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VinoNews24 – Lugana DOC, il bianco che racconta il Garda

Articolo pubblicato a marzo 2026 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/3j49vn6z)

Tra le colline moreniche del Lago di Garda prende forma una delle denominazioni bianche più dinamiche d’Italia: il Lugana DOC cresce sui mercati internazionali grazie alla forza della turbiana, a una filiera sempre più giovane e a uno stile riconoscibile che emerge chiaramente anche negli assaggi di alcune delle interpretazioni più interessanti della denominazione.

Come già approfondito qui, il Lugana DOC continua a distinguersi per una crescita costante e per la capacità di mantenere un posizionamento solido sui mercati internazionali, generando valore lungo tutta la filiera. Un risultato che non nasce per caso, ma dall’equilibrio di diversi fattori: una denominazione compatta, un modello produttivo fondato su una forte identità varietale e un territorio che nel tempo ha costruito una reputazione affidabile, oggi capace affrontare anche le dinamiche più complesse del mercato del vino.

Il Lugana è prima di tutto un vino di luogo. La denominazione, istituita nel 1967, si estende oggi su circa 2.600 ettari tra due regioni e cinque comuni: Desenzano del Garda, Sirmione, Lonato del Garda e Pozzolengo nel bresciano, oltre a Peschiera del Garda nel veronese. La produzione sfiora le 28 milioni di bottiglie. Il paesaggio è quello di un anfiteatro morenico nato dal ritiro dei ghiacciai, dove argille compatte e depositi calcarei si combinano con il microclima del lago più grande d’Italia. Le brezze quotidiane del Garda – il Pelèr del mattino e l’Ora del pomeriggio – mitigano il clima padano, creando condizioni ideali per una viticoltura capace di preservare freschezza, equilibrio e maturazioni regolari.

LA TURBIANA È IL SUO CENTRO DI GRAVITÀ PERMAMENTE

Al centro di tutto c’è la turbiana, varietà autoctona profondamente adattata a questi suoli. È un’uva che esprime un profilo aromatico nitido – agrumi, fiori bianchi e mandorla – sostenuto da una spiccata acidità naturale e da una marcata impronta sapida. Elementi che rendono i vini immediatamente riconoscibili e dotati di una personalità precisa, ma anche capaci di evolvere nel tempo. Non a caso il Lugana è spesso apprezzato anche per un profilo gustativo in cui freschezza e mineralità si accompagnano a una morbidezza di struttura che deriva proprio dalla matrice argillosa dei terreni.

La turbiana consente inoltre alla denominazione di articolarsi in diverse espressioni stilistiche. Il disciplinare riconosce infatti cinque tipologie principali: accanto al Lugana d’annata – cuore produttivo della DOC – trovano spazio lo Spumante, il Superiore, la Riserva e la Vendemmia Tardiva. Un percorso che parte dalla freschezza più immediata e arriva a versioni più complesse e longeve, mantenendo però una cifra comune fatta di equilibrio gustativo, sapidità e una sorprendente capacità di adattarsi alla tavola.

grappolo di turbiana
UNA DENOMINAZIONE DINAMICA E CONTEMPORANEA

“Noi raccontiamo un prodotto che non mette barriere tra noi e il consumatore – osserva Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC – È un vino che abbraccia e che si presta a molti momenti di consumo. Ha una beva immediata, ma allo stesso tempo può evolvere in maniera straordinaria nel tempo”. La forza della denominazione, sottolinea Peduto, sta anche nella vitalità della filiera: “Stiamo vedendo tante nuove generazioni entrare nelle aziende. Figli e giovani produttori che decidono di imbottigliare le proprie uve e costruire un progetto. Questo rende il Lugana un vino davvero contemporaneo”.

Un altro tratto distintivo è la sua vocazione gastronomica. Il profilo del Lugana – freschezza, sapidità, struttura mai invasiva – lo rende un compagno naturale della cucina di lago e di mare, ma anche abile nel dialogare con preparazioni più articolate o con letture gastronomiche moderne. Non a caso il Consorzio sta lavorando per ampliare il racconto culturale del vino, creando connessioni con ambiti diversi come design, moda e lifestyle. “L’obiettivo – spiega ancora Peduto – è valorizzare il Lugana come vino versatile, attuale, capace di dialogare con cucine e sensibilità diverse”.

Edoardo Peduto, direttore del Consorzio Tutela Lugana DOC.
IL LUGANA DOC ALL’ASSAGGIO: DALLA SPUMANTIZZAZIONE ALLE VERSIONI PIÙ STRUTTURATE

Le diverse espressioni della denominazione emergono chiaramente anche attraverso le interpretazioni delle aziende del territorio.

