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VinoNews24 – Kaleidoscope, il lato più visionario dell’orange wine in Valle Isarco

Articolo pubblicato a marzo 2026 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/54e6nmh7)

Un’idea nata nel 2020 da una sfida tra il sommelier Raffaele Fischetti e il kellermeister di Cantina Valle Isarco, sviluppata attraverso piccole vinificazioni macerate e diventata negli anni un progetto indipendente. Un percorso parallelo alla produzione della cantina che ha dato vita a una linea di orange wine che interpreta in chiave originale alcune delle varietà simbolo della Valle Isarco 

Nel panorama dell’enologia altoatesina, noto per la sua precisione tecnica e la purezza stilistica, il progetto Kaleidoscope rappresenta una deviazione affascinante e coraggiosa. Un’idea nata quasi per sfida e diventata, nel tempo, una piccola produzione di culto dedicata agli orange wine di montagna.

QUANDO UN’IDEA DIVENTA VINO

Il progetto prende forma nel 2020 dall’intuizione del sommelier Raffaele Fischetti in collaborazione con Cantina Valle Isarco (Kellerei Eisacktal), la cooperativa più giovane – fondata nel 1961 – e la più settentrionale del Südtirol, con vigneti che si spingono fino a Bressanone. Siamo nel pieno di un periodo in cui il dibattito attorno ai cosiddetti vini naturali e agli orange wine occupava parte delle discussioni tra appassionati e professionisti del settore. Un confronto spesso acceso, soprattutto sul tema dei difetti di vinificazione talvolta interpretati come scelte stilistiche. Tra entusiasmi e contrapposizioni, la linea che separava un vino identitario da uno tecnicamente imperfetto appariva sottile.

Da qui nasce la provocazione di Fischetti all’allora kellermeister della cantina, Hannes Munter: produrre un orange wine libero nella concezione ma rigoroso nella tecnica, pulito e privo di difetti, capace di esprimere il carattere della macerazione sulle bucce. Non un semplice esercizio stilistico, ma un vino capace di conciliare approccio artigianale e precisione enologica. La sfida viene raccolta e i primi esperimenti partono quasi in silenzio, con piccole masse e senza particolare clamore. All’inizio il vino non convince del tutto: dopo il primo anno in botte appare chiuso e segnato da note riduttive. Munter invita però alla pazienza. Dopo alcuni mesi di ulteriore affinamento la situazione cambia completamente: il vino si apre, trova equilibrio e rivela una personalità precisa. È in quel momento che nasce davvero Kaleidoscope.

Prende così forma una linea di vini macerati da uve a bacca bianca coltivate in Valle Isarco, pensata per lavorare su varietà fortemente identitarie del territorio. Dal 2024 il progetto è seguito in cantina dall’enologo Stefan Donà. La produzione resta volutamente limitata: massimo 1.450 bottiglie per i vini principali e meno di mille per le edizioni speciali, tutte numerate a mano. Un progetto di piccola scala in cui ogni annata racconta una sfumatura diversa della Valle Isarco, mantenendo però un percorso parallelo alla produzione della cantina e una propria rete di distribuzione.

Raffaele Fischetti e Hannes Munter, kellermeister di Cantina Valle Isarco fino al 2024.
RAFFAELE FISCHETTI: UNA STORIA LONTANA DAI PERCORSI CANONICI

La storia di Kaleidoscope è indissolubilmente legata a quella di Raffaele Fischetti. Pugliese di nascita – originario di Mattinata, sul Gargano – e altoatesino d’adozione, fino ai ventitré anni il vino non faceva parte della sua vita. Trasferitosi a Bolzano nei primi anni Duemila quasi per caso, inizia a lavora in albergo come facchino, poi come lavapiatti e infine come cameriere di sala. È proprio in quel contesto che nasce una curiosità destinata a trasformarsi in professione. In quegli anni incontra una figura decisiva per la sua formazione: il grande enologo Giorgio Grai. Grai si accorge della sua curiosità e inizia a coinvolgerlo negli assaggi, lasciandogli bottiglie da studiare e interrogandolo il giorno successivo sulle impressioni. Un metodo poco accademico ma estremamente efficace, basato su un continuo esercizio di memoria e interpretazione che diventa una vera scuola informale.

