VinoNews24 – Domaine Alexandre Bonnet e La Forêt: il racconto di un terroir di confine
Articolo pubblicato a dicembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/3353yvn3)
A Les Riceys, nel comune più meridionale della Champagne al confine con la Borgogna, Alexandre Bonnet celebra la sua identità di frontiera attraverso la vigna storica La Forêt, declinata in una trilogia che racchiude storia, tecnica e purezza del pinot noir.
All’estremo sud della Champagne si trova Les Riceys, borgo medievale sospeso tra due mondi: Champagne e Borgogna. Qui, a pochi chilometri dai grandi cru borgognoni, il terroir assume una doppia identità. Le colline scoscese e il calcare kimmeridgiano richiamano i pendii di Chablis, mentre la tradizione locale resta legata alla denominazione Champagne. In questo contesto si inserisce Domaine Alexandre Bonnet, fondato nel 1934 da Lucien Noble e oggi tra i protagonisti più rappresentativi della Côte des Bar. Una realtà che non solo accoglie questa duplice eredità, ma la traduce nel calice. La parcella La Forêt, quattro ettari su declivi eroici, è il cuore di questa visione e da qui nascono alcune delle etichette simbolo del domaine.
LE RADICI STORICHE
La storia di Les Riceys si perde nei secoli. Originariamente conteso tra Borgogna e Champagne, tra ducati e signorie, il territorio ha attraversato numerosi mutamenti politici e culturali. Borgognone dall’830, nel XIII secolo passò alla Champagne per poi tornare, con il Trattato di Troyes del 1420, sotto influenza borgognona. Dopo la Guerra dei Cent’anni rientrò definitivamente nel Regno di Francia, ma la sua identità rimase sempre segnata da questa duplice appartenenza. Non a caso, nelle case più antiche sopravvivono ancora porte che guardano in direzioni opposte: una rivolta verso la Champagne, l’altra verso la Borgogna.
Fu solo nel 1927 che Les Riceys fu definitivamente incorporato nella denominazione Champagne. Prima, e persino dopo, da queste colline nascevano vini fermi rossi e rosati, in continuità con le tradizioni borgognone. Documenti del 1500 attestano l’esistenza di un rosé ottenuto per macerazione, testimonianza di un sapere enologico antico, radicato nel territorio ben prima delle logiche moderne della denominazione Champagne. Inoltre, Les Riceys è l’unico villaggio tra i 319 della Champagne a poter rivendicare tutte e tre le Appellation d’Origine Contrôlée del territorio: Champagne, Coteaux Champenois e Rosé des Riceys.

LA FORÊT, LA COLLINA DEI MONACI
Dal 2019, sotto la guida di Arnaud Fabre, la maison ha scelto una strategia chiara: valorizzare il pinot noir e il singolo terroir attraverso una conoscenza capillare delle parcelle. Les Riceys è un mosaico complesso di colline, esposizioni variabili e microclimi che determinano differenze nette in maturazioni e profili aromatici. Il domaine gestisce una trentina di parcelle e ne vinifica separatamente venticinque, per isolare l’espressione di ogni contrée (contrada) e affermare un’identità parcellare precisa.
Tra tutte, una spicca per costanza qualitativa: La Forêt. Il nome è antico e ricorda che in passato la zona era boschiva. La collina fu infatti la prima a essere disboscata e coltivata dai monaci benedettini dell’Abbazia di Molesme, che più di mille anni fa ne intuirono la vocazione viticola. La pendenza è estrema, fino a 45 gradi, e richiede una gestione interamente manuale. L’esposizione piena a sud assicura maturazioni ottimali, mentre le marne e il calcare leggermente ferruginoso donano struttura e una nitida impronta minerale. L’attuale vigna fu impiantata nel 1973 con una selezione massale di pinot noir. Da questo vigneto ultracinquantenne nascono tre referenze emblematiche, e ognuna racconta una sfaccettature della medesima terra: La Forêt Rosé des Riceys 2021, omaggio alla tradizione dei rosati fermi del borgo; Les Contrées Rosé de Macération 2019, champagne rosato ottenuto da macerazione del pinot noir; La Forêt Blanc de Noirs 2020, champagne da pinot noir in purezza, interpretazione più radicale della parcella.

LA TRILOGIA DI LA FORÊT
La trilogia rappresenta una lettura verticale del terroir: dal vino fermo allo spumante, seguendo un’impostazione quasi borgognona. Rosé des Riceys 2021 recupera un’epoca precedente all’effervescenza obbligatoria della Champagne. La fermentazione a grappolo intero con breve macerazione dona struttura da rosso leggero, sostenuta da acidità vibrante e freschezza aromatica. È il legame tra la Champagne amministrativa e l’anima borgognona del territorio. Les Contrées Rosé de Macération 2019 è il trait d’union contemporaneo. Diversamente dalla maggior parte degli champagne rosé prodotti per assemblaggio, qui si opta per la macerazione (saignée), forte dell’esperienza del Domaine nei vini fermi. L’estrazione controllata di colore e struttura – skincontact più breve – offre uno champagne dal profilo vinoso e strutturato, ma misurato: elegante, setoso e verticale. Infine, La Forêt Blanc de Noirs 2020 segna un nuovo capitolo. Vinificato senza solfiti aggiunti e senza dosaggio (brut nature), mira alla purezza assoluta della parcella. La maturità delle uve sul ripido versante sud si traduce in volume e rotondità, mentre la salinità e la precisione minerale sono la firma del calcare kimmeridgiano di Les Riceys.