Il Lugana Doc Brut Metodo Classico 2020 “Primessenza” di Montonale dimostra come la turbiana possa offrire una declinazione convincente anche nella versione spumante. La cantina, con sede a Desenzano del Garda, lavora esclusivamente con uve provenienti dai propri vigneti situati su suoli argillosi particolarmente vocati. “Primessenza” nasce da una selezione di turbiana vinificata secondo il metodo classico e affinata per almeno tre anni sui lieviti, oltre a sei mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Il risultato è uno spumante elegante e verticale: al naso emergono note di mollica di pane, mandorla leggermente tostata e agrumi, mentre il palato è teso e dinamico, sostenuto da una sapidità quasi salmastra e una fresca nota balsamica che rende il sorso preciso e persistente. Con il Lugana DOC 2024 di Tenuta Frontelago si entra invece nella dimensione più immediata della denominazione. La cantina, realtà relativamente giovane situata a Sirmione, possiede vigneti affacciati direttamente sul lago. La vinificazione in acciaio e il breve affinamento sui lieviti preservano l’espressione più fresca della turbiana. Il profilo aromatico si muove tra fiori bianchi, mandorla fresca, erbe aromatiche e leggere sfumature di frutta esotica, mentre in bocca il vino si distingue per scorrevolezza e precisione, con una chiusura agrumata e sapida-salmastra che richiama chiaramente l’ambiente lacustre. Il Lugana DOC 2024 di Ottella rappresenta una delle interpretazioni più riconoscibili della denominazione. La famiglia Montresor conduce l’azienda da generazioni nel territorio di San Benedetto di Lugana, con un approccio che unisce tradizione e ricerca enologica. La cantina è inoltre diventata negli anni un vero e proprio spazio dedicato all’arte contemporanea. In degustazione il vino mostra un naso elegante e definito, con profumi di fiori bianchi, agrumi e leggere note minerali. Il sorso è equilibrato, con una freschezza ben integrata e una trama gustativa che alterna morbidezza e tensione.

LE INTERPRETAZIONI PIÙ COMPLESSE

Più ricco e strutturato è il Lugana DOC 2024 “Demesse Vecchie” di Famiglia Olivini, azienda agricola situata a San Martino della Battaglia. Questo vino, proveniente da un singolo vigneto, nasce da una selezione accurata di uve leggermente surmature. L’affinamento in acciaio per un anno sulle fecce nobili amplia la struttura senza compromettere la freschezza. Al naso emergono note di frutta gialla matura, erbe e leggere sfumature minerali; al palato il vino appare più ampio e avvolgente rispetto alle versioni d’annata più immediate, mantenendo una progressione sapida ben definita. Il Lugana DOC 2024 “L’Lac” di Tenute di Famiglia – Cavalchina riflette invece lo stile lineare e preciso della storica cantina veronese fondata dalla famiglia Piona, che tra Custoza e Garda ha costruito parte della propria identità produttiva. Il vino si presenta con profumi luminosi di agrumi e fiori bianchi, accompagnati da lievi note vegetali. In bocca prevalgono freschezza e pulizia gustativa, con una chiusura sapida che rende la beva particolarmente piacevole.

Con il Lugana DOC Superiore 2023 “Molin” di Cà Maiol si entra nella tipologia che prevede un affinamento più lungo. L’azienda, oggi parte del gruppo Herita Marzotto Wine Estates, ha contribuito negli anni alla valorizzazione internazionale del Lugana. Il profilo olfattivo si arricchisce di note di agrume maturo, erbe aromatiche e leggere sfumature speziate, mentre il sorso acquisisce maggiore volume e profondità pur mantenendo la tipica tensione acida della turbiana. La complessità cresce ulteriormente con il Lugana DOC Riserva 2022 “Luna del Lago” di Zenegaglia, piccola realtà a conduzione familiare. L’affinamento prolungato consente al vino di sviluppare un registro aromatico più ampio, con toni che richiamano la pietra focaia, la frutta gialla matura e leggere note balsamiche. In bocca la struttura è ampia e avvolgente, sostenuta da una sapidità persistente. Chiude il percorso la versione più insolita della denominazione: il Lugana DOC Vendemmia Tardiva 2021 “Filo di Arianna” di Tenuta Roveglia, azienda situata nel cuore della DOC tra Pozzolengo e Sirmione. La vendemmia tardiva prevede la raccolta delle uve in una fase avanzata di maturazione, con una maggiore concentrazione aromatica. Il vino esprime profumi intensi di frutta matura, miele e delicate sfumature floreali; al palato la morbidezza è bilanciata dalla freschezza naturale della turbiana, che evita qualsiasi eccesso di dolcezza. Il risultato è un vino armonico e persistente che mostra, forse meglio di ogni altra tipologia, quanto questo vitigno possa cambiare forma rimanendo sempre riconoscibile.

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