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VinoNews24 – Tenuta J. Hofstätter, le sfide di Martin Foradori

Articolo pubblicato a dicembre 2024 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/5ab7cvft)

Nuovi vini da singolo vigneto, le UGA, l’apertura al mondo dei vini dealcolati e una quinta generazione pronta a raccogliere il testimone di una storia lunga più di un secolo.

Martin Foradori è una figura chiave del panorama vitivinicolo altoatesino, un’avanguardista del settore e non solo. Alla guida della storica Tenuta J. Hofstätter di Tramin-Termeno ha saputo valorizzare al meglio i terroir locali: dai vini da singolo vigneto (“Vigna”), passando per la zonazione, fino alla sfida dei vini dealcolati.

LA VISIONE DELLE “VIGNA”: VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

Fondata nel 1907, la Tenuta J. Hofstätter si distingue per il suo approccio rigoroso e la capacità di abbinare la tradizione altoatesina con una visione moderna e lungimirante. I vigneti, che si estendono su entrambe le sponde della Valle dell’Adige, beneficiano di un eccezionale mosaico di microclimi e suoli, dando vita a vini che esprimono grande profondità e carattere.

Tra i gioielli della tenuta spiccano i vigneti di Mazon, punto di riferimento per il pinot nero, e Söll, territorio d’elezione del gewürztraminer. L’attenzione al dettaglio e la filosofia di vinificare separatamente le uve provenienti dai singoli appezzamenti è stata introdotta già negli anni Ottanta da Paolo Foradori, padre di Martino. Nel 1987, Paolo fu il primo in Alto Adige a vinificare separatamente due particelle della Tenuta Barthenau, dedicate a pinot nero e pinot bianco, denominando i vini con il nome catastale della parcella. Nascevano così i celebri Barthenau Vigna S. Urbano Pinot Nero e Barthenau Vigna S. Michele Pinot Bianco, vini che hanno aperto la strada al concetto di terroir nella regione.

la Vigna S. Urbano della Tenuta Barthenau a Mazon
L’INTRODUZIONE DELLE UGA IN ALTO ADIGE

Martin Foradori ha ereditato questa visione, non solo dal padre Paolo, ma anche da suo nonno Konrad Oberhofer che dava ai vini il nome del luogo d’origine, ovvero il nome del maso in cui maturavano le uve. Un percorso quindi che in casa J. Hofstätter, tracciato dalle generazioni precedenti, è continuato con Martin che sta provando anche a spingerlo un po’ più in là.

Fino ad oggi l’unica precisa classificazione, ed anche la più restrittiva, di vini in Alto Adige che garantisce l’origine del vino collegato ad una specifica particella è quella “Vigna”, ma Martin Foradori, anche in veste di vicepresidente del Consorzio Vini Alto Adige, è stato uno dei principali promotori delle attività di zonazione. Il risultato è l’introduzione da quest’anno anche in Alto Adige delle UGA (unità geografica aggiuntiva), un sistema approvato dal Ministero dell’Agricoltura (MASAF) che certifica la provenienza dei vini da aree specifiche, garantendo trasparenza e qualità ai consumatori. Ad oggi, sono state riconosciute 86 UGA, ognuna con caratteristiche precise: vengono stabiliti i vitigni più adatti a ciascuna area e imposte rese ridotte del 25%, a garanzia di una qualità superiore. Ad esempio, per la menzione UGA di Mazon, si deve utilizzare esclusivamente pinot nero, mentre a Söll il gewürztraminer domina la scena. “L’obiettivo delle UGA è portare nel bicchiere l’identità del territorio – spiega Martin Foradori – Non deve essere solo un concetto di marketing, ma qualcosa di concreto e riconoscibile. Personalmente, credo che ogni UGA dovrebbe legarsi ad un’unica varietà, e non fino ad un massimo di cinque, per esprimere con chiarezza l’essenza del luogo”.

Martin Foradori
DUE NUOVI “SINGLE-VINEYARD WINES” DA PINOT NERO E GEWÜRZTRAMINER

La cantina Hofstätter ha recentemente presentato due nuove etichette da singolo vigneto, che dalla vendemmia 2024 potranno vantare anche la classificazione UGA.

