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VinoNews24 – Kellerei Sankt Pauls, la rinascita cooperativa passa dal pinot bianco

Articolo pubblicato a marzo 2026 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mwjezs4r)

Un profondo rinnovamento tecnico e commerciale, nuove figure chiave e una visione centrata sul pinot bianco stanno trasformando la storica cooperativa dell’Oltradige in una realtà sempre più orientata alla qualità e alla riconoscibilità territoriale.

In Oltradige, tra i pendii che salgono verso la Mendola, Kellerei Sankt Pauls sta attraversando una fase di profondo rinnovamento. La storica cooperativa con sede a San Paolo, frazione di Appiano sulla Strada del Vino, probabilmente il comune vitivinicolo più rilevante dell’Alto Adige, ha avviato negli ultimi tre anni un percorso di riposizionamento che oggi, finalmente, trova riscontro nel calice.

Fondata nel 1907, la cantina riunisce circa 190 famiglie per un totale di 185 ettari vitati, con appezzamenti perlopiù minuscoli, spesso inferiori all’ettaro. È il modello cooperativo altoatesino nella sua forma più pura: vigne curate come giardini domestici, altitudini comprese tra i 290 e i 650 metri e una straordinaria varietà di suoli generati dall’ultima glaciazione. Il 97% delle superfici è concentrato attorno al paese, fattore che consente un controllo capillare del lavoro in vigna e contribuisce a definire l’identità compatta dei vini.

UNA NUOVA SQUADRA AL COMANDO

Il cambiamento è iniziato con l’elezione di un nuovo presidente e si è concretizzato con l’arrivo, nel luglio 2023, del kellermeister Philipp Zublasing, affiancato da gennaio 2024 dal direttore commerciale Tobias Leimgruber. Entrambi originari della zona – il primo di Missiano, il secondo di Cornaiano – rappresentano una scelta strategica più che simbolica: conoscono vigneti, esposizioni, viticoltori e criticità climatiche fin dall’infanzia. Zublasing, formato tra San Michele all’Adige e Geisenheim, sta lavorando sulla definizione stilistica e sulla qualità, puntando su una marcata parcellizzazione e su micro-vinificazioni mirate a comprendere il potenziale di ogni singolo vigneto. Leimgruber, con esperienza internazionale, sta ridefinendo il posizionamento commerciale: focus sull’horeca di alto livello, consolidamento del mercato italiano – che assorbe l’85% della produzione – e sviluppo dell’export, oggi ancora limitato.

Nonostante una produzione di circa 1 milione e 400mila bottiglie, la cooperativa opera con un’impostazione quasi artigianale: conferimenti separati, tini di piccola capacità e vinificazioni parcella per parcella. Durante la vendemmia, l’impressione è quella di una realtà familiare più che di una grande struttura cooperativa.

Tobias Leimgruber e Philipp Zublasing, rispettivamente direttore commerciale e enologo di Kellerei Sankt Pauls.
IL PINOT BIANCO COME ASSE IDENTITARIO

Se esiste un filo conduttore che attraversa la storia e il presente della cantina, questo è rappresentato dal il pinot bianco. Con circa il 17% della superficie vitata, rappresenta il vitigno simbolo, presente a tutte le altitudini e in tutte le linee qualitative. L’obiettivo è chiaro: far sì che il nome San Paolo sia riconosciuto proprio attraverso questa varietà. Non a caso esistono diverse interpretazioni, dalla versione base fino alle selezioni e alla riserva proveniente da viti ultracentenarie.

Il Plötzner Pinot Bianco 2024, etichetta storica giunta alla 39ª vendemmia, incarna lo stile classico della casa: un bianco teso e lineare, costruito su freschezza e sapidità, con il legno grande utilizzato con misura per conferire volume senza alterare il frutto. Proviene da vigneti situati tra i 450 e i 650 metri di altitudine ai piedi del Monte Macaion, dove le correnti fredde notturne preservano acidità e precisione aromatica. Il Kalkberg Pinot Bianco 2023 segna invece l’avvio concreto del nuovo corso enologico. Prima annata seguita integralmente da Zublasing, nasce da una rigorosa selezione di quattro o cinque parcelle sopra il paese, su suoli calcareo-dolomitici. Il vino appare più profondo e stratificato rispetto al Plötzner, con una marcata tensione minerale, frutto dell’altitudine e dell’affinamento prolungato sui lieviti e in bottiglia. All’estremo opposto della scala temporale si colloca il Sanctissimus Pinot Bianco Riserva 2015, proveniente da alcune tra le viti più antiche dell’Alto Adige, sotto la chiesa di Missiano. Qui il vitigno esprime una dimensione completamente diversa: maturità, complessità e una mineralità quasi salina che testimonia la straordinaria capacità evolutiva del pinot bianco a San Paolo.

