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VinoNews24 – Appius 2021, il dodicesimo uomo in campo di Cantina San Michele Appiano

Articolo pubblicato a novembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/mwun3f9e)

Una cuvée che celebra la forza della cooperazione altoatesina e inaugura una nuova fase stilistica sotto la guida dell’enfant prodige Jakob Gasser che interpreta un’annata complessa recuperando la verticalità e la freschezza che definiscono l’identità dei vini di montagna.

Presentato in occasione del 34° Merano WineFestival, Appius 2021 arriva sul mercato come dodicesima edizione di un progetto che dal 2010 rappresenta una svolta per Cantina San Michele Appiano. Non è soltanto un’etichetta di punta, ma la riproduzione fedele di un’annata e del lavoro di una cooperativa che dal 1907 ha saputo trasformare esperienza, territorio e organizzazione in continuità produttiva.

L’immagine più efficace per descriverlo è quella sportiva: se la cantina dell’Oltradige schiera ogni giorno una squadra formata da 40 dipendenti e 320 soci viticoltori, impegnati nella gestione dei 390 ettari di vigneto che sostengono un 2024 solido e un 2025 già promettente – 2,8 milioni di bottiglie e 28 milioni di euro di fatturato – allora Appius può essere considerato il “dodicesimo uomo in campo”. È il vino che incarna l’impegno collettivo, la precisione del lavoro quotidiano e la maturità tecnica sviluppata in oltre un secolo di vita cooperativa.

A guidare la squadra di San Michele Appiano è Jakob Gasser, classe 1994, winemaker e direttore tecnico considerato un enfant prodige e un predestinato del vino italiano. Formatosi accanto a figure di primo piano come il professor Roberto Zironi, Gasser ha impresso al progetto Appius una direzione chiara: rispettare l’idea originaria, una cuvée di quattro bianchi dell’Oltradige che esprime il carattere di ogni millesimo, evolvendola di anno in anno e rendendola più precisa e riconoscibile.

Jakob Gasser, winemaker e direttore tecnico di Cantina San Michele Appiano
DAL SUCCESSO DI SANCT VALENTIN AD APPIUS

Il percorso che ha portato alla nascita di APPIUS affonda le radici nell’esperienza della linea Sanct Valentin, introdotta con la vendemmia del 1986. Le prime 6mila bottiglie – pinot grigio, chardonnay e gewürztraminer – andarono esaurite immediatamente, confermando la solidità del progetto: selezionare e valorizzare le parcelle migliori, molte delle quali situate attorno al castello di Sanct Valentin. Negli anni la linea si è ampliata con l’ingresso del sauvignon nel 1989 e, più avanti, del pinot bianco nel 2001. Con quasi 12 milioni di bottiglie vendute dal 1987 e una produzione stabile oltre le 500mila unità annue, Sanct Valentin ha dimostrato come una cooperativa possa garantire continuità stilistica e qualità costante, evolvendo senza perdere identità. È da questa esperienza consolidata che è maturata l’idea di Appius: un vino unico, indipendente e pensato per interpretare ogni annata con una personalità propria.

vigneti e castello di Sanct Valentin
IL MILLESIMO 2021: UN ANNO CHE HA CHIESTO PAZIENZA

Il 2021 è stato un anno impegnativo: un inverno lungo e nevoso ha lasciato spazio a una primavera fredda, con un ritardo vegetativo di circa due settimane. L’estate, segnata da precipitazioni irregolari, ha richiesto grande attenzione in vigneto, mentre settembre e ottobre – asciutti, luminosi e con forti escursioni termiche – hanno salvato la stagione, permettendo alle uve bianche di sviluppare aromaticità e mantenere una freschezza decisiva per un profilo di montagna. Il lavoro manuale è stato intenso, vicino alle 150 ore per ettaro, e in cantina Gasser ha puntato su una lettura pulita delle varietà. Lo chardonnay, particolarmente espressivo nell’annata, ha mostrato una componente agrumata insolita per la zona e una frutta bianca nitida, da qui la scelta di limitare il sauvignon, presente in quota ridotta ma con un ruolo aromatico mirato.

