VinoNews24 – JAC, il cabernet franc che parla del Chianti Classico
Articolo pubblicato a novembre 2024 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mwyw2j9u)
Dalla storia della famiglia Di Battista nasce JAC, il nuovo cabernet franc di Querceto di Castellina che esprime l’identità e la forza di un territorio unico come quello del Chianti Classico.
Querceto di Castellina, nel cuore delle colline del Chianti Classico, è una realtà vitivinicola che racconta la storia di una famiglia e la forza di un territorio. Dal 1945, la famiglia Di Battista ha trasformato questa tenuta da rifugio familiare a una cantina biologica d’eccellenza, dove il rispetto per il paesaggio si riflette in ogni bottiglia.
Guido Masini scelse Castellina in Chianti per la sua natura incontaminata e l’atmosfera unica. Negli anni ‘70 le vigne furono date in affitto, ma nel 1988, Laura, figlia di Guido, e suo marito, l’architetto Giorgio Di Battista, diedero una nuova vita alla tenuta restaurando il borgo quattrocentesco e aprendo le porte all’ospitalità agrituristica. Alla fine degli anni ’90 con l’arrivo di Jacopo Di Battista, il figlio maggiore di Laura, Querceto ha intrapreso una rivoluzione, dall’agricoltura biologica alla creazione di vini che incarnano la vera essenza del Chianti Classico.

VIGNETI REIMPIANTATI, SANGIOVESE E INTERNAZIONALI
Sostenibilità e rispetto del territorio sono i pilastri di Querceto di Castellina. Situata su terreni eterogenei tra Castellina e Radda, nel cuore della denominazione del Chianti Classico, l’azienda abbraccia 50 ettari, di cui 11 vitati, circondati da boschi di cipressi, querce, e lecci, mentre sono circa tre gli ettari dedicati all’uliveto. I vigneti, tutti re-impiantati dopo l’arrivo di Jacopo e fino al 2008, si trovano a un’altitudine compresa tra 420 e 510 metri, con esposizioni che vanno da sud-ovest a nord-ovest. Condizioni ottimali che garantiscono una maturazione ottimale delle uve. Il sangiovese è il protagonista, affiancato da merlot, cabernet franc e piccole quantità (solo 2.000 piante) di viognier e roussanne. I suoli variano dall’argilla ad un misto di sabbia e limo, passando per galestro e albarese a medio scheletro.
La line up da 60mila bottiglie annue, che per l’80% prende la via dei mercati internazionali, include un bianco da viognier e roussanne, un rosato da sangiovese, un chianti classico solo da sangiovese in purezza, una gran selezione e tre supertuscan: da merlot, da sangiovese o assemblati insieme. A completare la gamma di etichette, che rappresenta pienamente la varietà e la complessità dei vitigni e del terroir toscano, è l’ultimo nato da cabernet franc in purezza.

JAC, LA NUOVA VIA DEL CABERNET FRANC NEL CHIANTI
La volontà di esplorare nuove vie enologiche nel Chianti Classico, uscendo dal mood sangiovese, e la passione di Jacopo Di Battista per il cabernet franc, una varietà che lo ha affascinato fin dall’inizio della sua carriera, ha portato alla nascita di JAC, il nuovo arrivato di casa Querceto.
Un progetto ambizioso quello di Jacopo, quasi 20 anni di attesa da quando, durante un viaggio da piccolo produttore chiantigiano in visita ai mostri sacri di Bordeaux, rimase estasiato da uno Cheval Blanc 1996 con il 56% del blend a cabernet franc. Sebbene fosse un vitigno molto sottovalutato nella terra del Gallo Nero, Jacopo nel 2008 fa un primo e timido tentativo per introdurlo in azienda, ma le condizioni climatiche lo fanno desistere, scegliendo di piantare proprio quel viognier e roussanne da cui nacque l’unico bianco della casa, il Livia. Lo stesso cambiamento climatico lo ha convinto a riprovarci nuovamente nel 2019, ed è così che su un vecchio vigneto allevato ad alicante bouschet – un errore di gioventù, come definito dallo stesso Jacopo – ha reinnestato 3.000 piante di cabernet franc tra i 460 e i 510 metri di altitudine, questa volta su dei terreni di galestro.
Il risultato è un cabernet franc d’altura, che si inerpica agile su dei tornanti di montagna, che ritrova un’espressione unica e raffinata caratterizzata da freschezza e struttura, difficilmente comparabile con altri territori d’elezione del nero di Francia. JAC non è solo un omaggio al suo creatore – il diminutivo di Jacopo – ma anche alla sua passione per le automobili sportive, simbolicamente rappresentata in etichetta tramite un motore V8 stilizzato.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Livia Igt Toscana Bianco 2022 (in Magnum)
Blend di viognier e roussanne in parti uguali, affina 10 mesi per il 70% in tonneau ed il restante in acciaio. Un bianco che esprime una perfetta sinfonia tra freschezza e rotondità. Le uve provengono dal vigneto Livia, una particella di solo 2.000 metri quadri. Il naso regala fiori bianchi, frutta esotica matura e una nota di mandorla nel finale. Al palato è fresco, rotondo, con una piacevole acidità e un finale persistente.