OLTRE IL PINOT BIANCO

Il rinnovamento non riguarda soltanto il pinot bianco. Schliff Sauvignon 2023, da parcelle selezionate, offre una lettura nitida e verticale del vitigno, più giocata su erbe alpine e agrumi che su sfumature esotiche. È un sauvignon di montagna, affilato e persistente, con una bocca dinamica. Sul fronte dei rossi, Missian Vernatsch 2024 restituisce la dimensione più quotidiana e territoriale della schiava: fragranza, leggerezza e un frutto croccante che invita alla beva senza rinunciare a una sottile finezza tannica. Lehmstein Pinot Nero Riserva 2022 rappresenta invece l’ambizione qualitativa sui rossi internazionali. Proveniente da vigneti selezionati e affinato a lungo, esprime eleganza e misura, con piccoli frutti rossi, spezie delicate e una struttura che privilegia la precisione alla potenza.

LE BOLLICINE CUSTODITE NEL BUNKER

Un capitolo a parte merita Praeclarus, il marchio dedicato agli spumanti metodo classico. Nato nel 1979 da prove sperimentali di tre viticoltori del paese, oggi costituisce una linea consolidata. Il Praeclarus Pas Dosé Blanc de Blancs 2020, da chardonnay in purezza, matura per almeno 48 mesi sui lieviti in un bunker costruito tra le due guerre mondiali, ambiente ideale per buio e temperatura costante. Nel calice emerge un metodo classico di grande rigore: perlage finissimo, note agrumate e floreali, accenni di frutta secca e una tessitura cremosa sostenuta da una marcata impronta minerale. L’assenza di dosaggio esalta precisione e lunghezza gustativa, lasciando una sensazione asciutta e persistente.

UN’IDENTITÀ CHE TORNA LEGGIBILE

La sensazione complessiva è che Kellerei Sankt Pauls stia riducendo la dispersione tipica delle realtà cooperative per costruire una gamma più coerente, riconoscibile e orientata verso l’alto. Il lavoro sui vigneti, la microzonazione, la gestione dei tempi di affinamento e la nuova strategia commerciale convergono nella stessa direzione: aumentare il valore percepito senza rinnegare la dimensione comunitaria. Soprattutto, il pinot bianco emerge come chiave interpretativa dell’intero progetto: non solo vitigno principale, ma strumento per raccontare altitudini, suoli calcarei, escursioni termiche e la specificità di San Paolo all’interno del mosaico altoatesino. La strada è tracciata: meno quantità indistinta, più identità territoriale e stilistica. Per una cooperativa ultracentenaria, non è un passaggio scontato.

I nostri assaggi
Kellerei Sankt Pauls Praeclarus Pas Dosé Blanc de Blancs 2020 Alto Adige Doc

Grado Alcolico: 12,5%

Uvaggio: CHARDONNAY 100%

Composizione suolo: Vigneti tra i 300 e i 500 metri di quota ad Appiano esposti a sud-est, su suoli dolomitico-calcarei con depositi sabbiosi e argillosi.

Vinificazione: Vendemmia manuale e pressatura soffice delle uve intere, seguita da una chiarifica statica del mosto e fermentazione a temperatura controllata in acciaio. Affinamento del vino base in acciaio e grandi botti di legno. Dopo l’assemblaggio della cuvée si procede alla presa di spuma secondo il metodo classico.

Affinamento: Minimo 48 mesi sui lieviti nel bunker storico della cantina. Sboccatura senza aggiunta di liqueur d’expédition a luglio 2025.

Data Degustazione: 20/01/2026

Degustazione: Giallo paglierino luminoso con riflessi argentati e perlage estremamente fine e continuo. Il profilo olfattivo è nitido e stratificato: emergono inizialmente sensazioni agrumate di limone e cedro, accompagnate da mela croccante e pera fresca, sfumature di erbe alpine seguite da note di crosta di pane, lievito e biscotto. Con l’ossigenazione compaiono sfumature gessose, pietra focaia e mandorla tostata. In bocca è cremoso ma teso, sostenuto da un’acidità incisiva e da una netta componente minerale. Finale lungo, asciutto, con sensazioni salmastre e agrumate.

Kellerei Sankt Pauls Kalkberg Pinot Bianco 2023 Alto Adige Doc

Grado Alcolico: 14%

Uvaggio: PINOT BIANCO 100%

Bottiglie Prodotte: 5.200

Composizione suolo: Proveniente da 4, massimo 5, parcelle selezionate sopra il paese di San Paolo ad un’altitudine compresa tra 460 e 580 metri, con esposizione prevalente est e su terreni calcareo-dolomitici (appunto i KALK) ghiaiosi.

