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VinoNews24 – Non c’è due senza tre per le cuvée TAL di Kellerei Bozen

Articolo pubblicato a novembre 2025 su Vinonews24.it (https://tinyurl.com/y267r9us)

Una nuova annata che conferma la maturità del progetto della linea Superior TAL di Cantina Bolzano, nato per raccontare l’identità più autentica di Bolzano, tra selezione estrema delle uve, finezza stilistica e una visione enologica che unisce tradizione, ricerca e sostenibilità.

Quando Kellerei Bozen – aka Cantina Bolzano – presentò nel 2020 la prima edizione delle due cuvée TAL della linea Superior, molti osservarono con curiosità l’ingresso della cooperativa bolzanina nel segmento dei SuperSüdtiroler. Non era un terreno nuovo in senso assoluto – la cantina usciva già da anni con alcune etichette di riferimento – ma il progetto TAL puntava più in alto, non tanto per ambizione quanto per rigore. A distanza di tre annate, con il debutto al Merano WineFestival dell’annata 2022, si può dire che quel percorso ha trovato una sua fisionomia più compiuta, più coerente e, soprattutto, più riconoscibile.

NASCITA DI UNA CANTINA E DI UN PROGETTO

Kellerei Bozen nasce nel 2001 dall’unione fra due cantine fondamentali per la storia vitivinicola cittadina e altoatesina: Gries, fondata nel 1908, culla del lagrein e Santa Maddalena, nata nel 1930, cuore di quella vernatsch più storica e classica. Nomi e date che ritornano nelle due cuvée della linea Superior: TAL 1908, rosso a base lagrein; TAL 1930, bianco centrato sullo chardonnay. L’acronimo TAL – Tradizione Autenticità Longevità – traccia più un orientamento che uno slogan: una filosofia produttiva costruita negli anni, che rappresenta sì quelle le radici storiche, autenticamente tramandate con gli anni, ma che guarda ad un futuro dove il concetto di longevità diventa sinonimo di durabilità e sostenibilità, nella quale la selezione estrema delle uve non è un esercizio estetico, ma un metodo.

Lo spiega con chiarezza l’enologo Stephan Filippi, che di Cantina Bolzano è ormai voce storica: “Dal 2014 abbiamo intuito che certe parcelle avevano un potenziale diverso. Siamo partiti con micro-vinificazioni, confronti, assaggi continui. Finalmente, dopo un po’ di lungaggini a causa della costruzione della nuova cantina, siamo usciti sul mercato due anni fa, con l’annata 2020., e sono ormai 11 anni che ci dedichiamo ai TAL”. Una frase che racconta bene la natura del progetto: lentezza operativa, sperimentazione, un’idea precisa di qualità come risultato di tante piccole scelte.

Stephan Filippi, enologo di Kellerei Bozen
2022: UN’ANNATA INCREDIBILE

L’arrivo della terza edizione, l’annata 2022, avviene al culmine di un ciclo climatico particolare. Le parole di Filippi riassumono bene la situazione: “Un’annata incredibile! In trent’anni di vendemmie, poche annate possono essere paragonate alla 2022”. Un inverno secco e freddo, una primavera prolungata e poi la fiammata estiva, destinata a entrare nei libri di meteorologia come la seconda più calda dal 1850, mitigata da forti escursioni termiche notturne.

Queste condizioni hanno permesso alle uve di svilupparsi con maturazioni omogenee, aromaticità equilibrata e polpa piena, elementi ideali per le due cuvée TAL. La selezione, già maniacale nelle precedenti edizioni – grappoli scelti a mano, acini selezionati a uno a uno –ha potuto puntare più sulla finezza garantendo massima precisione stilistica e un respiro molto territoriale.

TAL 1930: CHARDONNAY LOVERS

Se si osserva il percorso delle tre annate del TAL 1930, il cambiamento più evidente è l’aumento costante della quota di chardonnay. Dal 69% della prima annata si è passati all’80% nel 2021, fino all’85% del 2022, con sauvignon al 10% e pinot grigio al 5%. “Noi enologi – continua Stephan Filippi – più invecchiamo più ci piace lo chardonnay, ma non è solo questo il motivo per cui anche in questa terza edizione la percentuale di tale varietà, in assemblaggio con a pinot grigio e sauvignon, è aumentata arrivando all’85%”.

Non è una scelta dettata dalla moda, ma dal rapporto storico fra Cantina Bolzano e questo vitigno: le sue vigne migliori crescono fra i 450 e i 550 metri di altitudine, fra San Genesio e San Giorgio, su pendii porfirici leggeri, drenanti, capaci di mantenere freschezza anche nelle estati più vigorose. Sauvignon e pinot Grigio provengono invece dal Renon, dove la quota sale fino ai 700 metri e la maturazione rimane lenta e regolare.

Tutto questo nella 2022 si traduce in un bianco più slanciato e affilato, soprattutto se messo in rapporto alle due annate precedenti. La 2020 era stata un’espressione piena, quasi opulenta, con il sauvignon ancora in primo piano; la 2021, annata più fresca, aveva restituito un vino più cremoso e meno espressivo in volume, segnato da una verticalità evidente. Il 2022, con l’aumento della componente chardonnay, sembra trovare un equilibrio nuovo: più asciutto, più disteso, con una freschezza alpina che si sente nelle prime battute olfattive.