La passione cresce rapidamente. Fischetti lavora in ristoranti importanti, tra cui quello dello chef Norbert Niederkofler, approfondisce gli studi e nel tempo diventa docente di sommellerie. Fonda inoltre la sezione Trentino-Alto Adige della Fondazione Italiana Sommelier, contribuendo alla diffusione dei corsi in lingua italiana in Alto Adige. Nel 2026 è nominato anche brand ambassador del Consorzio Vini Alto Adige.

Parallelamente sviluppa una visione personale del vino, orientata più alla ricerca e alla sperimentazione che alla produzione tradizionale. Kaleidoscope nasce proprio da questa prospettiva: non una cantina nel senso classico del termine, ma un progetto parallelo – quasi una “private label” – in cui Fischetti, insieme al team tecnico di Cantina Valle Isarco, ne segue filosofia e sviluppo produttivo.

Raffaele Fischetti, ideatore del progetto che ha portato alla creazione di Kaleidoscope, una nuova linea di orange wine da varietà identitarie della Valle Isarco.
VALLE ISARCO: IL CARATTERE DEI VINI D’ALTURA

Il contesto geografico gioca un ruolo determinante. La Valle Isarco rappresenta una delle aree viticole più verticali dell’Alto Adige. I vigneti destinati alla linea Kaleidoscope si trovano attorno ai 750 metri di altitudine, con esposizioni prevalentemente a sud e sud-est. Le forti escursioni termiche e i suoli ricchi di componenti minerali contribuiscono a conferire ai vini tensione e precisione aromatica.

In queste condizioni varietà come kerner e grüner veltliner trovano un ambiente ideale per maturazioni lente e profili aromatici definiti. La scelta della macerazione sulle bucce amplifica la dimensione materica del vino senza rinunciare alla freschezza che caratterizza i bianchi della valle. La vinificazione segue uno schema volutamente essenziale: fermentazione spontanea, tre settimane di macerazione sulle bucce in tonneaux aperti, nessun controllo della temperatura e lunghi affinamenti in barrique usate per circa 18 mesi. I vini non vengono filtrati e riposano in bottiglia dai sei ai dodici mesi prima della commercializzazione.

UN’ETICHETTA NATA PER CASO

Il nome del progetto nasce da un’immagine domestica. Fischetti racconta che l’ispirazione arriva osservando la figlia giocare con un caleidoscopio: ruotandolo, i frammenti colorati si ricompongono continuamente in nuove forme. Una metafora che si adatta perfettamente alla natura di questi vini, capaci di cambiare nel bicchiere, evolvere con la temperatura e mostrare sfaccettature diverse nel tempo. Da qui la scelta del nome KA•LEI•DO•SCOPE.

Anche l’identità visiva segue questa logica. Le etichette sono state realizzate dall’artista iraniana Mahsa Naraghi, giovane designer arrivata a Bolzano alcuni anni fa come rifugiata politica per studiare arte e oggi anche sommelier. Il disegno, realizzato ad acquerello, richiama le geometrie e i riflessi cromatici di un caleidoscopio in movimento. Una volta digitalizzato, il grafico ha mantenuto alcuni spazi “aperti” nell’immagine, creando giochi di luce quando la bottiglia viene osservata controluce e trasformandola così in un oggetto visivo immediatamente riconoscibile.

LA GAMMA DEI VINI

Con l’annata 2022 la linea Kaleidoscope si struttura attorno a due etichette stabili: Kerner Orange e Grüner Veltliner Orange. Accanto a queste uscite regolari vengono prodotte alcune edizioni speciali, i cosiddetti single vintage, vini realizzati solo quando una determinata varietà o una specifica annata lo rendono possibile.

