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VinoNews24 – Il Valdobbiadene di Andreola come scelta radicale (senza Prosecco)

Articolo pubblicato a dicembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mt3kpx7f)

Dalla cuvée Dirupo alle Rive più iconiche, la cantina di Col San Martino costruisce un racconto coerente e profondamente territoriale, in cui la glera cambia volto seguendo suoli, altitudini e microclimi delle colline storiche. E niente prosecco in etichetta!

“Io oggi non scrivo neanche in etichetta la parola prosecco perché per me è importante il territorio. È importante far capire alla gente che Valdobbiadene produce un vino diverso da quello che è il Prosecco DOC”. Non usa giri di parole Stefano Pola, proprietario di Andreola. Nelle sue frasi c’è una presa di posizione netta, che va ben oltre una scelta grafica o commerciale: è una dichiarazione di identità. Per Andreola, oggi, il baricentro non è un nome diventato universale, ma un luogo preciso, riconoscibile, delimitato da colline ripide e da una viticoltura che non concede scorciatoie.

LE COLLINE NEL PROPRIO DNA

“Siamo in collina – prosegue Stefano – con pendenze che vanno dal 30 al 70%, il che implica una lavorazione totalmente manuale. Qui siamo nella zona storica della glera, dove questa varietà ha trovato il suo habitat ideale”. Ed è proprio da questo territorio così caratteristico e variegato che nasce la collezione di vini dell’annata 2024 di Andreola. Cuvée storica e Rive si presentano come un ritratto puntuale del paesaggio e dei suoli: ogni bottiglia è il racconto di pendii, altitudini e microclimi che definiscono l’identità dei singoli cru. L’annata 2024 diventa così il filo conduttore per osservare la glera nelle sue molteplici sfumature – dall’eleganza vibrante delle zone più fresche alla pienezza delle esposizioni più calde –e per comprendere fino in fondo la filosofia dell’azienda: lasciare parlare il terroir, senza compromessi.

Stefano Pola, proprietario di Andreola
DALLE UVE CONFERITE AL MILIONE DI BOTTIGLIE ANNUE

Andreola nasce ufficialmente nel 1984, quando Nazzareno Pola decide di smettere di conferire le uve e di vinificare in proprio i vigneti di famiglia, ereditati dalla madre Orsola Andreola, il cui cognome diventerà il nome dell’azienda. È una scelta tutt’altro che scontata in un’area dove, per lungo tempo, la produzione è stata frammentata e spesso anonima. Nel 1987 arriva la spumantizzazione in autoclave e la chiusura della filiera in azienda. Da lì in avanti la crescita è costante, fino al passaggio generazionale del 2009, quando Stefano Pola assume la guida e l’azienda diventa semplicemente Andreola.

Oggi i numeri raccontano una realtà di peso nel panorama del Valdobbiadene Docg: circa 110 ettari di proprietà, quasi interamente in collina, suddivisi in oltre 250 parcelle, per una produzione che sfiora il milione di bottiglie e 13 milioni e mezzo di euro di fatturato (previsione 2025). Una dimensione che consente soprattutto una selezione rigorosa di ciò che viene imbottigliato con il nome Andreola. Le uve provenienti dalle poche parcelle in pianura, destinate al Prosecco DOC, vengono vinificate e cedute, ma non entrano nella gamma aziendale.

LE RIVE COME MAPPA DEL TERRITORIO

Il cuore del progetto è rappresentato dalle Rive, le menzioni che nella Docg identificano le espressioni più puntuali del territorio. In tutta la denominazione se ne contano 43; Andreola ne rivendica sette, un primato che racconta anni di studio e di osservazione. Qui le Rive non sono una categoria astratta, ma la somma di differenze tangibili: suoli, esposizioni, altitudini, età geologiche delle colline. A Valdobbiadene i terreni sono più giovani, a Conegliano più antichi e dolcemente erosi; ovunque riaffiora la storia di un antico fondale marino, sollevato e modellato dall’azione del ghiacciaio del Piave.