Il Barthenau Vigna Herbsthöfl Pinot Nero 2022 AA DOC proviene dalle vigne più alte della Tenuta Barthenau, situate tra i 430 e i 460 metri di altitudine. La parcella di Herbsthöfl è frutto di una selezione massale di viti derivante dalla storica Vigna Roccolo, il più antico vigneto di pinot nero dell’Alto Adige, allevato a pergola e piantato nel 1942. Le condizioni climatiche uniche, con forti escursioni termiche e un microclima fresco, ed i terreni argillosi con ghiaia calcarea, donano al vino una straordinaria finezza, profondità aromatica, freschezza, tensione minerale e longevità. L’uva viene interamente diraspata per la fermentazione in vasca di cemento. Una giornata di macerazione a freddo è sufficiente ad affinarne il bouquet. Segue la fermentazione per circa 10 giorni con le bucce in continuo contatto con il mosto. Il vino affina per 24 mesi in legno: prima in piccole barrique di rovere francese, poi in grandi botti. Un vino che conferma Mazon come la culla del pinot nero italiano.

Il Vigna Castel Rechtenthal Gewürztraminer 2022 AA DOC nasce nell’omonimo vigneto sulle ripide pendici che circondano il Castello di Rechtenthal, a Söll ai piedi del Monte Roen Le condizioni estreme del vigneto, con pendenze fino al 60% e suoli calcarei ricchi di sedimenti marini, conferiscono al vino una freschezza e una leggerezza inedite, arricchite da note agrumate e una piacevole versatilità. Una nuova interpretazione del vitigno simbolo di Tramin che esprime una modernità stilistica unica. La vinificazione in grandi botti di legno e l’affinamento di 24 mesi sui lieviti esaltano ulteriormente l’eleganza e la complessità di questo gewürztraminer dall’ineccepibile beva, che si pone come un punto di riferimento per il futuro del vitigno.

“Un grande vino racconta il proprio luogo d’origine – afferma Martin Foradori – Deve saper esprimere, vendemmia dopo vendemmia, un filo conduttore che lo lega al vigneto. Se poi quel vigneto diventa un luogo di riferimento per gli appassionati, allora sì, possiamo parlare di un vino davvero unico.”

LA SFIDA DEI VINI DEALCOLATI E IL FUTURO DELLA TENUTA

Martin Foradori ha abbracciato con entusiasmo la sfida del vino senza alcol, un segmento in forte crescita che rappresenta una risposta alle mutate esigenze del mercato. La linea Steinbock Zero, prodotta con uve riesling della tenuta Dr. Fischer in Saar-Mosella, è composta da un fermo e uno spumante, con un terzo prodotto, uno spumante da riesling kabinett, in arrivo nel 2025. “Ognuno può pensarla come vuole, ma i consumi stanno cambiando. Germania, Francia e Spagna ci hanno già superato in questo segmento, non possiamo permetterci di restare indietro”. La linea Steinbock Zero produce circa 100.000 bottiglie all’anno, di cui il 70% destinate al mercato italiano, con una forte domanda da parte del settore alberghiero di lusso e della grande distribuzione.

Il prossimo passo potrebbe essere un vino dealcolato a base di pinot nero, una sfida tecnica ambiziosa che riflette il continuo desiderio di innovare senza tradire l’identità della tenuta. A spingere ulteriormente questo progetto è la quinta generazione della famiglia: Niklas ed Emma Foradori. Niklas, 27 anni, laureato in Viticoltura ed Enologia a Geisenheim, ha già maturato esperienze in prestigiose cantine internazionali, mentre Emma si occupa della comunicazione aziendale. “Quest’anno, per la prima volta dopo 32 anni, durante tutta la vendemmia non ho mai messo piede in cantina. Ora mi dedico al marketing, alle vendite e alla nostra azienda in Mosella – conclude Martin Foradori – Lì è molto forte il problema del passaggio generazionale; quindi, si stanno aprendo molte opportunità di crescita che sto cercando di cogliere al meglio”.

Emma e Niklas Foradori, la quinta generazione della famiglia Foradori Hofstätter impegnata in azienda

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