L’Aura Chianti Classico Docg 2022
Un sangiovese in purezza vinificato in cemento e tonneau neutri per esaltarne freschezza e eleganza varietale. Fresco, schietto, piacevole, a tratti scolastico nella sua accezione positiva, dai sentori di ciliegia, violetta e sfumature erbacee. Il palato è vivace e minerale, con tannini giovani ma ben integrati, una buona sapidità allunga sorso e persistenza.

Sei Chianti Classico Docg Gran Selezione 2021
Un cru di due selezioni clonali di sangiovese del vigneto Belvedere affinato 18 mesi in botti di rovere francese da 500 e 700 litri, ed un anno in bottiglia. Un naso iodato esprime aromi complessi di frutti rossi e neri maturi, spezie dolci e note balsamiche. La struttura è potente ma equilibrata, sostenuta da tannini acidi ed eleganti.

Podalirio Igt Toscana Merlot 2021
Un merlot più di territorio che varietale, che deve il suo nome ad una farfalla che si vede frequentemente durante l’estate. Affinato 18 mesi in barrique di cui il 25% nuove e 12 mesi in bottiglia. Profondo, verticale, con la spinta acida che ben bilancia la sua morbidezza, rendendo la beva molto piacevole. Il sorso teso e il tannino vivace donano alla struttura quel senso di leggerezza, rendendo questo merlot un vino molto contemporaneo.

Venti Igt Toscana 2021
Un rosso dalla personalità forte e dal profilo strutturato, dove sangiovese e merlot si uniscono in un blend che racconta il terroir attraverso un’eleganza intensa. Venti come il ventesimo anniversario di Querceto di Castellina, come i venti che soffiano costanti sui loro vigneti e come i mesi di affinamento in legno: il sangiovese in tonneau ed il merlot in barrique. Allevati entrambi nella vigna più alta di Querceto, a 510 metri d’altitudine, una quota che permette di mantenere il giusto equilibrio tra potenza e finezza, facendo emergere quei sentori di frutti di bosco – more, mirtilli, marasche – erbe aromatiche e un seducente tocco speziato di cannella e chiodi di garofano. Un tannino ancora un po’ aggressivo, al palato richiama delle note più vegetali.

JAC Igt Toscana 2021
Solo 1.100 bottiglie prodotte di questo prima annata di cabernet franc che affina 20 mesi in barrique di rovere francese, 25% nuove. Esiste anche una versione 0 di prova, imbottigliata con l’annata 2020 in solo 350 esemplari. Caratterizzato da un’acidità vivace e da una struttura bilanciata, che rappresentano la firma stilistica di Querceto. Nel calice un po’ timido e nascosto, con il passar del tempo si apre su dei piccoli frutti rossi croccanti e un floreale che rimanda alla violetta. Un timbro di macchia mediterranea lo contraddistingue insieme ad un tocco di grafite. Il sorso è elegante e di gran slancio, seppur giovane un tannino docile e fresco lo nobilita. La sua decisa salinità rende la beve molto piacevole.

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