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VinoNews24 – Abelé 1757, savoir-faire e modernità dello chef de caves Étienne Éteneau

Articolo pubblicato a dicembre 2024 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/yeceff69)

La maison Abelé 1757 in Reims si racconta attraverso il tempo e il talento del suo chef de caves. Con il Blanc de Blancs Extra-Brut, un nuovo capitolo celebra la purezza e l’eleganza della Champagne.

Fondata nel 1757, Abelé 1757 rappresenta un autentico pilastro nella storia della Champagne. Come quinta maison più antica del territorio, si distingue per il suo approccio artigianale e la capacità di esprimere, attraverso i suoi vini, l’essenza profonda del terroir di Reims, città simbolo della tradizione champagnistica. Con oltre 250 anni di storia alle spalle, la maison ha attraversato molte trasformazioni, cambiando più volte nome. La vera svolta è arrivata nel 2019, un anno che segna una rinascita: la storica Henri Abelé è stata acquisita dal Centre Vinicole Champagne – Nicolas Feuillatte (oggi parte di Terroirs & Vignerons de Champagne). In questa occasione, ha assunto il nome attuale, un chiaro segnale al mercato di un nuovo capitolo, guidato da Marie Gicquel, direttrice generale, e Étienne Éteneau, chef de caves.

Marie Gicquel, direttrice generale, e Étienne Éteneau, chef de caves di Abelé 1757
LE RADICI STORICHE DI ABELÉ 1757, UN TESORO SOTTO REIMS

Dal 1880, la sede storica della maison Abelé 1757 si trova al 50 di rue de Sillery a Reims, dove due chilometri di antiche cave di gesso si snodano a 25 metri di profondità. Questi straordinari sotterranei rappresentano un patrimonio unico, un ambiente ideale per la conservazione e la maturazione delle bottiglie più pregiate. Al loro interno, l’oscurità, la temperatura costante e l’umidità perfetta si fondono con un savoir-faire tramandato nei secoli, dando vita a champagne che riflettono l’identità della maison. Qui, l’attenzione meticolosa ai dettagli e il rispetto per il ritmo naturale del tempo guidano ogni fase della produzione, dove artigianalità e precisione tecnica si incontrano in perfetto equilibrio.

Nonostante sia oggi parte di un grande gruppo cooperativo che valorizza la sinergia tra vigneron, Abelé 1757 mantiene intatta la sua indipendenza nel ruolo di négociant. Questa autonomia si traduce nella possibilità di selezionare ogni anno i vigneti dal più alto potenziale, collaborando con viticoltori legati da rapporti consolidati. È una vera e propria collezione, composta da ben 23 terroirs attentamente scelti, che consente alla maison di cogliere le sfumature più autentiche di ciascun assemblaggio. Una cura così rigorosa da rendere ogni champagne un’espressione unica della filosofia Abelé 1757.

ÉTIENNE ÉTENEAU E LO STILE ABELÉ 1757, IL TRIONFO DELLO CHARDONNAY

Se si dovesse identificare firma distintiva dello stile Abelé 1757, la risposta sarebbe chiara: lo chardonnay. Questo vitigno, emblema di eleganza e raffinatezza, è il cuore pulsante della maison. Tuttavia, il salto di qualità compiuto negli ultimi anni non sarebbe stato possibile senza l’approccio visionario di Étienne Éteneau, uno chef de caves che ha portato una sensibilità moderna e un’attenzione quasi maniacale ai dettagli.

Nato e cresciuto in Occitania, Éteneau ha sviluppato una profonda connessione con il mondo del vino fin da giovane. Dopo studi in agronomia, si è specializzato nell’analisi dei complessi terroir della Champagne, collaborando con il Comitato Tecnico e Ambientale della regione e successivamente con Vranken-Pommery. Le sue esperienze internazionali in Australia e California gli hanno permesso di affinare un approccio rigoroso e innovativo, che combina precisione tecnica e visione artistica. Per Éteneau, ogni champagne è un’opera d’arte, in cui il tempo diventa un ingrediente fondamentale.

Il suo ruolo di “guardiano del tempo” non si limita alla creazione di champagne eccezionali, ma include anche la valorizzazione di tecniche antiche che definiscono l’identità della maison. Tra queste, spicca il poignettage, una pratica rara e complessa che incarna la maestria artigianale di Abelé 1757. Questo processo consiste nel ruotare e scuotere manualmente le bottiglie durante la presa di spuma, riportando i lieviti in sospensione e favorendo uno scambio continuo con le mannoproteine. Ripetuta dodici volte ogni tre mesi, questa tecnica dona agli champagne struttura, complessità aromatica e bollicine di eccezionale finezza.