TAL 1908: LA FORZA DEL LAGREIN CHE SI FA MISURATA

Se il TAL 1930 racconta la montagna, il TAL 1908 è figlio del fondovalle caldo che da piazza Gries sale verso i pendii di San Maurizio. È la terra del lagrein, vitigno simbolo di Bolzano, varietà con cui Cantina Bolzano ha costruito una reputazione solida e riconosciuta. Non stupisce quindi che, anche qui, la componente autoctona sia progressivamente aumentata: dall’80% della 2020 all’83% della 2021, fino all’85% nella 2022, accompagnata da un 10% di cabernet sauvignon e un 5% di merlot. I suoli sono sciolti, porfirici, ricchi di sassi bianchi arrotondati dal tempo e dalle acque, capaci di assorbire calore durante il giorno e rilasciarlo nelle notti, già di per sé calde. È un territorio che spinge sempre verso maturazioni generose, ma il lavoro di selezione ha permesso al vino di non cadere mai in sovraestrazione o eccessi di calore alcolico.

Il 2020 era stato un vino ricco, materico, con un frutto di bosco maturo quasi marmellatoso e tannini decisi, a tratti invasivi. Il 2021, pur conservando una certa rusticità, aveva mostrato un passo diverso: più equilibrio, un legno meglio assorbito, una maggiore freschezza data dal cabernet e una trama tannica più fine. Il 2022 si colloca su un piano nuovo. È più nitido, più coerente, più pulito dal punto di vista aromatico. La componente lagrein appare finalmente distesa, non spinge più solo in potenza, ma in eleganza e succosità. Si direbbe che abbia trovato un tono più moderno – pur restando profondamente bolzanino – nella capacità di restare ampio senza diventare pesante.

Il prezzo di posizionamento – 128 euro in cantina – ha fatto discutere sin dal debutto del progetto. Oggi, con tre annate di confronto, diventa più leggibile: non si tratta di un semplice “vino di punta”, ma di un esercizio di identità, un lagrein che prende su di sé il compito di raccontare ciò che Bolzano può esprimere ai massimi livelli.

vigneti dei soci di Kellerei Bozen a San Genesio
UNA TERZA EDIZIONE CHE CHIARISCE LA ROTTA

Guardando alle due nuove cuvée insieme, la sensazione è che il progetto TAL stia entrando nella sua maturità. I vini non cercano più di “svettare”, non imitano modelli esterni né cercano posizionamenti forzati. Sembrano piuttosto ritrovare un passo più vicino alle corde naturali della cooperativa: selezione maniacale, precisione tecnica, ma anche attenzione al territorio, alla consapevolezza climatica, a un’idea di finezza che non passa attraverso la concentrazione ma attraverso il dettaglio. Il TAL 1930 2022 è un bianco più sottile, più elegante, più orientato all’equilibrio; il TAL 1908 2022 è un rosso che sa essere autorevole senza rinunciare alla bevibilità. Entrambi segnano una distanza netta rispetto alle prime due annate, non tanto in termini qualitativi quanto in termini stilistici: è come se il progetto avesse finalmente trovato il suo linguaggio.

I nostri assaggi
TAL 1930 Cuvée 2022 ALTO ADIGE DOC

Uvaggio: CHARDONNAY 85% – SAUVIGNON BLANC 10% – PINOT GRIGIO 5%

Bottiglie Prodotte: 2.458 bottiglie e 108 magnum

Composizione suolo: porfirici sciolti con depositi glaciali e alluvionali.

Vinificazione: pressatura soffice a grappolo intero, decantazione statica; fermentazione e affinamento in barrique francesi per 12 mesi, con malolattica svolta per chardonnay e pinot grigio; il sauvignon mantiene invece l’acido malico.

Affinamento: 14 mesi in tini di inox dove avviene l’assemblaggio ed ulteriore riposo di almeno un anno in bottiglia.

Data Degustazione: 07/11/2025

Degustazione: il colore, dorato luminoso, anticipa un quadro aromatico ricco ma non pesante. I profumi si aprono su frutta tropicale matura, mango, ananas, melone, bilanciata da agrumi freschi che alleggeriscono il peso aromatico e introducono una tensione citrina. Note di mela e pera accompagnano sensazioni floreali di sambuco e gelsomino, con un lieve accenno di zucchero caramellato che emerge con l’ossigenazione. In bocca il sorso è pieno, avvolgente e sorretto da una freschezza minerale evidente; la vena acida guida lo sviluppo, mentre la tipica nota di zenzero firma il finale.

TAL 1908 Cuvée 2022 ALTO ADIGE DOC

Uvaggio: LAGREIN 85% – CABERNET SAUVIGNON 10% – MERLOT 5%

Bottiglie Prodotte:3.772 bottiglie e 138 magnum

Composizione suolo: porfirici sciolti caldi e ghiaiosi con depositi alluvionali.

Vinificazione: pressatura soffice a grappolo intero, decantazione statica; fermentazione e affinamento in barrique di rovere francese per 12 mesi.

Affinamento: 15 mesi in vasche di cemento dove avviene l’assemblaggio ed ulteriore riposo di almeno un anno in bottiglia.

Data Degustazione: 07/11/2025

Degustazione: il colore è un porpora profondo, luminoso e denso. Il naso è compatto e nitido: ciliegia matura, mora e ribes si intrecciano a leggere note speziate di pepe e chiodi di garofano; sul fondo emergono sfumature di cacao, grafite e liquirizia. In bocca il vino è ampio ma non pesante, con una prima sensazione di morbidezza che lascia presto spazio a una freschezza balsamica. Il lagrein domina la struttura ma con un tono più misurato rispetto al 2020 e più disteso rispetto al 2021. La trama tannica è fine, fitta, non ruvida. Il finale è lungo, succoso, con ritorni di frutta scura. Una versione che guarda alla longevità senza perdere immediatezza.

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