Il Kaleidoscope Kerner Orange 2022 nasce da un vigneto situato a circa 750 metri di altitudine. Nel calice mostra un colore giallo intenso e luminoso. Il profilo aromatico richiama fiori di sambuco, frutta bianca e leggere sfumature speziate. Al palato è pieno ma dinamico, sostenuto da una freschezza minerale che richiama chiaramente l’ambiente alpino della valle. È probabilmente la versione più equilibrata tra quelle prodotte finora, capace di coniugare struttura e tensione. Diverso l’approccio del Kaleidoscope Grüner Veltliner Orange 2022, prima uscita assoluta di questa varietà all’interno del progetto. Il vitigno, poco diffuso in Italia ma storicamente presente in Valle Isarco, mostra qui un carattere più introverso. All’inizio appare quasi trattenuto, poi con l’ossigenazione emergono lentamente note agrumate, richiami alla mela verde e leggere sfumature vegetali. Il sorso è avvolgente ma allo stesso tempo teso, con una sapidità che accompagna la progressione gustativa fino al finale. Tra le edizioni speciali va ricordato anche il Kaleidoscope Gewürztraminer Orange 2021, oggi esaurito. Un vino nato quasi per caso, inizialmente accolto con scetticismo dallo stesso Fischetti e poi rivelatosi sorprendente. Il colore tende all’ambrato, mentre il naso alterna frutta tropicale, note floreali e leggere sensazioni balsamiche. In bocca l’ingresso è ricco ma scorrevole, con tannini appena percettibili e una freschezza che rende il sorso più dinamico rispetto all’immagine classica del vitigno.

PROGETTI FUTURI E NUOVE DIREZIONI

Kaleidoscope rimane un laboratorio aperto. In cantina stanno maturando nuove interpretazioni in stile orange che potrebbero trasformarsi in ulteriori single vintage. Tra queste figurano un riesling, un solaris – varietà resistente particolarmente adatta alle condizioni climatiche alpine – e un pinot grigio ramato, tutti realizzati con lo stesso approccio produttivo della linea principale. Le quantità resteranno molto limitate, spesso poche centinaia di bottiglie, ma l’idea è ampliare progressivamente il racconto della valle attraverso varietà diverse, mantenendo la dimensione artigianale che caratterizza il progetto. Parallelamente Fischetti sta lavorando a un’altra collaborazione legata al mondo delle bollicine, questa volta in Trentino. Il progetto coinvolge una cantina della Val di Cembra e porterà alla nascita di un nuovo Trentodoc. Si tratta di un metodo classico con un percorso di affinamento particolare, attualmente in fase di studio. L’obiettivo è arrivare a una cuvée capace di esprimere il carattere montano della valle, con lunghi tempi di maturazione e un approccio sperimentale simile a quello adottato per Kaleidoscope. Se i tempi tecnici lo consentiranno, la prima uscita potrà arrivare già quest’anno.

Kaleidoscope resta quindi, prima di tutto, un’idea in movimento: un progetto che parte dal vino ma che, annata dopo annata, continua a cambiare forma.

I nostri assaggi
Raffaele Fischietti KA•LEI•DO•SCOPE Grüner Veltliner Orange 2022 Mittemberg Igt

Grado Alcolico:14% vol.

Uvaggio: GRÜNER VELTLINER 100%

Bottiglie Prodotte: 1.200

Conposizione suolo: Le uve provengono da un vigneto situato a circa 750 metri di altitudine in Valle Isarco con esposizione sud–sud-est. I suoli presentano una componente più profonda e leggermente argillosa, ideale per dare un po’ più di vigore. Le viti hanno un’età media di circa quindici anni. Il grüner veltliner trova in questa area l’unico contesto italiano in cui è coltivato con continuità.