Sotto la sua guida, la maison ha inoltre aumentato le percentuali di vini di riserva negli assemblaggi, amplificando profondità e ricchezza nei vini. Per lo chardonnay, Éteneau seleziona meticolosamente i migliori terroir, tra cui la Côte des Blancs, il Sézannais e il Vitryat; per il pinot nero predilige le zone della Montagne de Reims, con particolare attenzione a Verzy e Verzenay, e i vigneti della Côte des Bar, come Riceys. Infine, per il meunier, la scelta ricade su appezzamenti eccellenti nella Vallée de la Marne. La sua ricerca incessante dell’eccellenza non si limita a una questione di terroir o tecniche, ma si riflette in una filosofia più ampia: il rispetto per il tempo, la natura e la tradizione, sempre con uno sguardo rivolto al futuro.

LA COLLEZIONE SANS ANNÉE, IL CUORE DELL’ECCELLENZA

Fulcro della produzione Abelé 1757, la collezione sans année racchiude tre interessanti interpretazioni dello champagne. Il Brut, perfetto equilibrio tra freschezza e complessità, vede lo chardonnay al centro, donando finezza, mentre pinot nero e meunier aggiungono rispettivamente struttura e rotondità. Il Rosé, seducente e avvolgente, si distingue per le sue delicate note di frutti rossi intrecciate a una vibrante mineralità. Infine, il Blanc de Blancs, vero fiore all’occhiello di questa linea, celebra la purezza dello chardonnay con un’espressione fresca e raffinata, arricchita da eleganti aromi floreali e un’ottima persistenza al palato.

LE SOURIRE DE REIMS, IL SIMBOLO DELLA MAISON E DI UNA RINASCITA

Tra i tesori della maison, spicca Le Sourire de Reims, champagne che racchiude un pezzo fondamentale della storia della città di Reims. Nato con l’obiettivo di contribuire alla ricostruzione della cattedrale, devastata dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, questa cuvée porta il nome dell’angelo dal sorriso scolpito sulla facciata della cattedrale, simbolo di speranza e rinascita.

Nella versione Le Sourire de Reims Brut Millésimé 2013, composta per il 60% da chardonnay della Côte des Blancs (tra cui Cramant e Bergères-lès-Vertus) e per il 40% da pinot nero della parte settentrionale della Montagne de Reims, emerge tutta la complessità di una vendemmia segnata da contrasti climatici. Dopo 10 anni sui lieviti, al palato si rivela con note di brioche al burro, pane tostato, zenzero candito e un tocco di pepe. La freschezza vibrante e la tensione agrumata si intrecciano a una mineralità gessosa, tipica della Champagne. Un vino che incarna tanto la tradizione quanto il carattere distintivo della maison.

UN NUOVO CAPITOLO, IL BLANC DE BLANCS EXTRA BRUT 2019

Con il Blanc de Blancs Extra Brut 2019, Abelé 1757 aggiunge un capitolo importante alla sua storia. Questa cuvée, un’ode allo chardonnay, è una delle novità più ambiziose della maison, si distingue per la sua raffinatezza e il suo carattere vibrante. Distribuita solo in Francia e in Italia, conferma il forte legame con il mercato italiano, considerato strategico.

Frutto di una vendemmia eccezionale, quella del 2019, e arricchito da vini di riserva (20%) provenienti da terroir distintivi come il Sézannais e il Vitryat, questo champagne combina finezza minerale e note fruttate. Le uve provengono soprattutto dalla Côte des Blancs, dalle Coteaux sud d’Épernay e dalla Montagne de Reims, esaltando la complessità dello chardonnay. L’intero processo produttivo, dalla vinificazione a bassa temperatura al poignettage, conferisce al vino una texture cremosa e una straordinaria profondità aromatica. Il dosaggio ridotto (3 grammi per litro) contribuisce a sottolineare la freschezza e la precisione della cuvée. Al calice si presenta con un luminoso color dorato e riflessi argentati. Il naso rivela un bouquet ricco ed elegante, in cui vaniglia, pan brioche e mandorle si intrecciano con sentori di pera, anice stellato e fiori bianchi. Sul palato, la struttura cremosa accoglie note di albicocca, melograno e ribes, culminando in un finale lungo e tonificante, caratterizzato da una incisiva mineralità. Edizione limitata in soli 1.757 esemplari.

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