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VinoNews24 – Appius 2020 e il futuro di San Michele Appiano

Articolo pubblicato a dicembre 2024 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/bd4h3un3)

Un nuovo capitolo si apre per la Cantina San Michele Appiano con il lancio della nuova edizione di Appius 2020, il SuperSüdtiroler che celebra il talento di Hans Terzer, e il futuro sotto la guida di Jakob Gasser.

Con Appius 2020, Cantina San Michele Appiano non si limita a presentare l’undicesima edizione della sua prestigiosa cuvée da collezione, ma segna anche un momento storico: il passaggio del testimone da Hans Terzer, leggendario winemaker della cantina dell’Oltradige, al suo allievo Jakob Gasser. Quest’ultimo, forte di ambizione e rispetto, si prepara a raccogliere l’eredità di 47 anni di successi straordinari del suo maestro.

L’ESSENZA DI APPIUS

Lanciato nel 2010, Appius incarna la visione di Hans Terzer, che ha voluto creare un’etichetta in grado di ridefinire i limiti qualitativi dei vini altoatesini. Ogni annata, inclusa questa del 2020, nasce da una rigorosa selezione delle migliori uve coltivate nei vigneti più vocati del territorio di Appiano, alcuni dei quali reimpiantati oltre 40 anni fa. Il blend, un sapiente mix di chardonnay (60%), pinot grigio (20%), pinot bianco (10%) e sauvignon blanc (10%), rappresenta la quintessenza dell’Alto Adige. Le uve, raccolte a mano, provengono da parcelle situate tra i 450 e i 600 metri di altitudine, con esposizioni sud-est e sud-ovest. I terreni, composti da suoli calcareo-ghiaiosi e morenici, esaltano la freschezza e la mineralità che caratterizzano Appius, garantendo una massima espressione aromatica..

La vinificazione avviene in barrique e tonneau, con una parziale fermentazione malolattica, per 11 mesi. Segue un affinamento di tre anni in acciaio sui lieviti, che conferisce al vino una struttura elegante e complessa, unita a una straordinaria longevità.

vigneti di San Michele Appiano
IL VINO DA SOGNO CHE GUARDA AL FUTURO

Per anni definito il “vino da sogno” di Hans Terzer, col tempo si è compreso che Appius rappresenta il sogno condiviso di tutta la squadra della Cantina San Michele Appiano: i suoi 40 i dipendenti e i 320 soci viticoltori. Ogni giorno, con dedizione, si prendono cura dei 390 ettari vitati, contribuendo al raggiungimento di risultati di eccellenza.

Ora il timone passa a Jakob Gasser, giovane trentenne che già da sette anni collabora per la cantina, lavorando fianco a fianco con Hans Terzer negli ultimi anni da predestinato successore. La vendemmia 2024 segna il suo esordio come responsabile dell’intera produzione, dalla raccolta all’imbottigliamento, fatta eccezione per Appius, di cui fino al 2023 dovrà esserne solo il custode, prima di poter mettere la sua firma anche su questa cuvée. Con l’annata 2024 – particolarmente complessa – Jakob sarà chiamato anche ad esplorare nuove strade, affrontando sfide inedite ma rimanendo fedele alle profonde radici della cantina. Come lui stesso ha dichiarato, l’obiettivo sarà mantenere Appius tra i grandi bianchi di riferimento nel panorama internazionale, unendo il rispetto per il territorio con una visione sempre più orientata al futuro.

Hans Terzer (a destra) e Jakob Gasser, nuovo enologo Cantina San Michele Appiano
UNO SPAZIO TUTTO DEDICATO AD APPIUS

Da qualche mese, Appius ha una sua cantina dedicata per la vinificazione e l’affinamento, uno spazio esclusivo progettato dall’architetto Walter Angonese. La struttura, di forma quadrata, è rivestita con piastrelle nere di vetro che richiamano le vecchie vasche in cemento del dopoguerra, a forma di rombo, come porte e finestre, aggiungono un tocco molto distintivo. All’interno, i serbatoi – otto da 50 ettolitri e sei da 35 – sono realizzati in acciaio di colore bronzo satinato. La loro forma conica, con un fondo maggiorato, è pensata per favorire l’affinamento del vino sui propri lieviti.

Al momento, oltre agli Appius delle annate 2021, 2022 e 2023, ancora in fase di riposo e non imbottigliati, questa cantina ospita anche i vini della linea TWC – The Wine Collection. La tiratura limitata di Appius, massimo 5.000 bottiglie all’anno, rende sufficiente, per ora, l’uso di un solo serbatoio per ciascuna annata. Ma questa per ora è solo una fase transitoria.

l’area di cantina dedicata ad Appius
UN’ETICHETTA CHE PARLA D’ARTE

Ogni bottiglia di Appius è un’opera d’arte, non solo per il vino che racchiude ma anche per il design esclusivo dell’etichetta. Ogni annata è caratterizzata da una grafica unica: quella del 2020, ideata dallo studio LifeCircus, si ispira a linee geometriche e riflessi dorati, evocando l’armonia del vino stesso. Nonè solo decorativa, ma parte di una collezione esclusiva concepita per lasciare spazio a una libera interpretazione. L’intento è che ogni appassionato possa trovare in essa una personale ispirazione.

l’etichetta artistica di Appius 2020
APPIUS 2020, NOTE DI DEGUSTAZIONE

Appius 2020 cattura lo sguardo fin da subito con il suo colore giallo brillante, arricchito da screziature verdoline che rivelano sia la sua freschezza ma anche la sua giovane età. Al naso, il bouquet aromatico è intenso e stratificato, con una sorprendente apertura verso profumi di frutta tropicale come kiwi e ananas, elegantemente bilanciati da note di frutti a polpa gialla quali pesche, susine e nespole. La componente floreale aggiunge eleganza con sfumature di gelsomino e acacia, mentre accenni verdi e aromatici di erbe mediterranea, come salvia e rosmarino, conferiscono profondità. Seppur sottile, la nota boisé è ancora ben percettibile, mentre un finale agrumato di pompelmo regala freschezza e piacevolezza.

Il sorso si distingue per energia, tensione e una marcata sapidità. C’è un’ottima corrispondente tra le sensazioni percepite al naso e quelle ritrovate in bocca. L’uso ridotto della fermentazione malolattica rispetto al passato dona un maggiore equilibrio, dove freschezza e struttura, cremosa e avvolgente, si integrano perfettamente, sostenendo l’eleganza complessiva del vino. La persistenza aromatica è notevole, con richiami balsamici di erbe alpine che lasciano una sensazione finale fresca, lunga e appagante.

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