Il 2021 conferma il nuovo orientamento stilistico della cantina, un percorso che Gasser porta avanti da un po’ di tempo. Già la 2020 aveva anticipato una linea più moderna, meno centrata sulla forza e più sulla finezza. Appius 2021 sviluppa ulteriormente questa direzione, privilegiando leggiadria, energia e precisione.

LA COMPOSIZIONE E LA LOGICA DELL’ASSEMBLAGGIO

Nella dodicesima edizione Appius si presenta con un taglio ben definito: chardonnay 73%, pinot grigio 12%, pinot bianco 10% e sauvignon 5%. Non si tratta di un predominio sterile dello chardonnay, ma della risposta a una vendemmia che ha consegnato a questa varietà il profilo più eloquente. Il pinot grigio entra come elemento strutturale, conferisce sostegno e maturità di frutto, dà ampiezza e una densità che non pesa. Il pinot bianco lavora di cesello, aggiunge finezza e verticalità, mentre il sauvignon fornisce quel filo aromatico che illumina la trama del vino senza sovrastarla.

Tecnicamente le fermentazioni sono controllate, la parte di malolattica è stato molto ridotta, sempre esclusa per il sauvignon, oggi è svolta solo parzialmente per le altre tre varietà, l’affinamento è in legno (barrique 40% e tonneau 60%) durante la prima fase, l’assemblaggio effettuato dopo quasi un anno. L’ulteriore affinamento di tre anni in tini d’acciaio inox, di cui due sulle fecce fini, è la scelta che stabilizza e armonizza gli apporti del legno con la freschezza di montagna.

ETICHETTA: COLLEZIONE E MOVIMENTO

Il design di Appius è parte integrante del progetto. Ogni anno la bottiglia si rinnova con una grafica originale, concepita come elemento da collezione. Per l’etichetta 2021, LifeCircus propone un motivo grafico a vortice dorato, che richiama la rotazione del vino nel calice e, simbolicamente, il movimento di squadra alla base della cuvée. Essenziale e riconoscibile, il nero profondo dello sfondo e le geometrie dorate raccontano l’annata e l’approccio della cantina, trasformando la bottiglia in un documento visivo del millesimo, più che in un semplice contenitore.

I nostri assaggi
APPIUS 2021 ALTO ADIGE DOC

Uvaggio: chardonnay 73% – pinot grigio 12% – pinot bianco 10% – sauvignon blanc 5%

Bottiglie Prodotte: 8.000

Composizione suolo: calcareo-ghiaioso e morenico con esposizione sud-est e sud-ovest

Vinificazione: Fermentazione alcolica in parte in legno (barrique 40%, tonneau 60%), malolattica svolta parzialmente (esclusa per il sauvignon); affinamento sui lieviti; assemblaggio eseguito dopo quasi un anno; ulteriore maturazione per tre anni in tini inox, di cui due sulle fecce fini.

Data Degustazione: 06/11/2025

Degustazione: Al calice, Appius 2021 si presenta con un giallo pastello brillante e riflessi verde-lime, segno della sua giovinezza e della struttura acida marcata. Il bouquet iniziale racconta l’annata: lo chardonnay esprime frutta esotica matura, con ananas, mango e papaia, mentre il pinot grigio contribuisce con pera e pesca, conferendo pienezza e rotondità. Il pinot bianco porta finezza e freschezza, e il sauvignon apporta aromi di erbe alpine e note vegetali, come timo cedrino e accenni balsamici che richiamano l’eucalipto che accentuano la sensazione di montagna. In chiusura leggere sfumature di vaniglia e nocciola derivanti dall’affinamento in legno. Al palato il sorso è vibrante, rotondo e persistente, con una nota agrumata che bilancia la morbidezza del frutto, conferendo al vino tensione e profondità.

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