CHAMPAGNE SAUVAGE DELLA CÔTE DES BAR
Questi vini raccontano una storia antica e singolare: l’evoluzione di Les Riceys, la possibilità di esprimere tre denominazioni complementari e l’approccio parcellare del Domaine Alexandre Bonnet. Il filo conduttore è una dorsale salina che si fonde con la struttura del pinot noir, in un’interpretazione che mette in luce la complessità, l’identità profonda e la natura più “selvaggia” della Côte des Bar.
I nostri assaggi
La Forêt Blanc de Noirs 2020 Champagne Aoc
Uvaggio: PINOT NERO 100%
Bottiglie Prodotte: 1.312 oltre a 50 magnum e 20 jeroboam
Composizione suolo: suoli di calcari e marne del Giurassico Kimmeridgiano, leggermente ferrosi.
Vinificazione: l’annata 2020 è iniziata con un inverno piovoso, seguito da una primavera secca e una crescita vigorosa delle viti. La vendemmia precoce, il 21 agosto, ha garantito uve sane e perfettamente equilibrate. La vinificazione avviene senza aggiunta di solfiti, con pressatura lenta, decantazione statica e fermentazioni in barrique di secondo passaggio. L’affinamento di 39 mesi sui lieviti e la sboccatura senza dosaggio esaltano concentrazione, mineralità e purezza.
Data Degustazione: 21/10/2025
Degustazione: il colore è un rosa pesca intenso arricchito di screziature leggermente buccia di cipolla che anticipa un naso complesso e preciso. Si apre su note di frutti rossi freschi e maturi (fragola, lampone) che virano verso frutti gialli e agrumi canditi. L’evoluzione svela sentori di pasticceria, marzapane, nocciole tostate e una speziatura fine, arricchita da note floreali di caprifoglio. In bocca è ricco, energetico, con una texture cremosa, finale salino e persistenza notevole. L’attacco è potente, sferico e denso, dalla texture cremosa e avvolgente. La potenza alcolica naturale è perfettamente integrata. Nonostante l’imponenza, il vino non è mai pesante: la salinità calcarea del Kimmeridgiano agisce come un elemento di verticalità, donando una sapidità profonda e un finale lunghissimo e vibrante. Un vino di grande energia, potenza senza durezza.

Les Contrées Rosé de Macération 2019 Champagne Aoc
Uvaggio: PINOT NERO 100%
Bottiglie Prodotte: 8.004 oltre a 108 magnum
Composizione suolo: suoli di calcari e marne del Giurassico Kimmeridgiano, leggermente ferrosi.
Vinificazione: l’annata 2019 è stata calda, caratterizzata da periodi di forte calura, ma con uve sane e perfettamente mature. La vendemmia anticipata all’8 settembre al mattino ha permesso di preservare freschezza e acidità, catturando la massima eleganza delle bacche. Le uve, raccolte al mattino per preservare freschezza e acidità, vengono diraspate e sottoposte a macerazione per circa 24-36 ore, in base all’annata, per ottenere colore e struttura senza eccessiva tannicità. Parte del mosto, il vino da goccia, fermenta in vasca mentre la restante frazione viene affinata in barrique di secondo passaggio. L’assemblaggio finale precede un affinamento di 42 mesi sui lieviti, con sboccatura e basso dosaggio per garantire purezza e finezza.
Data Degustazione: 21/10/2025
Degustazione: il colore tende ad un rosso rubino molto luminoso. Nonostante la macerazione breve, l’estrazione cromatica è notevole grazie alla maturità delle bucce. Olfazione ricca e matura, dove dominano i frutti rossi polposi e le bacche selvatiche, intrecciati a sentori floreali di violetta che si sviluppano in modo elegante. Al palato è pieno e vellutato. La struttura è importante, ma la bollicina fine e la freschezza calcarea lo rendono vibrante. Non ci sono tannini percepibili, ma una “spina dorsale” sapida che allunga su un finale molto persistente che invita a ulteriori sorsi. È un vino già apprezzabile oggi, ma che può evolvere nei prossimi anni, rivelando un’armonia sottile tra potenza e finezza.

La Forêt 2021 Rosé des Riceys Aoc
Uvaggio: PINOT NERO 100%
Bottiglie Prodotte: 5.377
Composizione suolo: suoli di calcari e marne del Giurassico Kimmeridgiano, leggermente ferrosi.
Vinificazione: l’annata 2021 ha avuto un andamento climatico complesso: un inverno umido e una primavera fredda hanno portato a un gel precoce, con i germogli che hanno subito danni localizzati, seguiti da un’estate instabile e temporalesca. Nonostante ciò, la vendemmia iniziata il 13 settembre ha raccolto grappoli integri e concentrati. La vinificazione prevede una macerazione semi-carbonica di circa tre giorni, con un quinto della massa pigiata a piedi per estrarre delicatamente colore e aromi. La fermentazione alcolica avviene per l’80% in vasche inox e per il 20% in pièces di secondo passaggio, seguita da fermentazione malolattica naturale, con basso uso di solfiti. L’affinamento, per dieci mesi tra vasca e legno e due anni in bottiglia.
Data Degustazione: 21/10/2025
Degustazione: si presenta limpido, con un rosso carminio punteggiato di riflessi rubino. Naso di grande delicatezza e precisione. Si apre con un bouquet floreale (peonia, violetta) seguito immediatamente da un’esplosione di piccoli frutti rossi croccanti (lampone, ribes rosso, fragolina di bosco). Con l’aerazione, il profilo olfattivo si arricchisce di note speziate fini e un tocco di agrumi canditi che dona complessità. Al palato è un vino “paradosso”: ha l’attacco morbido e il volume di un rosso leggero, sostenuto dalla maturità del pendio a sud, ma è privo di tannini aggressivi. La beva è dominata da una freschezza verticale e salina, che equilibra perfettamente la potenza alcolica e la struttura. Finale acidulo, vivace e molto persistente.

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