e un uso limitato di concimi e fitofarmaci, riflette l’approccio sostenibile e rispettoso dell’ambiente che da sempre guida la filosofia produttiva di Brigaldara.

IL CRU CASE VECIE: UN ECOSISTEMA D’ALTITUDINE

Brigaldara ha da sempre scelto di valorizzare cru distinti, con l’obiettivo di esprimere in bottiglia le peculiarità di ciascun territorio. Tra questi spicca Case Vecie, un vigneto d’altura situato sulle colline di Grezzana, a quasi 500 metri di altitudine, immerso in un paesaggio di foreste, boschi e pascoli che ne fanno un autentico microcosmo agricolo. Abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale, il territorio di Case Vecie è stato recuperato negli anni Novanta grazie al progetto sperimentale Vigne Alte, volto a coltivare vitigni autoctoni in un ecosistema montano. La scelta della famiglia Cesari di impiantare corvina, corvinone e rondinella su terreni di diversa altitudine ha permesso di sfruttare l’ampia escursione termica tra giorno e notte – spesso superiore ai 12-15 °C – un fattore decisivo per una maturazione lenta e regolare delle uve, da cui nascono vini freschi, aromatici e strutturati. Il vigneto di Case Vecie si articola tra colluvi e dorsali: i primi, esposti a sud e caratterizzati da suoli limo-sabbiosi più fertili, ospitano prevalentemente la corvina; le seconde, più povere e sassose, sono dedicate al corvinone. L’ampia ventilazione e l’assenza di nebbia contribuiscono a una maturazione uniforme, mentre l’orientamento dei filari, i diradamenti mirati e la selezione manuale dei grappoli completano una pratica viticola di estrema precisione. Le rese sono volutamente basse e i grappoli, più concentrati e spargoli, si rivelano ideali per la produzione di Amarone e Valpolicella Superiore, vini che riflettono l’anima più alta, in senso letterale e simbolico, della Valpolicella.

il vigneto Case Vecie e le sue sette parcelle
BRIGALDARA VALPOLICELLA SUPERIORE DOC CASE VECIE

Il Valpolicella Superiore Case Vecie nasce nella parcella Mandrie, una delle sette che compongono il cru, a partire dall’annata 2006. Qui, le parti alte e sassose del vigneto, dedicate al corvinone (45%), si combinano con le zone più fertili e soleggiate coltivate a corvina (45%) e rondinella (10%). L’obiettivo è creare un vino fresco, verticale e bilanciato, con una maturazione lenta che preservi acidità e aromaticità, in piena sintonia con l’approccio moderno di Brigaldara ai rossi della Valpolicella.

La vinificazione prevede la raccolta manuale in cassette; la fermentazione avviene a temperatura controllata (22-24°C) con due rimontaggi quotidiani e un délestage a metà fermentazione, pensato per estrarre aromi e tannini senza forzature. L’affinamento dura poco meno di diciotto mesi in botti grandi da 20 ettolitri. Le rese contenute garantiscono concentrazione naturale, senza interventi forzati in cantina, con residuo zuccherino basso (2,4 g/l) e grado alcolico moderato (13,5%), a favore della freschezza e della bevibilità.

Una mini-verticale di tre annate – 2023, 2021 e 2019 – permette di apprezzare non solo le differenze climatiche tra gli anni, ma soprattutto la coerenza stilistica dell’interpretazione di Brigaldara e il modo in cui l’evoluzione del vino rispetta il carattere del terroir.

2023: rubino vivo e luminoso, con profumi di viole fresche, piccoli frutti rossi selvatici, more, fragoline e ciliegie, arricchiti da accenti balsamici di salvia e eucalipto. Al palato spicca la freschezza, la corrispondenza olfattiva e una chiusura agrumata che richiama l’arancia sanguinella. La maggiore presenza di corvinone conferisce note pepate e speziate.

2021: rubino più cupo con riflessi aranciati, profumi di fiori appassiti e frutta matura, persistenza più discreta. L’andamento climatico, simile al 2023 ma leggermente più siccitoso, dà al vino equilibrio e armonia senza appesantirlo.

2019: rubino intenso, carattere corposo e sostanzioso, frutta rossa matura e concentrata, leggero sentore alcolico di visciola sotto spirito e una punta di confetto in chiusura. Al palato è dinamico, con tannini definiti e una struttura sostenuta dall’acidità, che bilancia potenza e freschezza.

BRIGALDARA AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOCG CASE VECIE

L’Amarone Case Vecie incarna la filosofia di Brigaldara: produrre vini secchi, bilanciati e adatti alla tavola, con un residuo zuccherino di poco più di due grammi per litro. Si abbandonano così i pesi eccessivi del passato, a favore di un’espressione più precisa e armoniosa. Il vino nasce da un’attenta vinificazione, in cui tutte le parcelle del cru contribuiscono al blend – 40% corvina, mentre il restante è equamente suddiviso tra corvinone e rondinella – tranne Mandrie, destinata al Valpolicella Superiore.

Le uve vengono selezionate con estrema cura e appassite naturalmente in cassette per 100-120 giorni, un periodo più lungo e controllato rispetto alle pratiche tradizionali della Valpolicella. Questo metodo consente una maturazione lenta e uniforme, raggiungendo elevate concentrazioni zuccherine senza compromettere l’acidità naturale, grazie al clima fresco e ventilato della zona, e sviluppando aromi fini e complessi. La vinificazione dell’Amarone prevede la fermentazione separata per parcella, con controllo della temperatura e gestione attenta dei rimontaggi per evitare sovraestrazioni che possano compromettere la delicatezza aromatica. L’affinamento include due anni in legno piccolo, due in legno grande, seguiti da ulteriori 24 mesi in bottiglia, garantendo equilibrio, finezza e capacità di invecchiamento senza eccessi stilistici.

La mini-verticale di Amarone Case Vecie – annate 2018, 2009 e 2000 – mostra chiaramente l’essenza di questo cru: capacità di  conservare eleganza e freschezza anche nelle annate più calde o più ricche di concentrazione zuccherina.

2018: rubino intenso, profumi freschi e speziati con ciliegie, mirtilli essiccati e cannella. Al palato è immediatamente bevibile, verticale, fresco e profondo, con tannini levigati che offrono piacevolezza senza eccesso di dolcezza. Un Amarone lontano dagli stereotipi classici.

2009: note terziarizzate di torrefazione e cioccolato After Eight, acidità vivace che sostiene la struttura gustativa e conferisce eleganza e dinamismo.

2000: annata più concentrata, con residui zuccherini leggermente più alti. Profumi di frutti rossi in confettura, sottobosco, liquirizia e tabacco; al palato grande persistenza senza eccessiva dolcezza, a conferma della longevità e della capacità evolutiva del cru.

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