VinoNews24 – Drink Wines, Not Labels: il manifesto enoico di Alessandro Salvano in dwnl

Articolo pubblicato a gennaio 2024 su Vinonews24.it (http://tinyurl.com/yt4fnafj)

Degustazione delle nuove annate di dwnl, vini firmati Alessandro Salvano e nati fuori dai confini ma che vanno oltre gli schemi e le regole delle denominazioni.

Il nome del brand è dwnl, acronimo di Drink Wines, Not Labels. È il progetto creato nel 2019, fortemente voluto da Alessandro Salvano per il legame viscerale con la sua terra, per la grande passione per la Borgogna e per quei 50 metri oltre il confine, così vicino ma così lontano, della Docg Barolo dalla sua Montelupo Albese nel cuore delle Langhe.

BERE VINI SENZA PREGIUDIZI

Un progetto che racchiude l’essenza del suo manifesto enoico: provare in un contesto molto tradizionale come quello langarolo a sperimentare un approccio innovativo. Non immaginando confini, pregiudizi, schemi predeterminati, riscrivendone le regole per riportare il vino alla sua essenza originaria: convivialità, condivisione e aggregazione sociale.

Alessandro Salvano, anima del progetto dwnl

Un pensiero laterale che vista la giovane età di Alessandro, under 30, è molto appeal per quel mercato che cerca di attrarre la contemporaneità dei millennials ed il futuro prossimo della iGeneration: attenzione spasmodica per il rispetto dell’ambiente, nessun prodotto di sintesi e concimi chimici – conversione al biologico in atto –, ma soprattutto la capacità di creare vini dalla grande bevibilità e leggerezza gustativa, dal basso tenore di solfiti residui, eleganti, sapidi, vibranti e non molto tannici. Vinificazione che richiama la Borgogna del grappolo intero, dei lieviti indigeni, dei no assoluti a chiarifica e filtrazioni, e del meno interventismo possibile in vigna e in cantina.

Un messaggio di bere vino senza pensare all’etichetta richiamato ovviamente anche per il tramite di quest’ultime: minimaliste, essenziali, eleganti al tatto e completamente bianche, con la sola scritta “drink wines, not labels” in diverse lingue, una per ogni referenza.

GENESI, PRODUZIONE E WINE COLLECTION

Nato dalla riflessione che nessuno sceglie dove nascere, un limite strutturale della vita che non si può cambiare, come lo stesso Salvano dichiara.

L’idea non è cambiare i confini del Barolo dice – non succederà e mai dovrà succedere. È giusto che ci siano delle linee che dividano i territori, ma penso anche che per anni chi è finito nella zona sbagliata, non si è mai potuto mettere in gioco fino in fondo. Ha sempre vissuto una condizione di inferiorità nei confronti di qualcun altro, che spesso ha sviluppato odio invece che collaborazione. La mentalità langarola è di una persona molto chiusa che spesso non ama condividere. Volevo rompere un po’ questo schema con l’intento di metter in discussione la bevuta, e degustare spesso alla cieca mi ha portato a sviluppare questa idea”.

Nel 2019 compra uva dallo zio, Giorgio Sombrero che eredita l’azienda di famiglia dal nonno di Alessandro, e produce Outside, un vino da nebbiolo in purezza che segue sì il disciplinare del barolo, ma è “fuori” dai confini della denominazione. Un po’ polemica, un po’ provocazione, anche per provare a dimostrare che il cambiamento climatico può cambiare molte cose, che il modo stesso di fare vino sta cambiando, compreso i gusti del consumatore.

La prima annata di Outside è sul mercato dalla scorsa primavera, da una botte di Garbellotto da 7 ettolitri, ovvero solo 933 bottiglie prodotte. Il bisogno di avere anche dei vini che finanzino il progetto, porta a produrre nello stesso anno un nebbiolo solo acciaio, 1.100 bottiglie. Nel 2020 la produzione arriva a 5.000 bottiglie aggiungendo un vino da chardonnay ed uno da dolcetto. Nel 2021 si arriva a 6.000, considerando anche 108 bottiglie di pinot nero, una sorta di “private label” solo per amici e non in vendita. Con l’annata 2022 e la quasi messa a regime del pinot nero, ufficialmente sul mercato dallo scorso settembre, si arriva a 12.000 bottiglie.

i vigneti in Langa da cui nascono i vini del progetto dwnl
NUOVI TERRENI E UNA NUOVA CANTINA CON COMPAGNIA DEI CARAIBI

Lo scorso anno Alessandro convince un piccolo viticultore, sempre di Montelupo Albese, a vendere i suoi vigneti, circa otto ettari, per continuare a far crescere in maniera organica il progetto dwnl. L’investimento è importante, così entra in campo Compagnia dei Caraibi, già distributore dei vini dwnl all’interno del catalogo Elemento Indigeno, che costituisce insieme ad Alessandro (che vi partecipa al 25%) una nuova società, Have Fun. Quest’ultima a giugno compra i terreni, mette a dimora alcuni nuovi impianti e inizia a costruire una propria cantina, visto che fino ad ora la vinificazione avveniva nella cantina dello zio a Montelupo e in quella di un suo amico a Grinzane Cavour (Cantina Bruna Grimaldi). Per quest’ultima annata, grazie ai nuovi vigneti, si prevede di produrre circa 24mila bottiglie a marchio dwnl.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Chardonnay 2022 Langhe Doc
Chardonnay in purezza, fermentazione spontanea in acciaio a grappolo intero per poco più di una settimana, a cui segue malolattica e affinamento sempre in acciaio. Nessuna filtrazione o chiarificazione. Una vinificazione che ne esalta le caratteristiche, un vino che si mette in luce per la sua estrema eleganza, sapidità avvolgente e raffinatezza sensoriale. I suoi tratti predominanti svelano sfumature agrumate di lime e pompelmo, un tocco esotico di ananas e sentori di tè impreziositi da una nota gessosa. Ottima struttura, dalla trama morbida e agile che si allunga su una vivida vena minerale.

Dolcetto 2022 Langhe Rosso Doc
Dolcetto 100% che in vinificazione ricalca lo schema dello chardonnay. Una vera sorpresa, piacevolezza di beva, profumi intriganti, dalla spiccata aromaticità del frutto rosso che richiama una componente agrumata e vegetale, la spezia del chiodo di garofano e la stecca di liquirizia. Scorre agile e sapido, tannino delicato per un finale sweet&salty molto persistente ed equilibrato.

Pinot nero 2022 Langhe Doc
Solo pinot nero che fermenta in maniera spontanea per undici giorni e matura in acciaio. Figlio di un’annata abbastanza calda, a conferma dei suoi 14 gradi alcolici e della sua ricchezza gustativa. Frutta rossa croccante e succosa ed un’evidente nota di cioccolato su un finale balsamico. Sorso potente, deciso, una trama tannica importante che si fa un po’ troppo sentire. Un giovane virgulto che col tempo ritroverà grazia ed equilibrio.

Nebbiolo 2022 Langhe Doc
Uve nebbiolo fermentate spontaneamente per 10 giorni, 80% a grappolo intero, a cui segue malolattica (sempre spontanea) e maturazione in acciaio. Identitario e riconoscibile, gioca su un classico profilo che richiama il floerale della rosa e della viola, piccoli frutti rossi, erbe essiccate e una nota di sottobosco. Sorso molto elegante, fresco e soprattutto sapido. Tannino dalla presenza discreta che supporta una beva molto appagante.

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