Accanto alle Rive, il vino che più di ogni altro identifica Andreola è Dirupo, la cuvée storica prodotta sin dalla prima annata. Non nasce da un singolo vigneto, ma da un assemblaggio ragionato di uve provenienti dal cuore della denominazione. Nel tempo è diventato un laboratorio di equilibrio, dove la scelta delle basi e del residuo zuccherino serve a preservare una piacevolezza immediata senza sacrificare profondità e carattere. La versione Brut, con un residuo contenuto, gioca su una sapidità sempre in primo piano, mai coperta dalla morbidezza.

LA GLERA INTERPRETATA DA ANDREOLA

Se Dirupo rappresenta la sintesi, le Rive raccontano le sfumature. Aldaina al Mas, a Guia, nasce da una vigna profonda e antica, frutto di uno smottamento che ha depositato metri di marna calcarea. È una delle zone più fresche della denominazione e nel calice si traduce in una tensione acida vibrante, con profumi floreali e agrumati che accompagnano un sorso affilato e preciso. A pochi chilometri, ma in condizioni completamente diverse, il 26° I° di Col San Martino – vigneto storico dell’azienda – mostra il volto più pieno e cremoso della glera. Qui l’altitudine, pendenze estreme e suoli di conglomerato calcareo danno vita a un Extra Brut di maggiore volume, dove la maturità del frutto bilancia la verticalità.

Ancora più netta è l’impronta di Marna del Bacio, a San Pietro di Barbozza: due ettari scarsi, pendenze vertiginose e affioramenti di Biancone imprimono al vino una salinità marcata, quasi tattile, esaltata dalla scelta di un dosaggio praticamente nullo. Spostandosi verso est, a Refrontolo, Col del Forno intercetta un clima più caldo e colline più dolci. Il Brut che ne nasce è probabilmente il più immediato della batteria: vellutato, ampio, con un frutto più riconoscibile e una chiusura sapida che invita al sorso successivo.

A Soligo, invece, Mas de Fer sale fino ai 500 metri e affonda le radici in suoli sottilissimi di conglomerato. Qui la glera si fa sottile, delicata, quasi eterea, e trova nel dosaggio Extra Dry il punto di equilibrio ideale per restituire un profilo fragrante e disteso, giocato su una frutta nitida e su una beva armoniosa. Chiude il percorso Vigna Ochera, a Rolle, dove i suoli limosi e argillosi generano vini più nervosi, che richiedono un residuo maggiore per trovare equilibrio. Il Dry esprime così una ricchezza aromatica più ampia, con note di frutta matura e un accenno di pasticceria, sostenute da una freschezza che evita ogni deriva stucchevole.

LA GLERA OLTRE GLI STEREOTIPI

In questa sequenza di calici, la glera dimostra una versatilità spesso sottovalutata: stessa varietà, stesso metodo, ma risultati profondamente diversi. Ed è proprio in questa capacità di raccontare il territorio, senza forzature e senza mediazioni, che emerge il senso più profondo del progetto Andreola.

I nostri assaggi
Dirupo Brut 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 90% – BIANCHETTA 5% – PERERA 5%

Composizione suolo: Il vigneto da cui nasce Dirupo Brut si estende in diverse parcelle distribuite tra i 15 comuni della zona storica del Valdobbiadene, con altitudini che variano dai 200 ai 500 metri. I suoli sono estremamente diversificati: si alternano marne calcaree, arenarie e conglomerati rocciosi, ma sono presenti anche suoli profondi come quelli dei Feletti, ricchi di minerali e sostanze organiche.

