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VinoNews24 – Benjamin Franchetti e il racconto delle nuove annate di Tenuta di Trinoro

Articolo pubblicato a giugno 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/5n86s3k7)

Bianco Trinoro 2023, Le Cupole 2023 e Tenuta di Trinoro 2022 offrono uno spaccato autentico e personale di un’annata attraverso il pensiero di Benjamin Franchetti, che prosegue l’eredità paterna mantenendo intatta la visione originaria e proiettandola nel futuro.

La storia di Tenuta di Trinoro è un racconto di visione, coraggio e dedizione, iniziato dal compianto Andrea Franchetti e oggi portato avanti con maestria, lucidità e fedeltà dal figlio Benjamin. E i vini confermano l’attenzione per il territorio e la capacità di interpretare ogni vendemmia nella sua unicità, mantenendo intatta l’identità dei vini e della tenuta stessa.

“Tenuta di Trinoro 2022 è un vino longilineo, ma lunghissimo, che gentilmente rivela tutte le sue sfaccettature in maniera riservata, a poco a poco – racconta Benjamin Franchetti – Ti fa riflettere, e se lo segui, ti trascina con sé e non si ferma più”. Queste parole racchiudono la filosofia produttiva della tenuta: nessuna ricetta prestabilita, ma un continuo dialogo con l’annata, il territorio e le singole parcelle. I 23 ettari di vigna sono suddivisi in 50 micro-parcelle, ciascuna vinificata separatamente per esaltarne le peculiarità. La fermentazione avviene in acciaio, mentre l’affinamento si svolge in barrique francesi (con un uso moderato di legno nuovo) e successivamente in cemento, per preservare freschezza e precisione.

L’EREDITÀ DI UN SOGNO

Le nuove annate di questi tre vini raccontano una Trinoro in continua evoluzione, dove la mano di Benjamin si muove con rispetto verso il passato, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Vini di grande personalità, frutto di una visione coerente, ma aperta alle sfumature di ogni vendemmia. Vini che non cercano l’impatto, ma piuttosto precisione e profondità. Per il Bianco Trinoro 2023 da uve sémillon, per Le Cupole 2023 e per l’ammiraglia Tenuta di Trinoro 2022 non si tratta mai di un semplice aggiornamento di annata, ma piuttosto di una riflessione, un passo in avanti nella narrazione di un luogo unico e del pensiero che ne guida l’espressione. Forse anche per questo il progetto Trinoro rimane uno dei più riconoscibili nel panorama toscano per stile, rigore e capacità di raccontare un territorio fuori dalle rotte più battute.

BIANCO TRINORO IGT 2023 – L’anima sabbiosa del sémillon

Il Trinoro Bianco, sémillon in purezza, nasce da un minuscolo vigneto di appena mezzo ettaro, piantato tra il 2001 e il 2006, arroccato a 630 metri sul livello del mare, su un suolo completamente sabbioso e circondato dal bosco. Un habitat che dona a questa varietà una vibrazione tutta sua. Il 2023 è stato un anno di contrasti climatici: dopo una nevicata generosa a gennaio, la primavera ha portato piogge incessanti (quasi 500 millimetri tra aprile e giugno), seguite da un’estate calda che ha spinto le temperature sopra i 30 gradi per settimane. Le viti, protette da una folta chioma fogliare, hanno prodotto uve dalla buccia spessa e polpa succosa, vendemmiate in due passaggi, il 13 e il 16 settembre, per cogliere ogni sfumatura di maturazione. Prodotto fin dal 2008 come vino di famiglia, si è deciso di metterlo in commercio solo a partire dall’annata 2018. In cantina, le uve sono state pressate con delicatezza e fatte fermentare in barrique di rovere francese. Dopo un breve periodo di affinamento in legno, il vino ha riposato in vasche di cemento per circa sei mesi.