Vinificazione: La vinificazione segue lo stesso protocollo adottato per tutti i Kaleidoscope. Dopo la raccolta le uve vengono avviate a fermentazione spontanea con macerazione sulle bucce per circa tre settimane in tonneaux aperti senza controllo della temperatura. Durante la macerazione il cappello viene gestito manualmente. Il vino prosegue poi l’affinamento per circa 18 mesi in barrique usate e successivamente riposa in bottiglia dai 6 ai 12 mesi prima della commercializzazione. Nessuna filtrazione.

Data Degustazione: 28/11/2025

Degustazione: Si presenta giallo dorato con riflessi luminosi e buona consistenza nel calice. Il bouquet si apre lentamente mostrando un carattere elegante e progressivo. Inizialmente emergono note agrumate di pompelmo e ricordi di mela verde, accompagnati da un delicato ventaglio di fiori bianchi. Con l’ossigenazione compaiono sensazioni minerali, leggere sfumature vegetali e una delicata nota di mandorla che completano il profilo aromatico, mantenendo sempre un’impronta fine e non eccessivamente espansiva. Il sorso è pieno e avvolgente ma sostenuto da una decisa tensione agrumata. La macerazione sulle bucce conferisce struttura mentre la freschezza naturale del vitigno e la sapidità del territorio mantengono il vino dinamico. Il finale è lungo, con ritorni minerali e una sensazione balsamica che alleggerisce la componente materica.

Raffaele Fischietti KA•LEI•DO•SCOPE Kerner Orange 2022 Alto Adige Doc

Grado Alcolico:14% vol.

Uvaggio: KERNER 100%

Bottiglie Prodotte: 1.450 bottiglie e 10 magnum

Conposizione suolo: Le uve provengono da un vigneto selezionato situato in Valle Isarco a circa 750 metri di altitudine con esposizione sud e sud-est. Il suolo è tipico delle aree montane della valle, caratterizzato da componenti minerali e buona drenabilità. Le viti hanno un’età media di circa quindici anni e sono coltivate con rese contenute per privilegiare concentrazione aromatica e freschezza.

Vinificazione: Le uve vengono diraspate e avviate alla fermentazione spontanea senza inoculo di lieviti selezionati. La macerazione sulle bucce avviene per circa tre settimane in due tonneaux completamente aperti, senza controllo della temperatura. Durante la fermentazione il cappello viene bagnato manualmente per favorire l’estrazione di colore e tannino. Dopo la svinatura il vino viene trasferito in barrique usate da 225 litri dove rimane in affinamento per circa 18 mesi. Segue un ulteriore periodo di riposo in bottiglia – dai 6 ai 12 mesi – prima della commercializzazione. Il vino non viene filtrato.

Data Degustazione: 28/11/2025

Degustazione: Il colore è giallo intenso con riflessi cangianti dorati e leggere sfumature ambrate, che richiamano l’immagine del caleidoscopio. Il profilo aromatico è ampio e in continua evoluzione. In apertura emergono note floreali che ricordano il fiore di sambuco, seguite da sentori di miele di corbezzolo e frutta bianca matura. Con l’ossigenazione compaiono richiami di mela renetta e susina bianca accompagnati da leggere sfumature speziate di zenzero e da un delicato ricordo di frutta secca e noce tostata. Il bouquet cambia sensibilmente con la temperatura di servizio e con il tempo nel bicchiere. L’ingresso al palato è pieno e avvolgente. La macerazione sulle bucce dona consistenza e una trama tattile evidente che sostiene la struttura senza risultare invasiva, il vino così mantiene una sorprendente eleganza. La freschezza acida e la marcata sapidità tipica dei vini della Valle Isarco bilanciano la componente più materica, rendendo il sorso dinamico e scorrevole. Il finale è persistente, con ritorni di frutta matura e una leggera sfumatura speziata.

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