Vinificazione: Le uve, raccolte manualmente da parcelle selezionate dell’area storica di Valdobbiadene, vengono sottoposte a pressatura soffice con estrazione esclusiva del mosto fiore. La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, così da preservare il profilo aromatico primario della glera e delle varietà complementari. Le basi vengono poi assemblate per ricercare equilibrio e continuità stilistica. Segue un affinamento della base in vasche di acciaio di almeno prima della presa di spuma, che avviene in autoclave secondo il metodo charmat. Permanenza sui lieviti di circa 30–40 giorni, seguita da un affinamento in bottiglia da uno a tre mesi almeno. 10 grammi per litro il residuo zuccherino.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Si presenta di un giallo paglierino dai riflessi verdognoli, luminoso e vibrante. Il perlage è estremamente fine e continuo, L’impatto olfattivo è ampio e progressivo: si apre su fiori bianchi freschi di biancospino e acacia, per poi evolvere verso note di mela verde croccante e pesca bianca, accompagnate a sensazione di agrumi delicati, tra cui limone e pompelmo rosa, a chiudere un sottofondo minerale e leggermente erbaceo. Con l’ossigenazione emergono sfumature più mature ma sempre misurate, che donano complessità senza appesantirne il profilo. Il sorso, armonico e scorrevole, è costruito sull’equilibrio tra morbidezza iniziale e tensione acido-sapida. La carbonica è finemente integrata e accompagna lo sviluppo gustativo senza mai sovrastarlo. La freschezza sostiene il centro bocca, mentre una sapidità ben definita allunga il sorso e ne scandisce la progressione. La chiusura è asciutta, pulita, con una persistenza che richiama le sensazioni agrumate e minerali percepite al naso, rendendo il vino estremamente bevibile ma tutt’altro che banale.

Aldaina al Mas Rive di Guia Extra Brut 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di Aldaina al Mas si trova nel comune di Valdobbiadene, nell’estremità orientale della sottozona di Guia, e si estende per circa sei ettari in una delle aree più fresche della denominazione. Si sviluppa lungo una piccola valle tra i 250 e i 350 metri di altitudine, con suoli profondi e fertili costituiti da vecchie marne calcaree nella parte bassa e arenarie nella sommità.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Nessun residuo zuccherino.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Il calice rivela un giallo paglierino luminoso, quasi cristallino, con un perlage sottile e regolare. Al naso sprigiona un bouquet intenso e complesso, in cui i fiori bianchi, acacia, glicine e piccoli fiori di campo, si fondono con note agrumate di limone, pompelmo e scorza d’arancia. Sfumature di mela verde e leggere note di pesca matura completano la trama aromatica, accompagnate da un filo minerale che ricorda le vecchie marne calcaree. Al palato è deciso ma elegante, la spuma cremosa avvolge il palato, la struttura sapida e verticale sostiene un finale lungo e vibrante. La freschezza e l’acidità equilibrata raccontano l’altitudine e le escursioni termiche della vigna, esaltando la precisione aromatica e la persistenza.

26° I° Rive di Col San Martino Extra Brut 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di 26° I° si trova nella località Col San Martino e si estende per circa quattro ettari, tra i 300 e i 500 metri di altitudine. I suoli sono costituiti da rocce conglomerate calcaree e marne calcaree profonde nelle valli trasversali, mentre nelle zone più elevate il terreno è più sottile e povero di sostanza organica. Le radici delle viti affondano direttamente nella roccia madre, esaltando le caratteristiche distintive di questo terroir.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Nessun residuo zuccherino.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Visivamente si distingue per una tonalità di giallo paglierino più intensa. Al naso si esprime con grande precisione, Il bouquet è ampio e stratificato. Pesca bianca, mela matura, fiori di campo e una sottile traccia minerale. In bocca il vino mostra un corpo più pieno e avvolgente rispetto ad altre Rive Extra Brut, con una struttura che coniuga volume e precisione. La freschezza è ben integrata, la sapidità emerge progressivamente e accompagna una chiusura lunga, elegante, di grande equilibrio complessivo. È un Valdobbiadene che racconta il carattere dei vigneti di Col San Martino: potenza e finezza in ogni sorso.

Marna del Bacio Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di Marna del Bacio si trova nel comune di San Pietro di Barbozza e si estende per circa due ettari tra i 300 e i 350 metri di altitudine. I suoli, affioranti in parte sulla roccia madre chiamata Biancone, sono composti da marne calcaree a tessitura fine con elevata presenza di scheletro, che assicurano un ottimo drenaggio. I pendii arrivano fino all’80%, rendendo la coltivazione estremamente ripida ed eroica.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Nessun residuo zuccherino.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Il profilo visivo è nitido e brillante. Il naso è sobrio e profondo, con richiami a fiori bianchi, erbe aromatiche e pietra bagnata. In bocca il vino colpisce per la sua impronta marcatamente salina, quasi tattile, che domina lo sviluppo del sorso. La struttura è asciutta, verticale, con una progressione costante e un finale lungo, secco, di grande personalità. È una delle interpretazioni più radicali della gamma di Andreola che con la sua sapidità persistente domina la scena e definisce il carattere del cru.