Il risultato è un bianco di rara complessità: al naso si apre con profumi di frutta gialla matura (pesca, susina, nespola) e scorza di agrume, avvolti da note di macchia mediterranea e, sul fondo, una vibrante scia iodata. Al palato è ampio, sapido, con una buona progressione e una chiusura lunga e leggermente affumicata. Ha struttura ma non pesantezza, un solco acido ne sostiene lo sviluppo, promettendo un buon invecchiamento. Solo 2.900 bottiglie prodotte per un bianco dalla personalità decisa.

LE CUPOLE IGT 2023 – L’interpretazione più immediata dello stile Trinoro

Le Cupole, solo sulla carta il “second vin” di Trinoro nato nel 1995, è un Super Tuscan accessibile ma mai banale. Frutto di un blend di merlot (41%), cabernet franc (39%), cabernet sauvignon (14%) e petit verdot (6%), varia ogni anno per riflettere le specificità della vendemmia, offrendo immediatezza ma senza rinunciare alla profondità che caratterizza la tenuta sarteanese. Il 2023, un anno irregolare anche per i rossi, ha visto un’estate calda ma non estrema, con maturazioni non perfettamente omogenee. Il merlot ha maturato lentamente, mentre i cabernet, inaspettatamente, hanno raggiunto la piena maturità prima del previsto. Le uve provengono da vigne più giovani e da terreni profondi. Dopo la fermentazione in acciaio e un affinamento di sei mesi in barrique usate, il vino è stato assemblato e lasciato evolvere per un anno in vasche di cemento.

Le Cupole 2023 dimostra una vitalità e una precisione sorprendenti. I profumi di amarena e mirtillo si fondono a note balsamiche fresche, quasi mentolate, spezie dolci ed un tocco di grafite sul finale. In bocca è succulento, con tannini levigati che accarezzano il palato e una freschezza che lo rende incredibilmente bevibile già ora. Un rosso che non ha bisogno di tempo per mostrarsi, ma con una struttura che ne garantisce l’evoluzione. Ideale per scoprire il Trinoro pensiero quotidianamente, con le sue 90mila bottiglie annue, senza dover attendere qualche lustro.

TENUTA DI TRINORO IGT 2022 – Un’annata “fina”, lunga e riflessiva

Il 2022 è un’annata che Andrea Franchetti avrebbe definito “Fina”: un profilo diverso rispetto al 2021, più elegante, meno muscolare, ma non per questo meno incisivo. Dopo un’estate calda, le piogge di settembre hanno regalato una svolta inaspettata, donando freschezza a cabernet franc e merlot, mentre cabernet sauvignon e petit verdot hanno raggiunto una maturazione ottimale all’inizio di ottobre. Il blend finale – 44% cabernet franc, 44% merlot, con il restante equamente diviso tra cabernet sauvignon e petit verdot – è il primo dal 2015 a riunire tutti e quattro le varietà, in un incontro dettato non da una scelta stilistica, ma dall’annata stessa. La vinificazione, scandita da una parcellizzazione quasi maniacale, ha visto i 50 lotti fermentare separatamente in tini di acciaio, per poi affinare singolarmente in barrique per otto mesi e successivamente in cemento (dove viene realizzato il taglio) per un altro anno. Il vino ha riposato almeno 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

All’assaggio, il Tenuta di Trinoro 2022 svela gradualmente la sua complessità. L’olfazione è un caleidoscopio di aromi che si alternano con delicatezza: un frutto rosso più croccante che maturo, a tratti sotto spirito, accenni di violetta appassita, pepe nero, bacche di ginepro. Infine, una leggera nota minerale e fumé. Il sorso è elegante, la trama tannica, precisa e setosa, si intreccia ad una freschezza vibrante, mentre la sapidità lo rende vivido, quasi pulsante. Dalla struttura longilinea, quasi eterea, ma dalla persistenza infinita, si allunga verso una chiusura balsamica e salina. È un vino, , che chiede tempo e che si trasforma nel bicchiere. Prodotto in 8.483 esemplari, Benjamin Franchetti lo definisce “impressivo”, una parola non canonica, ma perfettamente adatta: perché il 2022 non colpisce con la forza, ma con la profondità della sua impronta.

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