Vinificazione: Dopo la raccolta manuale, a fine settembre, e una pressatura soffice a grappolo intero, il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata.

Affinamento: 12 mesi sulle fecce fini, parte in vasche d’acciaio inox, parte in tonneau di rovere ed una parte in botte grande. Un ulteriore anno in bottiglia prima della commercializzazione.

Data Degustazione: 20/01/2026

Degustazione: Giallo paglierino intenso. Il bouquet è fine e preciso, dominato da frutta a polpa bianca (mela, pera, pesca), arricchito da delicati sentori di prato in fiore ed erbe alpine. Sullo sfondo affiorano sensazioni minerali che ricordano il gesso e la pietra calcarea. In bocca mostra una struttura elegante e lineare, sostenuta da un’acidità ben calibrata e da una piacevole sapidità. La tessitura è setosa, il sorso scorrevole ma non esile, una scia mentolata lo attraversa fino ad una chiusura piacevolissimamente agrumata, che richiama il bergamotto.

Kellerei Sankt Pauls Schliff Sauvignon 2023 Alto Adige Doc

Grado Alcolico: 13,5%

Uvaggio: SAUVIGNON BLANC 100%

Bottiglie Prodotte: 4.000

Composizione suolo: Vecchia parcella sopra il paese di San Paolo, ai piedi del Monte Macaion (Costiera della Mendola) ad un’altitudine compresa tra 420 e 490 metri con esposizione sud-est su terreni su terreni profondi con detriti morenici, calcarei e con grandi blocchi di porfido, formatosi dallo scivolamento del ghiacciaio Atesino (schliff si riferisce proprio alle linee di glaciazione).

Vinificazione: Vendemmia nella seconda decade di settembre, breve macerazione pellicolare a freddo, seguita da fermentazione in acciaio a temperatura controllata.

Affinamento: 15 mesi sulle fecce fini, parte in vasche d’acciaio inox e in parte (almeno il 50%) in tonneau di rovere, di cui un terzo nuove e due terzi di secondo, terzo e quarto passaggio. Ulteriore affinamento in bottiglia per almeno 10 mesi.

Data Degustazione: 20/01/2026

Degustazione: Paglierino tenue con riflessi verdolini. L’olfatto è intenso e riconoscibile, con sentori agrumati di pompelmo e lime, erbe aromatiche alpine e ortica che si intrecciano a delicate sfumature esotiche di frutto della passione. Emergono anche accenni floreali di sambuco e una chiara impronta minerale di pietra bagnata. Al palato il vino è scattante e dinamico, sostenuto da un’acidità viva che dona slancio e precisione. La struttura è snella ma non esile, la sapidità accentua la sensazione di freschezza e il finale è lungo, agrumato e leggermente vegetale, con una piacevole persistenza aromatica.

Kellerei Sankt Pauls Lehmstein Pinot Nero Riserva 2022 Alto Adige Doc

Grado Alcolico: 13,5%

Uvaggio: PINOT NERO 100%

Bottiglie Prodotte: 4.000

Composizione suolo: Dalle quattro parcelle aziendali migliori impiantate su suoli argillosi (dal tedesco lehm) con componente calcarea e ghiaiosa (stein) ad un’altitudine compresa tra 400 e 500 metri con esposizione sud-est sopra il paese di San Paolo.

Vinificazione: Fine vendemmia entro la prima metà di settembre, macerazione a freddo per 4/5 giorni, seguita da fermentazione in acciaio a temperatura controllata.

Affinamento: 18 mesi sulle fecce fini in acciaio (40%), mentre il 60% della massa matura in legno (barrique e tonneau di secondo e terzo passaggio). Affinamento in bottiglia per almeno un altro anno.

Data Degustazione: 20/01/2026

Degustazione: Rosso rubino brillante. Il bouquet è elegante e stratificato: emergono note di ciliegia, lampone e fragolina di bosco, seguite da sentori floreali e di arancia sanguinella. Con l’aerazione compaiono sottili note speziate con accenni di sottobosco. sfumature speziate. L’attacco è elegante ed è sostenuto da una fresca acidità che dona slancio e bevibilità. I tannini sono finissimi e perfettamente integrati, il finale è lungo, raffinato e minerale, con una persistenza su fruttati. Notevole potenziale evolutivo, un pinot nero molto nordico che quasi richiama gli spätburgunder teutonici.

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