Col del Forno Rive di Refrontolo Brut 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di Col del Forno si sviluppa su circa quattro ettari a un’altitudine media di 250 metri, all’estremità orientale della sottozona Rive di Refrontolo. Il terreno è costituito da marne e conglomerati argillosi a tessitura prevalentemente argillosa, con sufficiente profondità per garantire un corretto approvvigionamento idrico. La conformazione ad anfiteatro naturale della collina conferisce al vigneto una particolare esposizione e protezione climatica.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Residuo zuccherino di 7 grammi per litro.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Al naso emergono note di frutta matura, pera, mela golden e agrumi, accompagnate da sfumature floreali e minerali che raccontano la complessa stratificazione del terreno argilloso e marneo. Il palato è rotondo e vellutato, con una sensazione di pienezza che rende il sorso immediato e appagante. La freschezza sostiene la bevibilità, mentre una chiusura sapida riequilibra l’insieme, lasciando una sensazione pulita e armoniosa.

Mas de Fer Rive di Soligo Extra Dry 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di Mas de Fer si estende per circa cinque ettari sui rilievi di Col de Fer e San Gallo, tra i 300 e i 500 metri di altitudine. I suoli sono costituiti da un’alternanza continua di ghiaie e conglomerati compatti, privi di marne, con pendenze marcate e esposizione a sud-est. Questo corpo unico di vigna si colloca nella porzione meridionale della denominazione, in una posizione che favorisce elevata insolazione e condizioni climatiche estreme.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Residuo zuccherino di 14 grammi per litro.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Mas de Fer si presenta nel calice con un giallo paglia luminoso e riflessi verde chiaro; le bollicine sottilissime formano una spuma sontuosa e persistente. Al naso esplodono sentori di fiori bianchi, macedonia di frutta matura, agrumi, mela verde, accompagnati da spezie delicate. La complessità aromatica è amplificata dal terroir di conglomerati calcarei, che dona tensione e verticalità, e dall’elevata escursione termica che intensifica la presenza dei precursori aromatici. Al palato il vino è elegante, complesso e armonico: il residuo zuccherino accompagna la verticalità del sorso, con una piacevole freschezza e una sapidità equilibrata che guidano verso un finale asciutto e persistente. La sensazione di finezza ed esilità conferita dal suolo, unita alla morbidezza dello zucchero residuo, lo rende un Extra Dry di grande fascino e carattere.

Vigna Ochera Rive di Rolle Dry 2024 Conegliano Valdobbiadene Docg

Uvaggio: GLERA 100%

Composizione suolo: Il vigneto di Vigna Ochera si trova nella sottozona Rive di Rolle, tra i 250 e i 450 metri di altitudine. I terreni sono profondi e privi di scheletro, costituiti da marne e argilliti a tessitura fine. Lo strato superficiale è ricco di sostanza organica e limo sabbioso, mentre in profondità si alternano argilla sabbiosa e sabbia fine limosa, ricca di minerali.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, la pressatura è estremamente delicata per preservare acidità e finezza aromatica. La fermentazione avviene in acciaio inox a basse temperature. L’affinamento del vino base prosegue in acciaio per circa 6 mesi. La presa di spuma, anch’essa in acciaio, è condotta con tempi più lunghi rispetto alla media, per favorire una maggiore integrazione del perlage e una tessitura gustativa più fine. L’affinamento prosegue in bottiglia per almeno tre mesi. Residuo zuccherino di 24 grammi per litro.

Data Degustazione: 20/10/2025

Degustazione: Si mostra con un giallo chiaro luminoso dai riflessi verdognoli e un perlage elegante, finissimo e persistente. Al naso il bouquet è ampio e articolato: zagara, glicine, mela e pesca, spezia dolce, agrumi canditi e lievi richiami di pasticceria e marzapane, che si intrecciano con delicate note minerali. In bocca il vino è ricco e avvolgente, con una dolcezza ben calibrata che non risulta mai eccessiva. La freschezza e la sapidità finale mantengono il sorso dinamico e armonioso, con una chiusura elegante e persistente.

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